Quando un pignoramento può essere illegittimo?

Quando un pignoramento può essere illegittimo? Cerchiamo di capire quando un atto esecutivo può essere impugnato con successo per illegittimità. Come si attiva la procedura e come chiedere l'eventuale risarcimento del danno e la condanna, per lite temeraria, del creditore. La differenza tra pignoramento illegittimo e pignoramento eccessivo.

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Quando un pignoramento può essere illegittimo? Quando, cioè, un atto esecutivo può perdere la sua efficacia e consentire al debitore di impugnare la procedura e, addirittura, rivalersi nei confronti del suo creditore (o presunto tale)?

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Capita, non è così raro. Ci sono dei perimetri precisi nei quali un creditore può agire nei confronti di un debitore. Limiti che se superati possono annullare l’atto esecutivo e ritorcersi contro chi lo ha avviato.

Quando un pignoramento può essere illegittimo? La procedura

Ma vediamo prima come si arriva al pignoramento. Un breve riassunto per comprendere meglio le ragioni di illegittimità che possono rendere nullo l’atto esecutivo.

L’esecuzione forzata viene attivata dopo che un giudice ha emesso una sentenza di condanna o perché il creditore può esibire un assegno o una cambiale, che sono già dei documenti di efficacia esecutiva.

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Quando un pignoramento può essere illegittimo? Due modalità di esecuzione forzata

L’esecuzione forzata può avvenire in due modi:

  • in forma specifica: si verifica quando il bene che il creditore vuole acquisire è proprio quello dovuto dal debitore;
  • in forma generica (con espropriazione): in questo caso può trattarsi di una somma che viene decisa già all’inizio della procedura o di un bene che può essere venduto all’asta per risarcire il creditore (come per il pignoramento di un bene mobile o immobile).

Quando un pignoramento può essere illegittimo? Il titolo esecutivo

L’esecuzione forzata può essere portata a termine dal creditore solo se è in possesso di un titolo esecutivo.

Un titolo esecutivo può essere:

  • una sentenza;
  • una ordinanza di convalida di sfratto;
  • un decreto ingiuntivo.

Quando un pignoramento può essere illegittimo? I tempi

La procedura è questa: il titolo esecutivo deve essere notificato al debitore con un atto di precetto (quando il creditore intima al debitore di rimborsargli la cifra che è fissata nel titolo esecutivo, avvisandolo che un mancato pagamento causerà l’esecuzione forzata nei suoi confronti).

Il debitore a questo punto ha 10 giorni per versare la somma.

In caso contrario partirà la procedura di pignoramento dei beni, del conto corrente, del quinto di stipendi o pensioni (dipende naturalmente dall’entità del debito).

La decisione su cosa pignorare spetta al creditore.

Anche l’atto di pignoramento deve sempre essere notificato al creditore.

In questa fase chi è sotto pignoramento può difendersi presentando un’opposizione all’esecuzione (o agli atti esecutivi), entro un limite di 20 giorni.

Se il magistrato riscontra dei “gravi motivi” può sospendere la procedura.

Nel corso della sospensione il magistrato dovrà accertare la legittimità sia dell’esecuzione, sia degli atti esecutivi.

Quando un pignoramento può essere illegittimo? I casi

Ora veniamo al punto: quando un pignoramento può essere illegittimo?

In linea di principio un pignoramento può ritenersi illegittimo quando le pretese del creditore che ha avviato la procedura non sono fondate. O meglio, quando il credito che pretende non è esistente o è già stato rimborsato dal debitore.

Ma un pignoramento è illegittimo anche quando viene eseguito senza la normale prudenza.

E quando capita? Beh, se agisce senza avere un titolo giudiziale definitivo (poi annullato da un successivo provvedimento del magistrato).

Quando un pignoramento può essere illegittimo? E quando può essere eccessivo

Un pignoramento può anche essere eccessivo. Quando il valore dei beni pignorati supera la soglia che è stata stabilita dalla legge: il debito più la metà dello stesso per la copertura delle spese giudiziarie e degli interessi di mora.

Precisiamo che un pignoramento eccessivo non è illegittimo, perché non è privo di fondamento. In questo caso il debitore non può dunque invocare l’illegittimità, ma può chiedere al giudice la riduzione del pignoramento.

Quando un pignoramento può essere illegittimo? Il risarcimento del danno

Quando un pignoramento è illegittimo il debitore ha il diritto di ottenere un risarcimento.

Per ottenerlo dovrà presentare una opposizione all’esecuzione e dopo che il giudice avrà accertato la mancanza di fondamento dell’atto esecutivo il debitore potrà avviare l’istanza di risarcimento.

In caso di condanna il creditore può essere accusato per lite temeraria.

Quando un pignoramento può essere illegittimo? Tre modi per il risarcimento

Il debitore ha tre modi per presentare la richiesta di risarcimento danni per lite temeraria:

  • in sede di cognizione, e quindi nel corso del giudizio nel quale si è formato il titolo che ha consentito al creditore di agire in via esecutiva;
  • davanti al giudice dell’esecuzione;
  • in un giudizio autonomo.

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