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Ecco quanto si perde con Opzione Uomo e pensione anticipata

Opzione Uomo è una delle ipotesi previdenziali al vaglio del nuovo Governo. Ma come Opzione Donna, chi vi accede subirà un taglio sull'importo della pensione. Quanto si perde con Opzione Uomo?

di Carmine Roca

Ottobre 2022

Il nuovo Governo valuta Opzione Uomo come possibile novità da introdurre nel sistema previdenziale: ma quanto si perde con Opzione Uomo e perché non convince? (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

Opzione Uomo: di cosa parliamo?

Quota 100 o 102 flessibile, Quota 41 per tutti o con tetto di età, pensione a 62 anni con 35 di contributi e, infine, Opzione Uomo: le proposte al Centro-Destra non mancano in tema di riforma delle pensioni.

Ottenuta la fiducia alla Camera e al Senato, il Governo Meloni dovrà mettersi subito al lavoro per concretizzare quanto proposto finora tra pensioni, riforma del Fisco e Legge di Bilancio.

Restando al tema pensioni, tra le ipotesi vagliate dal nuovo esecutivo c’è pure Opzione Uomo, che andrebbe ad affiancare Opzione Donna con gli stessi requisiti.

Attualmente, Opzione Donna, che andrà prorogata poiché in scadenza al 31 dicembre 2022, è accessibile con 58 anni di età (per le dipendenti) o 59 anni di età (autonome) e 35 anni di contributi.

Scopri la pagina dedicata a tutti i modi per andare in pensione in anticipo.

Con Opzione Uomo verrebbero confermati i requisiti contributivo e quello anagrafico, così come – purtroppo – il calcolo dell’assegno previdenziale col sistema contributivo puro.

E qui arrivano le note dolenti. Opzione Donna è stato un flop, poche lavoratrici – rispetto alla media ipotizzata – hanno aderito alla misura pensionistica. In primo luogo perché i due requisiti, contributivo e anagrafico, non viaggiano sempre di pari passo: può capitare che una donna di 58 anni non abbia 35 anni di contributi versati.

In seconda battuta per la penalizzazione causata dal sistema contributivo puro, che provoca una perdita fino al 30% sull’importo della pensione.

Quanto si perde con Opzione Uomo? Ne parleremo nei prossimi paragrafi. Intanto leggi anche se sarà possibile tagliare le pensioni d’oro per finanziare l’aumento delle pensioni minime a 1.000 euro.

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Quanto si perde con Opzione Uomo?

Quanto si perde con Opzione Uomo? Abbiamo visto che, tra le ipotesi vagliate dal nuovo Governo in tema di riforma delle pensioni, c’è pure Opzione Uomo.

Questa misura consentirebbe anche ai lavoratori, dipendenti e autonomi, di accedere anticipatamente alla pensione, al compimento dei 58 o 59 anni di età e con 35 anni di contributi.

Ma come per Opzione Donna, che fu introdotta nel 2003 dalla riforma Maroni per limitare l’impatto dell’innalzamento dei requisiti anagrafici per la pensione, anche l’assegno previdenziale con Opzione Uomo verrebbe calcolato con il sistema contributivo puro.

Quanto si perde con Opzione Uomo? Secondo le stime calcolate su Opzione Donna, con questa misura si rischia di perdere fino a un terzo dell’ammontare della pensione. Troppo.

Questo perché il sistema contributivo puro tiene conto soltanto degli anni di contributi versati e dell’età del lavoratore, causando una doppia penalizzazione. L’uscita a 58 o 59 anni prevede l’adozione di un coefficiente di trasformazione più basso di quello che verrebbe utilizzato a 64 o 67 anni.

Inoltre, uscire prima dal mondo del lavoro significa maturare un montante contributivo più basso, rispetto a quello che maturerebbe andando in pensione a 67 anni.

Scopri quanto si prende di pensione con:

Quanto si perde con Opzione Uomo
Quanto si perde con Opzione Uomo?

Quanto si perde con Opzione Uomo? Esempi di calcolo

Quanto si perde con Opzione Uomo? Facciamo un esempio. Prendiamo un lavoratore dipendente di 58 anni, con 35 di contributi, prossimo ad accedere a Opzione Uomo (ripetiamo, è soltanto un’ipotesi del Governo Meloni).

Calcolando il suo assegno con il sistema contributivo puro, dovremo individuare il montante contributivo, costituito dalle quote di ogni anno di retribuzione. Un lavoratore dipendente accantona il 33% di ogni anno di retribuzione. Ipotizziamo che il guadagno lordo annuo sia di 30.000 euro.

Il 33% di 30.000 euro è 9.900 euro, moltiplicato per 35 anni di contributi ci dà come risultato 346.500 euro di montante contributivo.

Su questo valore si applica il coefficiente di trasformazione, che a 58 anni è del 5,060%. Il 5,060% di 346.500 euro è 17.532,90 euro, ovvero un anno di pensione lorda. Diviso per 13 mensilità è 1.348,68 euro lordi di pensione al mese, circa 900 euro netti.

Se invece di utilizzare il sistema contributivo puro, usassimo il sistema misto, la situazione cambierebbe.

Con una contribuzione di 10 anni entro il 31 dicembre 1995 e di 25 anni dal 1° gennaio 1996 e una retribuzione di 30.000 euro lordi l’anno, avremo la prima quota (sistema retributivo) di 6.000 euro (2% di aliquota moltiplicato per 10 anni di contributi = 20% di 30.000 euro) e la seconda quota (sistema contributivo) di 12.523,50 euro.

Sommando le due quote (6.000 e 12.523,50 euro), avremo l’importo lordo di un anno di pensione: 18.523,50 euro (1.000 euro lordi in più l’anno). Diviso per 13 mensilità è 1.424,88 euro lordi, ovvero circa 1.050 euro netti al mese (circa 150 euro in più al mese).

Abbiamo visto quanto si perde con Opzione Uomo. Ad esempio un lavoratore di 67 anni, che va in pensione con 35 anni di contributi (gli stessi che servono a Opzione Uomo), prenderebbe di pensione, con 30.000 euro di retribuzione annua, quasi 1.600 euro lordi al mese, circa 1.200 euro netti.

Se il nostro lavoratore, anziché andare in pensione a 58 anni, uscisse a 65 anni con 42 di contributi, porterebbe a casa una pensione netta di circa 1.370 euro.

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