Quanto tempo ci vuole per attivare i pannelli solari

Il caro energia ha spinto gli italiani a ricorrere alle rinnovabili. Numeri da record che si concretizzano in lunghe liste di attesa. Vediamo quanto tempo ci vuole per attivare i pannelli solari

11' di lettura

Dopo aver installato un impianto fotovoltaico sul proprio tetto di casa, l’operazione successiva e necessaria da compiere è la richiesta di allaccio dell’impianto alla rete elettrica nazionale, in modo che il sistema solare possa entrare a tutti gli effetti in produzione. Vediamo nel dettaglio quanto tempo ci vuole per attivare i pannelli solari. (scopri le ultime notizie su mutui e prestiti. Leggi su Telegram tutte le news sulla finanza personale. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

INDICE

Quanto tempo ci vuole per attivare i pannelli solari: il contatore

Il primo requisito fondamentale per la procedura dell’allaccio fotovoltaico è l’installazione di un contatore bidirezionale, ossia un contatore capace di conteggiare la quantità di energia elettrica prelevata dalla rete nazionale e la quantità che, invece, ne viene immessa, poiché prodotta in eccesso dal proprio impianto fotovoltaico. In mancanza di questa tipologia di contatore, infatti, l’energia immessa in rete sarebbe conteggiata come un costo, e ciò comporterebbe un rialzo in bolletta.

Fortunatamente, la maggior parte delle abitazioni italiane possiede già un contatore elettronico predisposto per il fotovoltaico. Sarà sufficiente che il gestore, procedendo da remoto, cambi l’impostazione e lo renda bidirezionale.

Nel caso si fosse in possesso di un contatore analogico, invece, dovrà essere effettuata la sostituzione con un contatore elettronico. Solo con la sostituzione sarà possibile procedere con l’allaccio alla rete e usufruire dello scambio sul posto col GSE.

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Quanto tempo ci vuole per attivare i pannelli solari: le autorizzazioni

Gli impianti fotovoltaici residenziali, fino a una potenza massima di 20 kWh, rientrano di default negli interventi di edilizia libera e dunque non necessitano di particolari autorizzazioni, a meno che l’abitazione non si trovi in una zona soggetta a vincoli paesaggistici. Nonostante questa procedura sia abbastanza semplice da risolvere ormai, grazie all’iter semplificato per la richiesta dell’autorizzazione paesaggistica, questa introduce comunque delle tempistiche aggiuntive all’installazione e all’allaccio dell’impianto.

Nella maggior parte dei casi sarà sufficiente che i pannelli solari siano complanari, integrati oppure rispettino una specifica gamma cromatica. In altri casi, invece, sarà necessario ottenere autorizzazioni dal comune, dalla provincia, dalla regione o dalla soprintendenza, successivamente alle quali sarà finalmente possibile procedere all’installazione dell’impianto fotovoltaico e al conseguente allaccio alla rete.

Quanto tempo ci vuole per attivare i pannelli solari: i costi e le tempistiche

I costi e le tempistiche per l’allaccio fotovoltaico variano in funzione della tipologia di domanda di connessione, che può seguire un iter semplificato o un iter ordinario.

Vediamoli insieme nel dettaglio.

Iter semplificato: requisiti, procedure e tempistiche

Per poter usufruire dell’iter semplificato è necessario rispettare i seguenti requisiti:

  • Bisogna essere già in possesso di un’utenza elettrica attiva in bassa tensione; ciò significa che l’impianto fotovoltaico dovrà essere allacciato a un contatore già esistente;
  • L’impianto fotovoltaico deve avere una potenza inferiore o uguale alla potenza già disponibile in prelievo per l’utenza esistente. Qualora si disponga di un’utenza elettrica in prelievo di 3 kW (3,3 kW effettivi), l’impianto da realizzare non dovrà superare 3,3 kWp;
  • L’impianto fotovoltaico dovrà avere una potenza nominale massima di 20 kWp;
  • Contestualmente alla richiesta di installazione dovrà essere presentata anche domanda al GSE per lo scambio sul posto;
  • Non deve sussistere la presenza di un altro impianto di produzione di energia elettrica che si appoggi allo stesso contatore;
  • L’area su cui sorge l’abitazione non deve essere soggetta a vincolo di nessuna natura.

È importante specificare, però, che per gli impianti fotovoltaici realizzati attraverso l’agevolazione statale del Superbonus 110 viene meno la possibilità di usufruire dello scambio sul posto.

