Quanti permessi retribuiti si possono prendere?

Scopriamo insieme quanti permessi retribuiti si possono prendere e quali sono quelli per i quali è prevista una retribuzione.

10' di lettura

Ci possono essere dei momenti in cui un dipendente deve assentarsi da lavoro. Questo può essere fatto, in alcuni casi, senza rinunciare alla propria retribuzione per quelle ore. Verdiamo, quindi, quanti permessi retribuiti si possono prendere e quali sono quelli per i quali è consentito, dalla legge, avere comunque una retribuzione.

Quanti permessi retribuiti si possono prendere?

Tutti i dipendenti, pubblici o privati, secondo la legge hanno diritto a dei permessi retribuiti ed i vari Contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL) non possono cancellarli. Questi ultimi, però, possono regolamentare e disciplinare in maniera differente così da far avere maggior favore ai lavoratori.

Le ore base di permesso, derivanti dalle “Ex festività” sono 32, possono variare, invece, i permessi retribuiti che variano per tipo di contratto e per dimensioni dell’azienda. Per sapere con certezza i permessi retribuiti che spettano, bisogna leggere con attenzione il CCNL di riferimento.

Spesso gli stessi CCNL indicano anche le modalità con cui fare richiesta ed il preavviso con cui il lavoratore dovrà avvisare il datore di lavoro.

I permessi, ricordiamolo, possono essere richiesti per vari motivi.

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Quanti permessi retribuiti si possono prendere

I permessi retribuiti: quali sono?

Come detto, i permessi retribuiti possono essere chiesti per varie motivazioni. Non è sempre conciliare i permessi con le esigenze aziendali, soprattutto perché i permessi, come le ferie non godute, vanno liquidati in busta paga.

I lavoratori dipendenti hanno diritto a richiedere un permesso per i seguenti casi, che analizzeremo uno ad uno:

  • ROL (Riduzione orario di lavoro)
  • Ex festività
  • Lutto o grave infermità
  • Concorsi ed esami
  • Studio
  • Donazione di sangue e midollo osseo
  • Motivi personali
  • Cariche pubbliche elettive
  • Impiegati nei seggi elettorali
  • Matrimonio
  • Lavoratori genitori
  • Assistenza familiari con handicap

Cosa sono e come si chiedono i ROL

La Riduzione Orario di Lavoro è un particolare tipo di permesso retribuito permessi che maturano ogni mese secondo la misura stabilita dal CCNL di riferimento.

Solitamente variano a seconda dell’inquadramento e delle mansioni del dipendente e può variare anche a seconda del numero dei lavoratori assunti nell’azienda.

Comunque spettano solo a chi ha un orario di lavoro a tempo pieno.

Per capire quanti ROL si hanno bisogna consultare la busta paga, dove sono segnati i permessi maturati nel corso del mese, quelli goduti e quelli residui.

Per richiederli bisogna aver maturato almeno il tot di ore che si vuole prendere come permesso, facendo attenzione ad un particolare: i ROL scadono dopo 12 o 24 mesi ma, in caso di scadenza, il datore di lavoro dovrà liquidarli in busta paga.

Ore di permesso e modalità dell’Ex Festività

Si tratta di giorni di permesso quando una festività non è più riconosciuta. Tra queste ci sono:

  • San Giuseppe (19 marzo);
  • Ascensione (39° giorno dopo la Pasqua);
  • Corpus Domini (60° giorno dopo la Pasqua);
  • Festa dell’Unità Nazionale (4 novembre);
  • S.S. Pietro e Paolo del 29 giugno (ad eccezione dei lavoratori impiegati a Roma dove si festeggia ancora)

Se queste ex festività capitano in un giorno lavorativo feriale, il lavoratore ha il diritto, in caso di necessità, ad usufruire di un permesso retribuito.

Lutto o grave infermità

In caso di lutto il lavoratore ha diritto a tre giorni di permesso retribuito. Questo vale anche in caso di grave infermità del coniuge, anche se legalmente separato e si estende fino ai parenti di secondo grado, non conviventi ed ai soggetti appartenenti alla famiglia anagrafica del lavoratore.

I giorni per il lutto vanno utilizzati entro 7 giorni dal decesso, stesso vale dall’insorgenza della malattia del familiare. Si dovrà dare comunque comunicazione preventiva a riguardo dei giorni di permesso e della natura della motivazione.

Le tre giornate per lutto sono annuali.

Permessi per concorsi ed esami

Il generale, la gran parte dei CCNL danno la possibilità di 8 giorni all’anno di permessi retribuiti per partecipare a concorsi o esami.

Il permesso è valido per il solo giorno dell’esame, e il lavoratore dovrà presentare una certificazione timbrata e firmata da parte della Commissione esaminatrice, allegata alla richiesta di permesso.

Permessi per motivi di studio

Si possono richiedere dei permessi anche in caso di esami universitari o scolastici.

In questo caso si può arrivare ad un massimo di 150 ore, usufruibili in un arco temporale limitato che di solito è di 3 anni.

Se il lavoratore sta completando la scuola dell’obbligo, il monte ore può salire a 250.

Il permesso è valido anche per chi sta conseguendo un secondo titolo di laurea e viene concesso a tutti indipendentemente dal risultato ottenuto all’esame.

