Questionari del fisco, perché rispondere e cosa si rischia

Questionari del fisco, perché rispondere e cosa si rischia: ne arriveranno a migliaia a cittadini e imprese nelle prossime settimane, come comportarsi. In genere quando arrivano, via raccomandata, segnalano che è in corso un accertamento fiscale. Rispondere potrebbe bloccare altri atti dell'Agenzia delle Entrate. Se non si risponde...

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L’Agenzia delle Entrate sta inviando a centinaia di migliaia tra cittadini e imprese i “questionari del fisco”, un lungo elenco di domande che in alcuni casi potrebbe anticipare controlli più accurati e sanzioni consistenti. In questo articolo vedremo se è meglio rispondere, se è obbligatorio, quali sono le eventuali sanzioni e quali i rischi che si possono correre.

L’Agenzia delle Entrate utilizza questo sistema per raccogliere direttamente dal contribuente delle informazioni. Lo fa con il suo consenso e la sua collaborazione.

Ai “fortunati” arriverà una raccomandata. La richiesta è sempre la stessa, l’Agenzia di riscossione chiede notizie, dati e documenti per accertare in modo dettagliato la posizione fiscale del contribuente.

Questionari del fisco: se arrivano c’è già un accertamento

L’invio non viene fatto a caso, non c’è un sorteggio: in linea di massima il questionario del fisco arriva ai contribuenti che sono già sotto accertamento. Le domande sono spesso insidiose, e le risposte devono essere valutate con attenzione. Ignorare il questionario può avere delle conseguenze. Non solo ci sono le sanzioni (che vedremo), ma si spinge l’Agenzia delle Entrate a verifiche ulteriori.

In linea di massima i questionari del fisco sono nati per avviare un dialogo tra l’ente e il contribuente. In parte è vero. Ma è vero pure che sono una sorta di avviso: l’agenzia ha acceso i riflettori sui tuoi conti fiscali.

Insomma, ricevere i questionari del fisco non può indurre al sorriso.

I questionari fiscali sono dunque uno degli strumenti che l’Agenzia ha a sua disposizione per indagare sulla regolarità della vostra posizione fiscale. In particolare la lente d’ingrandimento si sofferma sui redditi e l’Iva.

Questionari del fisco: cosa succede se non si risponde

Rispondere ai questionari fiscali non è obbligatorio, almeno ufficialmente. Ma di fatto si deve rispondere. Sono previste delle sanzioni amministrative in caso di risposte parziali o fasulle (da 250 a 2.000 euro).

Ma le conseguenze di una mancata risposta possono anche essere peggiori.

L’Agenzia delle Entrate ha a disposizione fin troppe armi per indagare sulla regolarità della vostra posizione fiscale. A partire dall’accertamento induttivo, che scatta subito se non si risponde ai questionari fiscali.

Cos’è l’accertamento induttivo? Si basa su quello che presume l’Agenzia a prescindere da quello che risulta nella vostra contabilità. Se accade è un po’ complicato per i contribuenti smentire il fisco e dimostrare di non aver guadagnato le somme che vengono invece indicate.

Questionari del fisco: difficile difendersi

C’è anche un altro problema che potrebbe innescarsi se non si risponde ai questionari fiscali.

Vi chiederanno di presentare dei documenti, se non lo fate, non potranno essere esibiti nell’eventuale giudizio tributario.

Quella omissione è equivalente a un rifiuto. Difendersi sarà più complicato.

Se potete, inviate tutto.

Una giustificazione possibile resta quella dell’impossibilità materiale di allegare la documentazione ai questionari fiscali. Ma dovrà essere dimostrata.

Questionari del fisco: se si risponde

Cosa accade invece se si risponde in modo adeguato ai questionari fiscali? Potrebbe anche mettere fine all’accertamento in corso. Soprattutto se le risposte e le certificazioni chiariscono i dubbi dell’Agenzia delle Entrate. Si eviterebbe anche di ricevere qualche atto impositivo da parte dell’ente di riscossione.

Ma del resto i questionari fiscali sono usati per conoscere la provenienza delle somme di denaro che sono state utilizzate dal contribuente per degli acquisti importanti (e che magari non coincidono con il reddito). O anche per accertare dei movimenti “sospetti” sul suo conto corrente.

L’Agenzia delle Entrate potrebbe decidere di non inviare i questionari fiscali ai contribuenti sotto accertamento. Non è obbligata a farlo.

È comunque evidente che rispondere è necessario, perché spetta al contribuente dimostrare la regolarità della sua posizione rispetto al fisco, in particolare se ci sono stati acquisti “eccessivi” o movimenti bancari che richiedono un chiarimento.

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