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Quota 103: importo massimo e minimo (+ esempi)

Qual è l'importo massimo con la Quota 103? Scopriamolo in questo approfondimento, ricordando i requisiti di accesso e quando spetta il Bonus Maroni.

di Carmine Roca

Marzo 2023

Qual è l’importo massimo con la Quota 103? Fino a quanto si può prendere di pensione? Ne parliamo in questo approfondimento (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

Qual è l’importo massimo con la Quota 103?

Chi accede alla pensione con Quota 103 deve rispettare un tetto massimo di importo mensile.

Qual è l’importo massimo con la Quota 103? Il limite è fissato in 5 volte il trattamento minimo, ovvero a 2.818,65 euro lordi al mese.

Dal 1° gennaio 2023, l’importo della pensione minima, per effetto della rivalutazione del 7,3%, è salito a 563,73 euro al mese.

Quindi, moltiplicando 563,73 euro per 5, avremo il tetto massimo di pensione percepita con Quota 103. Ne consegue che il tetto minimo di importo sia fissato a 563,73 euro, sotto il quale si avrà diritto all’integrazione al minimo.

Il limite massimo è fissato sull’importo lordo, senza considerare le eventuali detrazioni spettanti e penalizza chi ha maturato assegni corposi.

Ad esempio, chi avrebbe percepito 3.000 euro lordi di pensione al mese, accedendo a Quota 103 perderà più di 180 euro al mese; chi ne avrebbe preso 3.500 euro di pensione, perderà poco meno di 700 euro; con 4.000 euro di pensione, la perdita è di circa 1.200 euro al mese.

Il limite massimo non dura per sempre, ma rimane attivo fino a quando il pensionato non compie gli anni per la pensione di vecchiaia (67 anni, fino al 31 dicembre 2024). A quel punto percepirà l’assegno in misura piena.

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Importo massimo con la Quota 103: requisiti

Una volta aver visto qual è l’importo massimo con la Quota 103, passiamo ad elencare le condizioni e i requisiti da soddisfare per accedere alla misura previdenziale introdotta dal governo Meloni con l’ultima legge di bilancio (articolo 1, commi 283 e 284).

Quota 103 spetta ai:

I requisiti per accedervi sono:

La decorrenza del primo assegno di pensione è fissata a 3 mesi (dipendenti privati) e a 6 mesi (dipendenti pubblica amministrazione).

Sono esclusi da Quota 103:

Importo massimo con la Quota 103: incompatibilità con il lavoro

Come per Quota 100 e per Quota 102, le misure che hanno preceduto quella attuale, neppure con Quota 103 è possibile cumulare redditi da lavoro dipendente e autonomo fino al compimento dei 67 anni di età.

L’unica eccezione riguarda il lavoro occasionale autonomo, entro un limite di guadagno non superiore a 5.000 euro lordi l’anno.

Chi accede a Quota 103 deve sapere che il termine per il pagamento del TFR e del TFS (Trattamento di fine servizio) decorre dalla data in cui è stato raggiunto il requisito ordinario per la pensione anticipata, oppure da quando hanno maturato il requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia.

Dunque sarà pagato 12 mesi dopo il raggiungimento dell’età per la pensione di vecchiaia, oppure 24 mesi dopo il conseguimento del requisito contributivo per la pensione anticipata (42 anni e 10 mesi per gli uomini; 41 anni e 10 mesi per le donne).

Importo massimo con la Quota 103
Importo massimo con la Quota 103: in foto una lente di ingrandimento, delle banconote di euro e una calcolatrice.

Importo massimo con la Quota 103: Bonus Maroni

Ai lavoratori e alle lavoratrici che hanno maturato i requisiti di accesso a Quota 103 (62 anni di età e 41 di contributi) spetta la possibilità di poter beneficiare del Bonus Maroni, il contributo dedicato a coloro che scelgono di non andare in pensione e di continuare a lavorare.

Parliamo di un incentivo statale previsto dall’articolo 1, commi 286-287 della legge di bilancio 2023 che comporta un aumento dello stipendio netto, tramite una contribuzione del 9,19%, ovvero della quota di contributi a carico del lavoratore.

Anziché versare la quota all’ente previdenziale, questa rimane in busta paga e consente al lavoratore di guadagnare uno stipendio netto più alto.

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