Quarta ondata di covid: terza dose per evitare chiusure

Quarta ondata di covid: terza dose per evitare chiusure, l'Italia resiste meglio di altri Paesi europei, ma si corre ai riparti per evitare la ripartenza del contagio. Il green pass sarà confermato fino a giugno, prorogato anche lo stato di emergenza. Si riaprono gli hub vaccinali.

4' di lettura

La quarta ondata di covid ha colpito l’Europa e il governo italiano vuole evitare a tutti i costi una nuova stagione di chiusure. Le notizie che arrivano fuori dai confini sono preoccupanti: dalla Germania alla Gran Bretagna il numero dei contagi resta alto, come nelle precedenti ondate. La buona notizia è che la campagna di vaccinazione ha consentito di ridurre il numero dei ricoverati e dei morti.

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Ma la situazione è seria.

Quarta ondata: niente chiusure con la terza dose

Come evitare nuove chiusure? Il primo obiettivo è quello di dare nuova linfa alla campagna vaccinale. Questa volta la priorità si chiama terza dose.

Come sapete si sta somministrando il richiamo al personale medico, ai fragili e agli ultra 60enni che hanno completato il ciclo più di sei mesi fa. Nei prossimi giorni si passerà agli ultra 50enni.

Le indicazioni del commissario Figliuolo alle Regioni sono chiare: aumentare il ritmo di somministrazione delle terza dose e completare i cicli vaccinali primari.

È corsa contro il tempo per ridurre gli effetti della quarta ondata.

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Quarta ondata: riaprono gli hub vaccinali

Saranno dunque riaperti gli hub vaccinali e chiesto il contributo dei medici di famiglia.

La terza dose è stata già somministrata a 2,1 milioni di cittadini. Rappresentano il 3,6% della popolazione.

Con almeno una vaccinazione ci sono 46,7 milioni di under 12, 45,1 milione hanno ricevuto il ciclo completo.

Quarta ondata: la proroga dello stato di emergenza

Con questa situazione e una campagna che deve quasi ricominciare da capo è più che probabile la conferma dello stato di emergenza. Verrà prorogato almeno fino al 31 marzo. Il provvedimento potrebbe essere votato dal Parlamento con il mille proroghe.

Senza il rinnovo dello stato di emergenza il commissario Figliuolo non potrebbe continuare il suo lavoro, che negli ultimi mesi si è rivelato fondamentale.

Ma non solo, lo stato di emergenza consente anche la piena operatività del Comitato tecnico scientifico.

Non è ancora il momento di rinunciare all’opera di queste due strutture.

Quarta ondata: il green pass obbligatorio fino a giugno

Bisogna superare la quarta ondata, l’inverno imminente ed evitare il ritorno delle chiusure.

Il green pass si è rivelato uno strumento utile per spingere più persone alla vaccinazione e per contenere in qualche modo la diffusione della variante Delta, almeno rispetto a quello che sta accadendo in altri Paesi europei (come la Germania, dove il tasso di vaccinazione è più basso rispetto all’Italia).

Proprio per la sua efficacia il green pass obbligatorio potrebbe essere esteso fino a giugno. Quando sarà completata la somministrazione della terza dose e sarà in uso da un po’ anche la pillola della Merck, che risulta efficace contro il covid se assunta entro cinque giorni dalla comparsa dei primi sintomi. E saremo in estate.

Un mix di condizioni che potrebbero farci voltare pagina in modo definitivo e gestire un covid diventato sì endemico, ma non più così pericoloso.

Quarta ondata: restano i quattro colori

Resteranno in vigore le quattro fasce di colori, bianco, giallo, arancione o rosso. Fasce – come sapete – che cambiano a seconda dell’incidenza, dell’Rt e del tasso di ricovero nelle terapie intensive e nelle aree mediche.

Le quattro fasce colorate evitano del tutto la possibilità di un ritorno a un blocco generalizzato (che viene escluso in ogni caso) e consente di intervenire in modo chirurgico e proporzionato laddove si verificassero delle situazioni di rischio o focolai multipli e incontrollabili.

Quarta ondata: le regioni no vax sono più a rischio

Per ora l’Italia resta in fascia bianca, come detto grazie anche all’alto tasso di vaccinati. Non è un caso se le Regioni più a rischio, quelle che più di altre potrebbero tra qualche settimana passare in fascia gialla siano proprio le regioni dove c’è la più alta percentuale di cittadini che hanno rifiutato di sottoporsi alla vaccinazione contro il covid. In particolare il Friuli e la Provincia di Bolzano.

O regioni, come la Calabria, che pagano un sistema sanitario inadeguato.

Ma la soluzione più probabile, quando un territorio dovrà affrontare un contagio diffuso, resta quella delle mini zone rosse.

Nel frattempo avanti con la terza dose per ridurre al minimo le conseguenze di questa quarta ondata.

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