La procedura con iter semplificato è la seguente:

  • Prima/dopo l’installazione dell’impianto viene presentata una domanda di connessione al distributore di rete (Areti o e-distribuzione);
  • Il distributore ha 20 giorni lavorativi (30 effettivi) di tempo per inviare la comunicazione al Comune e fare richiesta al GSE affinché sblocchi il portale per permettere di fare RdE (regolamento di esercizio = inserimento manuale di tutti i dati relativi all’impianto); finché ciò non avviene l’installatore non può eseguire l’RdE;
  • L’installatore fa l’RdE e il distributore ha 20 giorni lavorativi (vedi sopra) per validarlo, dando il nullaosta per l’allaccio dell’impianto;
  • Validato l’RdE, il distributore ha 14 giorni per fornire una data per l’allaccio (nei 10 giorni successivi);

Tutto questo salvo eventuali blocchi del comune o richieste di integrazioni documentali da parte del distributore (queste possono avvenire nei 5 giorni successivi a ciascuno step).

E per quanto riguarda i costi? L’allacciamento mediante iter semplificato presenta generalmente un costo di 100€ + IVA (=122€). Nel caso ci fosse un’eventuale paesaggistica il costo ammonterebbe a 500-2000€ e si va in iter ordinario.

Iter ordinario: procedure, costi e tempistiche

Per tutti i casi in cui non è possibile procedere con la procedura semplificata, la domanda di allaccio fotovoltaico alla rete elettrica nazionale dovrà essere effettuata con il classico iter ordinario.

Previo ottenimento di tutte le autorizzazioni necessarie all’installazione dell’impianto fotovoltaico, dovrà essere presentata al distributore la domanda di connessione con il modello standard, messo a disposizione del gestore stesso.

documenti da presentare sono i seguenti:

  • La planimetria catastale dell’immobile;
  • La copia della richiesta di preventivo di connessione (per un importo di 36,60€);
  • La carta tecnica regionale dell’area sede dell’impianto (solo se si richiede un nuovo punto di connessione rete);
  • I dati dell’utenza esistente (solo se l’impianto fotovoltaico dovrà essere connesso ad una rete elettrica preesistente).

Per quanto riguarda le tempistiche di allaccio, in realtà sono uguali a quelle in iter semplificato, ma sono precedute da due step:

  • L’installatore presenta domanda di connessione alla rete con la prova del versamento dei 36,60€;
  • Entro 20 giorni lavorativi il distributore gli invia il preventivo di connessione (122-300€) da saldare tramite bonifico.

Nel caso dell’iter ordinario sarà poi la ditta installatrice che si occuperà di interfacciarsi con E-Distribuzione (abbreviativo di Enel-Distribuzione), e che si prenderà carico di tutte le pratiche per ottenere le autorizzazioni necessarie per l’attivazione dello scambio sul posto con il GSE e l’allaccio fotovoltaico.

E per quanto riguarda il costo? L’iter ordinario presenta due costi distinti.

Il costo della richiesta di preventivo, che varia a seconda della potenza di immissione, e segue la tariffa seguente:

  • 30€ + IVA per una potenza di immissione fino a 6 kW;
  • 50€ + IVA per una potenza di immissione compresa tra 6 kW e 10 kW;
  • 100€+ IVA per una potenza di immissione compresa tra 10 kW e 50 kW;
  • 200€ + IVA per una potenza di immissione compresa tra 50 kW e 100 kW;
  • 500€ + IVA per una potenza di immissione compresa tra 100 kW e 500 kW;
  • 1500€ + IVA per una potenza di immissione compresa tra 500 kW e 1000 kW;
  • 2500€ + IVA per una potenza di immissione maggiore di 1000 kW.

Generalmente, un impianto fotovoltaico residenziale difficilmente supera la soglia dei 6 kW, per cui il costo del preventivo ammonterà nella maggior parte dei casi 36,60€ (30€+ 22% di IVA).

Il secondo costo è quello complessivo degli oneri di connessione, che per gli impianti fotovoltaico residenziali varia da 122€ a circa 300€.

NB: In caso di iter semplificato il costo di allaccio viene addebitato sul conto corrente su cui poi verrà accreditato il rimborso per lo scambio sul posto. In caso di iter ordinario, invece, il costo di allaccio deve essere pagato tramite bonifico.

Nel dettaglio, il costo di allaccio alla rete elettrica dipende dalla potenza dell’impianto:

  • 100€ + IVA per impianti fotovoltaici con potenza fino a 50 kW;
  • 200€ + IVA per impianti fotovoltaici con potenza fino a 100 kW;
  • 500€ + IVA per impianti fotovoltaici con potenza fino a 500 kW;
  • 1500€ + IVA per impianti fotovoltaici con potenza fino a 1000 kW;
  • 2500€ + IVA per impianti fotovoltaici con potenza oltre i 1000 kW.

