Quando si prendono meno soldi di pensione: le riduzioni

Quando si prendono meno soldi di pensione? Ecco i casi in cui riprendere a lavorare comporta un taglio dell'assegno.

6' di lettura

Quando si prendono meno soldi di pensione? Quali sono le riduzioni previste? Ne parliamo in questo approfondimento (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

Quando si prendono meno soldi di pensione: cumulo dei redditi

In questo articolo rispondiamo alla domanda: quando si prendono meno soldi di pensione? Il riferimento è al cumulo del reddito da pensione con i redditi da lavoro.

Può capitare, infatti, che un pensionato o una pensionata decidano di riprendere a lavorare, per arrotondare o perché annoiati dalla vita senza lavoro.  

Il nostro ordinamento impone al lavoratore e alla lavoratrice l’interruzione dell’attività lavorativa prima di andare in pensione, ma la Legge 112 del 2008 non pone alcun limite al cumulo dei redditi con quelli della pensione di vecchiaia, anzianità o con alcune forme di pensione anticipata, mentre il vincolo sussiste soltanto per le pensioni e gli assegni di invalidità entro specifici limiti reddituali.

I redditi da lavoro sono interamente cumulabili con quelli prodotti dalla pensione di vecchiaia, con l’ex pensione di anzianità e con la pensione anticipata calcolate col sistema retributivo puro o con il sistema misto.

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Le limitazioni sussistono solo per chi ha maturato la pensione calcolata col sistema contributivo puro, ovvero coloro i quali hanno versato contributi soltanto a partire dal 1° gennaio 1996.

Per questi pensionati il cumulo con i redditi da lavoro è possibile soltanto a patto che venga soddisfatta almeno una delle condizioni seguenti:

  • aver compiuto 60 anni (donne) o 65 anni (uomini);
  • aver versato almeno 40 anni di contributi;
  • aver versato almeno 35 anni di contributi con un’età di 61 anni.

Entreremo nel dettaglio nei prossimi paragrafi e vedremo insieme quando si prendono meno soldi di pensione.

Nel video di seguito (“TREDICESIMA PENSIONI, 155 EURO, AUMENTI, BONUS MELONI: GUIDA“) spieghiamo come si calcola la tredicesima, a chi spetta e chi riceverà l’incremento fino a 155 euro. Dai un’occhiata anche all’approfondimento dedicato all’aumento della pensione a partire dal 2023.

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Quando si prendono meno soldi di pensione: assegno ordinario di invalidità

Abbiamo visto che è possibile cumulare redditi da pensione con i redditi da lavoro svolto una volta ripreso l’attività lavorativa.

Allo stesso tempo vi abbiamo spiegato che non ci sono limiti di cumulo per chi ha maturato una pensione di vecchiaia, anzianità o anticipata calcolata col sistema misto o retributivo puro, mentre alcune limitazioni sono previste per chi ha maturato la pensione calcolata col sistema contributivo puro.

Ora vedremo insieme quando si prendono meno soldi di pensione, una volta aver ripreso a lavorare.

Iniziamo con l’assegno ordinario di invalidità e distinguiamo tra lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi.

Il titolare dell’assegno ordinario di invalidità che riprende a lavorare come dipendente, riceverà un taglio del 25% della pensione se il reddito da lavoro è superiore a 4 volte il trattamento minimo (27.239,16 euro) o del 50% della pensione se il reddito da lavoro è 5 volte superiore il valore della pensione minima (34.048,95 euro).

Se il lavoratore dipendente ha meno di 40 anni di contributi versati subirà un taglio del 50% della pensione della quota eccedente il trattamento minimo.

Il titolare dell’assegno ordinario di invalidità che riprende a lavorare da autonomo subisce un taglio del 25% della pensione se il reddito da lavoro è superiore a 4 volte il trattamento minimo o del 50% se il reddito da lavoro è superiore a 5 volte il trattamento minimo.

Se ha meno di 40 anni versati, l’importo della pensione è ridotto del 30% della quota eccedente il trattamento minimo.

Quando si prendono meno soldi di pensione: pensione di reversibilità o indiretta

Quando si prendono meno soldi di pensione? A subire il taglio della pensione sono anche i titolari della pensione di reversibilità o della pensione indiretta.

Che sia un lavoratore dipendente o autonomo, le percentuali di riduzione del valore della pensione sono identiche e sono le seguenti:

  • 25% in meno di pensione se il reddito da lavoro è superiore a 3 volte il trattamento minimo (20.429,37 euro);
  • 40% in meno di pensione se il reddito da lavoro è superiore a 4 volte il trattamento minimo;
  • 50% in meno di pensione se il reddito da lavoro è superiore a 5 volte il trattamento minimo.
Quando si prendono meno soldi di pensione
Quando si prendono meno soldi di pensione?

Quando si prendono meno soldi di pensione: divieto di cumulo

Quando si prendono meno soldi di pensione? Ci sono anche pensioni che vietano la possibilità di riprendere a lavorare, entro una certa età.

Ci riferiamo a Quota 100, a Quota 102 e a Quota 41 per lavoratori precoci: queste opzioni previdenziali non permettono al titolare della pensione di riprendere a lavorare fino a quando non avrà compiuto l’età per la pensione di vecchiaia (67 anni).

Rimane il dubbio, invece, per Opzione Donna. Questa misura pensionistica è calcolata con il sistema contributivo puro. Quindi non dovrebbe consentire alle titolari di riprendere a lavorare.

Però, è necessario precisare che la pensione liquidata con le regole del sistema sperimentale (Opzione Donna è in scadenza al 31 dicembre 2022, potrebbe diventare strutturale, ma non lo è ancora), non è una pensione riconosciuta nel regime contributivo puro.

Ecco perché potrebbe comportare la possibilità, per la titolare, di poter riprendere a lavorare e cumulare redditi da lavoro con quelli della pensione.

Infine, c’è una pensione che vieta assolutamente la possibilità di poter riprendere a lavorare e, quindi, di cumulare i redditi della pensione con quelli del nuovo lavoro: è la pensione di inabilità.

Essendo riconosciuta agli inabili assoluti al lavoro, esclude la possibilità di poter continuare o riprendere a lavorare ed è incumulabile con qualsiasi reddito da lavoro.

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