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Quanto si paga per andare in pensione prima

Quanto si paga per andare in pensione prima? Quali sono i costi o i tagli da affrontare per chi decide di andare in pensione prima dei 67 anni?

di Carmine Roca

Ottobre 2022

Quanto si paga per andare in pensione prima? Quanto costa anticipare l’uscita dal lavoro? Ne parliamo in questo approfondimento (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

Quanto si paga per andare in pensione prima: premessa

Per la pensione di vecchiaia occorre aver compiuto 67 anni e maturato almeno 20 anni di contributi, con un assegno di importo pari a 1,5 volte il valore dell’assegno sociale.

Ma chi ha a disposizione molti anni di contributi può anticipare l’uscita dal mondo del lavoro e accedere a una delle pensioni anticipate attualmente in vigore come la pensione anticipata ordinaria, Quota 102, l’Ape Sociale, Opzione Donna, Quota 41 per lavoratori precoci e la pensione anticipata per lavori usuranti.

Attenzione, però: anticipare di qualche anno l’accesso alla pensione potrebbe comportare un costo da affrontare, in termini di assegni più bassi rispetto a quelli maturati aspettando l’età pensionabile (67 anni).

Questo, perché, calcolando l’assegno (in parte o totalmente) con il sistema contributivo, è necessario considerare il montante contributivo (l’insieme di quote di retribuzione accantonate per ogni anno lavorato) e il coefficiente di trasformazione, che cresce all’aumentare dell’età del lavoratore.

Scopri la pagina dedicata a tutti i modi per andare in pensione in anticipo.

Non sempre, però, si può andare in pensione prima grazie ai tanti anni di contributi versati. Si può anticipare l’uscita dal mondo del lavoro anche versando volontariamente anni di contributi.

Anche in questo caso c’è un costo da affrontare, piuttosto considerevole. Di questi due aspetti parleremo nei prossimi paragrafi.

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Quanto si paga per andare in pensione prima: assegni più bassi

Quanto si paga per andare in pensione prima? Anticipare l’uscita dal mondo del lavoro, come detto, prevede un costo da affrontare.

Anche senza penalizzazioni sull’importo dell’assegno, accedere alla pensione con qualche anno di anticipo può comportare un taglio dell’assegno, in misura variabile in base alla retribuzione, all’anzianità contributiva e all’età del futuro pensionato.

Tenendo in considerazione il sistema contributivo, che incide sui contributi versati dal 1° gennaio 1996 e quindi sulle carriere lavorative più recenti, anticipare la pensione comporta un minore versamento di contributi, una rivalutazione inferiore del montante contributivo e l’utilizzo di un coefficiente di trasformazione più basso.

Viene da sé che, la pensione percepita da un lavoratore di 64 anni, che accede alla pensione anticipata ordinaria o a Quota 102, sia comunque inferiore rispetto alla pensione percepita da un lavoratore di 67 anni, con uguale anzianità contributiva.

Quanto si paga per andare in pensione prima: esempio

Facciamo un esempio pratico. Prendiamo un lavoratore di 64 anni, con 38 anni di contributi versati e una retribuzione annua di circa 30.000 euro lordi. Di questi 38 anni di contributi, 12 sono stati versati entro il 1995, gli altri 26 dal 1996 ad oggi.

La prima quota, calcolata con il sistema retributivo, tiene conto di un’aliquota del 2% sulla retribuzione (30.000 euro) moltiplicata per gli anni di contributi: quindi 2% x 12 anni = 24% di 30.000 euro = 7.200 euro (importo prima quota).

La seconda quota è calcolata con il sistema contributivo. Il 33% della retribuzione va accantonato nel montante contributivo: quindi 9.900 euro, moltiplicato per 26 anni di contributi, ci dà come risultato 257.400 euro, ovvero l’importo del montante contributivo.

Su questo valore incide il coefficiente di trasformazione, che a 64 anni è del 5.060%. Il 5,060% di 257.400 euro è 13.024,44 euro, ovvero l’importo della seconda quota.

Sommiamo le due quote (7.200 + 13.024,44 euro) per avere l’importo lordo di un anno di pensione: 20.224,44 euro. Diviso per 13 mensilità è uguale a 1.555 euro lordi di pensione al mese, circa 1.250-1.300 euro netti al mese.

Se il nostro lavoratore avesse avuto 67 anni, a parità di contributi versati e retribuzione, avrebbe maturato 1.300 euro lordi di pensione in più all’anno, circa 100 euro lordi in più al mese.

Se, ancora, il nostro lavoratore avesse atteso i 67 anni, maturando altri 3 anni di contributi (41 anni in totale), avrebbe ricevuto una pensione più alta di quasi 3.000 euro lordi all’anno, circa 230 euro lordi in più al mese.

Quanto si paga per andare in pensione prima
Quanto si paga per andare in pensione prima?

Quanto si paga per andare in pensione prima: contributi volontari

Quanto si paga per andare in pensione prima? Può anche capitare che al lavoratore manchino degli anni di contributi per raggiungere la quota prevista dalla legge.

È possibile riscattare anni di contributi (laurea, anni lavorati scoperti da contributi, maternità…) oppure versare volontariamente anni di contributi. In entrambi i casi il costo da affrontare è piuttosto elevato.

Per versare anni di contributi volontariamente è necessario ottenere l’autorizzazione da parte dell’INPS. In caso di via libera da parte dell’istituto è obbligatorio aver cessato o interrotto l’attività lavorativa e aver maturato almeno 5 anni di contributi di cui almeno 3 anni negli ultimi 5.

Ogni categoria di lavoratori deve affrontare un costo, per versare contributi volontari. Ad esempio un lavoratore dipendente, per ogni anno di contributi, deve calcolare il 33% della sua retribuzione. Con una retribuzione di 30.000 euro, pagherà 9.900 euro per versare un anno di contributi.

Un disoccupato, invece, dovrà affrontare una spesa settimanale di 210,15 euro (il minimale INPS del 2022). Per un anno di contributi pagherebbe fino a 11.000 euro.

Per quanto riguarda commercianti e artigiani, sono previste due aliquote diverse, rispettivamente del 24,09% e del 24%. Ad esempio un commerciante che guadagna circa 40.000 euro all’anno, per un anno di contributi volontari verserà quasi 9.000 euro.

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