Potrebbe essere richiesta dal datore di lavoro, però, una documentazione scritta che attesti l’avvenuto esame.

Permessi per donazioni di sangue e midollo osseo

Per richiedere questo tipo di permesso retribuito, sarà necessario aver donato almeno 250 grammi di sangue. Ogni CCNL stabilisce, poi, le modalità e tempistiche di cui il dipendente deve tener conto.

Dal momento della donazione si ha diritto a 24 ore di riposo, oppure da quando ci si assenta dal luogo di lavoro. Sarà, poi, obbligatorio presentare una certificazione firmata dal medico che ha effettuato la donazione.

Su questo tipo di permesso il lavoratore ha diritto alla paga completa, il datore, invece, può chiedere il rimborso all’INPS.

Sulle donazioni di midollo osseo, invece, i tempi sono diversi: i permessi copriranno il tempo che occorre al prelievo che dovrà individuare i dati genetici, gli altri necessari all’approfondimento della compatibilità e all’accertamento della donazione. Infine, il permesso sarà esteso a tutte le giornate di riposo che il medico stabilirà per la ripresa fisica del lavoratore.

Permessi per motivi personali

Questo tipo di permessi sono presenti solo in alcuni CCNL. In questi casi il datore non è tenuto a sapere la motivazione ma dovrà solo valutare la disponibilità organizzativa per concedere il permesso.

Quanti permessi si possono prendere

Cariche pubbliche elettive e permessi retribuiti

Chi ha incarichi elettivi pubblici ha diritto a dei permessi retribuiti in modo da poter partecipare a consigli nei quali si p stati eletti: comunali, provinciali, altri consigli ed anche quelli circoscrizionali, ma solo nelle città con più di 500mila abitanti.

Il permesso si estende per la durata della seduta e per il tempo di raggiungimento del luogo in cui si svolge.

Se le sedute di consiglio sono serali, il dipendente non può rientrare sul luogo di lavoro prima delle 8 del giorno dopo. Se, invece, le sedute durano oltre la mezzanotte, il lavoratore è esentato dal presentarsi al lavoro per l’intera giornata lavorativa successiva.

Anche in questo caso il lavoratore dovrà produrre l’eventuale documentazione richiesta per attestare la partecipazione ai consigli.

Servizio nei seggi elettorali: i permessi

Anche chi deve svolgere il compito di scrutatore, segretario o presidente di seggio potrà chiedere un permesso retribuito. Questo permesso è valido anche per i rappresentanti di lista. Questa assenza potrà essere effettuata il giorno antecedente il voto, quella in cui si svolge la votazione e quella nella quale si effettuano le operazioni di scrutinio.

Se si finisce l’operazione di scrutinio dopo la mezzanotte, si ha diritto al riposo anche nel giorno successivo e, in più, ila retribuzione per questi permessi è intera e possono esserci riposi compensativi.

Matrimonio

Se un dipendente si sposa, ha diritto a 15 giorni continuativi di congedo matrimoniale. Non si tratta, però, di giorni lavorativi, quindi comprenderanno anche sabati, domeniche ed eventuali festivi.

In generale, questi permessi vanno richiesti con largo anticipo ed effettuati entro 30 giorni dal matrimonio.

Quanti permessi si possono prendere

Quanti permessi si possono prendere: Genitori lavoratori

Se si diventa genitori e si è lavoratori dipendenti, si può avere diritto a diversi giorni di permesso. Le madri sono obbligate a non lavorare per 5 mesi, usufruendo del congedo di maternità. In questo caso la retribuzione è pari all’80%.

Il congedo paternità, invece, è di 10 giorni ed è retribuito al 100%.

C’è poi la possibilità, per entrambi i genitori, di chiedere un congedo parentale, fino ad un massimo di 10 mesi, per andare incontro e soddisfare le esigenze relazionali ed affettive del bambino nei primi 12 anni di vita. Il congedo viene retribuito per il 30% dello stipendio, solo fino al sesto anno di età del figlio.

Ci sono state delle novità per quanto riguarda i congedi parentali: dal 2013 possono essere usufruiti ad ore, ma dipenderà dal CCNL di riferimento. La regola generale, comunque, prevede che le ore di permesso non siano inferiori alla metà dell’orario lavorativo.

I permessi di allattamento, invece, sono ore di riposo di cui le madri hanno diritto di usufruire nel primo anno di età del bambino e sono retribuite al 100%.

C’è, poi, il congedo per malattia del figlio per assisterlo. Nella gran parte dei casi, però, non è prevista una retribuzione tranne che per i dipendenti della Pubblica Amministrazione, i quali hanno diritto al 100% di retribuzione per i primi 30 giorni di assenza fino al terzo anno di età del figlio.

Quanti permessi retribuiti si possono prendere: Assistenza a familiari con handicap

Per avere questo riconoscimento bisognerà usufruire della legge 104. Ciò permette al lavoratore di potersi assentare 3 giorni, in alternativa, per 18 ore al mese.

I giorni di assenza sono retribuiti interamente e risultano come contributi figurativi.

Anche il dipendente affetto da handicap ha la possibilità di richiedere i 3 giorni di permesso ogni mese. In alternativa potrà usufruire di 2 ore di permesso (una sola quando l’orario si lavoro è inferiore alle 6 ore) ogni giorno.

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