Privacy
×
The wam
×
icona-ricerca
Home / Diritto / Quanto dura l’assegno di mantenimento

Quanto dura l’assegno di mantenimento

Vediamo in questo post quanto dura l’assegno di mantenimento (e poi l’assegno divorzile). Quando può essere negato, revocato (e qual è la procedura) e quando invece l’assegno di mantenimento è per sempre.

di The Wam

Dicembre 2023

Quanto dura l’assegno di mantenimento e dopo il divorzio l’assegno divorzile? Per quanto tempo il coniuge economicamente più forte ha l’obbligo di versarlo? Vediamo in questo post se c’è un limite, quando scatta e cosa prevede la legge. (scopri le ultime notizie su bonus, Rdc e assegno unico, su Invalidità e Legge 104, sui mutui, sul fisco, sulle offerte di lavoro e i concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Quando spetta il mantenimento

La legge e il diritto al mantenimento

La legge regola le circostanze e le condizioni in cui è dovuto l’assegno di mantenimento. Secondo l’articolo 156 del Codice Civile, il diritto al mantenimento si verifica:

Fattori considerati dal giudice

Il giudice, nel valutare la richiesta di mantenimento, considera diversi elementi:

  1. Durata del matrimonio: un matrimonio più lungo può giustificare un periodo di mantenimento più esteso.
  2. Potenzialità reddituali: la capacità del coniuge di generare reddito è un fattore chiave.
  3. Età del coniuge: l’età può influenzare le possibilità occupazionali e di reddito.
  4. Assegnazione della casa coniugale: la casa coniugale assegnata può essere considerata parte del mantenimento.

In questo post verifichiamo come si calcola l’assegno di mantenimento per i figli.

Il parametro del tenore di vita

La Corte di Cassazione (sentenza numero 18287 del 2018) ha stabilito che il tenore di vita mantenuto durante il matrimonio non può essere l’unico criterio per giustificare il mantenimento. Ciò significa che altri fattori, come quelli sopra menzionati, giocano un ruolo cruciale nella determinazione del diritto e dell’importo del mantenimento.

Esempi pratici

Per comprendere meglio, consideriamo alcuni scenari:

Entra nella community, informati e fai le tue domande su Youtube e Instagram.

Quando un coniuge potrebbe vedersi negato il mantenimento

L’assegno di mantenimento non è un diritto automatico in ogni situazione di separazione o divorzio. Esistono specifiche circostanze in cui un coniuge potrebbe vedersi negato questo diritto:

  1. Età e capacità di lavoro: se il coniuge è giovane e in grado di lavorare, il diritto all’assegno potrebbe essere negato. La logica è che la persona ha la capacità di sostentarsi autonomamente.
  2. Durata del matrimonio: un matrimonio di breve durata potrebbe influenzare la decisione. Se il matrimonio è stato troppo breve per impattare significativamente la carriera lavorativa di un coniuge, l’assegno di mantenimento potrebbe non essere concesso.
  3. Prova di necessità: è richiesto dimostrare che l’assenza di reddito e di occupazione è dovuta a circostanze esterne, come problemi di salute o difficoltà nel trovare impiego. Senza questa prova, l’assegno potrebbe non essere concesso.

Cosa succede se l’assegno di mantenimento viene versato in ritardo?

Quanto dura l’assegno di mantenimento?

L’assegno di mantenimento non è eterno. Varia a seconda delle circostanze e può essere revocato se cambiano le condizioni che lo hanno giustificato inizialmente:

Decisioni della Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione (sentenza numero 19345 del 2016) ha chiarito che la perdita del diritto all’assegno di mantenimento è una condizione permanente. Questo significa che una volta revocato, l’assegno non può essere ripristinato, anche se il beneficiario si trova nuovamente in uno stato di bisogno.

In sintesi, l’assegno di mantenimento è un diritto che può essere soggetto a cambiamenti in base alle condizioni economiche e personali dei coniugi. La legge cerca di bilanciare il sostegno finanziario con le esigenze di autosufficienza e le capacità individuali di ogni persona coinvolta.

Il mantenimento può durare per sempre?

L’assegno di mantenimento non è necessariamente permanente, ma la sua durata varia in base a circostanze specifiche.

Per il coniuge

Teoricamente, l’assegno di mantenimento al coniuge può essere dovuto per sempre, se le condizioni iniziali non cambiano. Questo scenario si verifica, ad esempio, quando un coniuge continua a pagare il mantenimento all’altro per tutta la vita, a causa di una separazione senza successivo divorzio e senza che le condizioni economiche di entrambi cambino significativamente.

Se l’ex non paga l’assegno di mantenimento rischia la condanna.

Eccezioni

Tuttavia, ci sono eccezioni importanti. Un patto tra i coniugi per un mantenimento perpetuo sarebbe invalido. Il diritto all’assegno di mantenimento è indisponibile, significa che le parti non possono modificarlo a proprio piacimento, nemmeno se entrambe sono d’accordo.

Come chiedere la revoca del mantenimento?

Se cambiano le condizioni economiche che giustificavano il mantenimento, è possibile chiedere la sua revoca o riduzione. Questo processo coinvolge alcuni passaggi chiave:

  1. Ricorso al tribunale: Il coniuge interessato deve presentare una richiesta al tribunale che ha dichiarato la separazione.
  2. Dimostrazione del cambiamento: è essenziale provare che le condizioni economiche che giustificavano il mantenimento sono cambiate.
  3. Tempistica: l’istanza può essere presentata in qualsiasi momento, anche molti anni dopo la separazione o il divorzio.

Ti ricordiamo infine che l’assegno di mantenimento può essere revocato se l’ex rifiuta il lavoro.

Quanto dura l'assegno di mantenimento
Nell’immagine una giovane copia durante un’udienza di separazione davanti al giudice.

FAQ (domande e risposte)

Quali sono i criteri per il mantenimento post separazione e divorzio?

I criteri per il mantenimento post separazione e divorzio sono stabiliti dall’articolo 156 del Codice civile. Il giudice, pronunciando la separazione, determina il diritto all’assegno di mantenimento in favore del coniuge non responsabile della separazione, a condizione che non disponga di redditi propri adeguati. I fattori considerati includono:

Quando viene meno il diritto all’assegno di mantenimento?

Il diritto all’assegno di mantenimento viene meno quando cambiano le condizioni economiche che lo hanno giustificato. Questo può accadere quando:

L’assegno di mantenimento può durare per sempre?

In teoria, l’assegno di mantenimento al coniuge può durare per sempre se le condizioni che hanno giustificato il suo conferimento non cambiano, come nel caso di una separazione permanente senza successivo divorzio. Tuttavia, un accordo per un mantenimento perpetuo tra i coniugi sarebbe considerato invalido, poiché il diritto all’assegno di mantenimento è indisponibile e non può essere oggetto di disposizioni a proprio piacimento.

Come viene calcolato l’assegno di mantenimento?

L’assegno di mantenimento viene calcolato considerando diversi fattori, tra cui:

In quali casi si può revocare l’assegno di mantenimento?

L’assegno di mantenimento può essere revocato nei seguenti casi:

Come richiedere la revoca dell’assegno di mantenimento?

La revoca dell’assegno di mantenimento può essere richiesta presentando un ricorso al tribunale che ha dichiarato la separazione. È necessario dimostrare che le condizioni economiche che hanno giustificato l’assegno inizialmente sono cambiate. Questa istanza può essere presentata in qualsiasi momento, anche molti anni dopo la separazione.

Entra nel gruppo WhatsApp e Telegram

Canale Telegram

Gruppo WhatsApp