Quando si prescrive una cartella esattoriale

Quando si prescrive una cartella esattoriale? Quando i debiti che vengono contestati possono definirsi scaduti in via definitiva? I tempi cambiano da debito a debito, si va da un minimo di 3 anni a un massimo di 10. Ma da quando si calcola il termine di prescrizione?

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Quando si prescrive una cartella esattoriale? Quando “scadono” i debiti con l’erario? Quando una cartella esattoriale termina il suo tempo e smette di perseguitare il debitore?

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Una cartella esattoriale decade, perché anche i debiti hanno una prescrizione. Come i reati. Superato quel limite si dice stop: debito azzerato.

Ma questi tempi cambiano, da debito a debito, così come le procedure.

Proviamo a fare un quadro sulla prescrizione dei debiti.

Quando si prescrive una cartella esattoriale? Tempi diversi

I debiti contenuti in una cartella esattoriale hanno tempi di prescrizione diversi.

La prescrizione non è legata alla cartella esattoriale, ma al debito che contiene.

Questa premessa è inevitabile, anche perché, come saprete, nel giro di qualche mese milioni di famiglie italiane riceveranno altrettante cartelle esattoriali. Tutte quelle che sono state sospese nel corso della pandemia. Conoscere le “scadenze” può rivelarsi utile.

All’interno di una cartella esattoriale possono essere contenuti debiti per una multa non pagata, o per versamenti arretrati di Iva, Irpef o contributi Inps. Ognuno di questi debiti può avere tempi di prescrizione differenti.

In alcuni casi una cartella esattoriale contiene debiti diversi: il che significa che parte può essere prescritta e parte no.

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Quando si prescrive una cartella esattoriale? Sentenza e raddoppio

Può anche accadere un paradosso. Se all’interno della cartella di pagamento c’è un debito che scade dopo 5 anni, significa che dopo 5 anni non bisogna più pagarlo.

Ma se impugniamo quella cartella esattoriale e avviamo un procedimento giudiziario, potremmo vincere il contenzioso, e allora bene, tutto ok. Ma anche perderlo: in questo caso la prescrizione arriva a 10 anni.

Per quale motivo? Perché il termine di prescrizione è appunto di 10 anni per le sentenze. E di fatto raddoppiano i tempi di prescrizione della cartella originaria.

Quando si prescrive una cartella esattoriale? Il conto alla rovescia

Quando si prescrive una cartella esattoriale? Il conto alla rovescia per calcolare la data di prescrizione di una cartella esattoriale inizia dal momento in cui dove essere effettuato il pagamento.

Quando scatta la prescrizione è impossibile per il creditore avviare qualsiasi azione esecutiva. Sarebbe illegittima.

Per completare la pratica e mettersi in completa sicurezza si può presentare una istanza di autotutela (raccomandata andata e ritorno o posta certificata) e inviarla a chi è titolare del credito. Con quella domanda si chiede lo sgravio della cartella esattoriale per intervenuta prescrizione.

Quando si prescrive una cartella esattoriale? Prescrizioni

Quando si prescrive una cartella esattoriale? Abbiamo visto che i tempi di prescrizione cambiano, dipende dal debito.

E vediamo i vari termini di prescrizione:

  • per i tributi erariali (Irpef, Iva, Ires, Imposta di registro e imposte catastali), la prescrizione decorre 10 anni dopo la scadenza del termine per il pagamento (60 giorni dall’avvenuta notifica);
  • per le sanzioni (multe, protesti e così via) la prescrizione arriva 5 anni dopo la violazione;
  • per i tributi locali (Tasi, Tarsu, Tari, Tosap e Imu), la prescrizione arriva dopo 5 anni;
  • contributi previdenziali (tipo Inps, ma anche quelli minori): la prescrizione decorre dopo 5 anni;
  • bollo auto: la prescrizione scatta dopo 3 anni;
  • canone Rai: la prescrizione parte dopo 10 anni;
  • diritti della Camera di Commercio: in questo caso la normativa è vaga, per alcuni giudici scatta di 5 anni, per altri dopo 10.

Quando si prescrive una cartella esattoriale? Prescrizione interrotta

I termini di prescrizione di una cartella esattoriale (o meglio, dei debiti che sono contenuti), possono essere interrotti dall’Agenzia delle Entrate se viene notificato al contribuente uno di questi atti:

  • cartella esattoriale;
  • intimazione di pagamento;
  • atto di pignoramento;
  • preavviso di iscrizione di fermo del veicolo o di ipoteca.

In questi casi i termini di prescrizione iniziano a decorrere dall’inizio dal giorno successivo alla notifica di uno di questi atti.

E se la notifica non avviene entro i termini, l’Agenzia delle Entrate e della Riscossione perde e per sempre ogni diritto a chiedere il pagamento di quei tributi.

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