A questi potrebbero aggiungersi ulteriori oneri in funzione della distanza di connessione tra il contatore e la cabina di trasformazione.

Le regole tecniche per le connessioni di E-Distribuzione possono essere una fonte autorevole e utile per estrapolare ulteriori informazioni, in particolar modo, la sezione riportante le modalità e le condizioni contrattuali per l’erogazione del servizio di connessione alla rete per impianti di produzione.

Quanto tempo ci vuole per attivare i pannelli solari: le difficoltà in corso

«Tra il prezzo del gas alle stelle e gli incentivi del superbonus, gli italiani hanno riscoperto i pannelli solari: mi stanno chiamando clienti che avevano chiesto un preventivo nel 2015 e non si erano fatti più sentire. Troppo tardi, ormai, anche per installare un piccolo impianto da balcone: se ne riparla l’anno prossimo».

Il racconto di Giulio Arletti, amministratore delegato di TriEnergia, uno dei principali distributori di pannelli solari in Italia, è la fotografia di quanto sta accadendo da inizio 2022: nei primi sette mesi dell’anno la potenza installata ha già superato il dato dell’anno scorso ed è cresciuta del 155 per cento rispetto allo stesso periodo del 2021.

Quanto tempo ci vuole per attivare i pannelli solari?
Quanto tempo ci vuole per attivare i pannelli solari?

Quanto tempo ci vuole per attivare i pannelli solari: il fenomeno delle rinnovabili fai da te

Ma cosa è accaduto? Dopo anni di stasi del settore, dovuta alla fine degli incentivi per l’energia fotovoltaica e con i costi dell’energia arrivata a livello storici con la guerra in Ucraina, è partita la corsa alle rinnovabili fai da te. E il modo più semplice è installare un pannello sul balcone, per chi abita in condominio, o in giardino, per chi ha una casa unifamiliare. Ma anche le piccole imprese o le aziende artigianali hanno riscoperto la possibilità di rendersi autonomi, ricoprendo tetti o sfruttando i cortili dei capannoni.

Quanto tempo ci vuole per attivare i pannelli solari: liste di attesa

Peccato che il successo si sia trasformato in breve tempo in un problema: così come è accaduto con il Superbonus al 110%, l’eccesso di domanda ha creato una lista di attesa per l’esecuzione dei lavori. E gli installatori sono capaci di dare appuntamento alla prossima primavera o anche oltre per le richieste arrivate nelle ultime settimane. La conferma arriva da un leader di settore come Enel X. Così come da chiunque si trovi coinvolto a vari livelli.

È il caso di Nicola Baggio, fondatore e direttore tecnico di FuturaSun, società produttrice di pannelli, il quale spiega come il collo di bottiglia si sia creato non tanto per la mancanza di pannelli – che ne è una conseguenza – quanto per la mancanza di installatori e di personale. Un problema che rischia di protrarsi per i prossimi mesi.

«La nostra società – racconta – nasce in Cina, con produttori locali, e da lì abbiamo esportato in questi anni in tutta Europa, dall’Italia ai paesi scandinavi fino alla Spagna. Già dall’anno scorso, vista la domanda crescente, abbiamo pensato di aprire uno stabilimento anche in Italia, in provincia di Padova: ma facciamo fatica a trovare il personale. Ma la colpa è di quanto accaduto con la fine degli incentivi».

Quanto tempo ci vuole per attivare i pannelli solari: numeri da record

Qui sta il punto: finita la stagione del “conto energia”, c’è stato un crollo della potenza installata. E molte società specializzate nell’installazione hanno dovuto chiudere. Con perdita di professionalità e competenze. Ora si stanno ricostruendo, ma ci vorrà tempo.

A supporto dei racconti dei protagonisti del settore, arrivano i numeri dei primi sette mesi dell’anno. Dal primo gennaio scorso – secondo i numeri forniti dall’associazione di categoria Italia Solare – sono stati connessi 87.618 impianti fotovoltaici per una potenza di 1.281 megawatt, con un aumento rispettivamente del 115 e 155% rispetto allo stesso periodo del 2021. Quasi il 40% viene da impianti domestici e pmi, un segmento che è cresciuto del 157%. Potenzialmente, potrebbe crescere ancora di più, dando un contributo al risparmio di gas per produrre energia, ma in questo momento non è possibile.

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