Quanto si prende di pensione con 39 anni di contributi

Quanto si prende di pensione con 39 anni di contributi? Ecco quali sono le possibilità di uscita dal mondo del lavoro e a quanto ammonta l'importo dell'assegno mensile.

4' di lettura

Quanto si prende di pensione con 39 anni di contributi? Vediamolo insieme, con qualche semplice esempio di calcolo (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Pensione: requisiti e possibilità

Attualmente la principale opzione previdenziale è la pensione di vecchiaia, accessibile con 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi versati.

Il nostro ordinamento, però, permette di uscire in anticipo dal mondo del lavoro accedendo a diverse forme di pensione anticipata, come la pensione anticipata ordinaria, Quota 102, l’Ape Sociale, Opzione Donna, Quota 41 per lavoratori precoci e la pensione anticipata per lavori usuranti.

Il sito The Wam.net ha prestato molta attenzione al calcolo della pensione sulla base dell’anzianità contributiva. Vediamo insieme quanto si prende di pensione con:

Oggi, invece, andremo a vedere quanto si prende di pensione con 39 anni di contributi e quali sono le opzioni previdenziali a disposizione del lavoratore.

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Quanto si prende di pensione con 39 anni di contributi?

Quanto si prende di pensione con 39 anni di contributi? Prima di entrare nel dettaglio, è necessario chiarire quali sono le possibilità di uscita dal mondo del lavoro, con questa anzianità contributiva.

In primo luogo, con 39 anni di contributi e 67 anni di età si può sicuramente accedere alla pensione di vecchiaia. Ma è possibile anche accedere ad alcune opzioni anticipate.

Ad esempio a Quota 102 (64 anni di età e 38 anni di contributi), oppure all’Ape Sociale (dai 30 ai 36 anni di contributi), se appartenenti a una delle categorie indicate dallo Stato (caregiver, invalidi civili al 74%, disoccupati, lavoratori gravosi).

Senza dimenticare la misura ad hoc per le donne lavoratrici: Opzione Donna, che consente di andare in pensione con 35 anni di contributi a 58 anni (dipendenti) o 59 anni (autonome).

Non è, invece, possibile accedere alla pensione anticipata ordinaria, per la quale occorre aver maturato 42 anni e 10 mesi di contributi (uomini) o 41 anni e 10 mesi di contributi (donne) e neppure a Quota 41 per lavoratori precoci (41 anni di contributi, almeno uno versato prima del compimento dei 19 anni, per determinate categorie di lavoratori).

Insomma, le possibilità non mancano, ma chiaramente dipende tutto dall’età anagrafica. Ad esempio, assegni alla mano, Opzione Donna è piuttosto penalizzante e poco consigliata rispetto alla pensione anticipata ordinaria.

Quanto si prende di pensione con 39 anni di contributi
Quanto si prende di pensione con 39 anni di contributi?

Quanto si prende di pensione con 39 anni di contributi: calcolo

Ma quanto si prende di pensione con 39 anni di contributi? Dipende, come detto, dall’età, dalla retribuzione annua e dal sistema di calcolo utilizzato.

Ad esempio, un lavoratore di 64 anni che percepisce uno stipendio di 35.000 euro lordi all’anno, con il sistema misto riceverebbe un assegno di quasi 1.700 euro lordi al mese, pari a circa 1.400 euro netti.

Con il sistema contributivo, sicuramente più penalizzante, a parità di condizioni riceverebbe una pensione lorda inferiore a 1.350 euro al mese.

Facciamo un altro esempio: prendiamo un lavoratore dipendente di 67 anni con una retribuzione annua di 25.000 euro e 39 anni di contributi. Con questa età e con questa anzianità contributiva potrà sicuramente accedere alla pensione di vecchiaia, ma non alla pensione anticipata ordinaria.

Con un calcolo sommario possiamo affermare che il nostro lavoratore andrà in pensione con un assegno di poco inferiore ai 1.100 euro netti al mese, a fronte di poco più di 1.300 euro di stipendio.

Se aumentassimo la retribuzione annua a 30.000 euro lordi, aumenterebbe di conseguenza anche l’importo della pensione a quasi 1.300 euro netti al mese, a fronte di quasi 1.600 euro netti al mese di stipendio.

Se, invece, abbassassimo l’importo della retribuzione lorda annua a 20.000 euro, diminuirebbe sensibilmente l’importo della pensione a meno di 900 euro al mese, a fronte di poco meno di 1.100 euro netti di stipendio.

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