Quota 103 o Quota 41? Tutte le differenze e le cifre

Quota 103 o Quota 41: differenze e requisiti tra le due misure previdenziali. Quale conviene di più? Ecco cifre ed esempi.

5' di lettura

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Indice

Quota 103 o Quota 41: quale conviene di più?

Il nuovo Governo ha puntato su Quota 103 per uscire dall’impasse, inserendo nel panorama previdenziale italiano una nuova misura anticipata, evitando il ritorno alla Legge Fornero.

Via Quota 102 (manca ancora l’ufficialità), alla quale si potrà accedere fino al 2023 per chi soddisfa i requisiti entro il 31 dicembre 2022 (64 anni di età e 38 di contributi). Dentro Quota 103, con l’uscita prevista per chi ha compiuto 62 anni e maturato 41 anni di contributi.

Tra Quota 103 o Quota 41 ha prevalso la prima, per una questione di costi: 1 miliardo di euro per il solo 2023, a fronte dei 5 miliardi di euro previsti per introdurre subito Quota 41 per tutti, che salirebbero fino ai 10 miliardi entro il 2029.

Ma Quota 41 per tutti andrà in soffitta per sempre? Nelle intenzioni della Lega c’è l’introduzione di questa misura entro la fine dell’attuale legislatura. Quota 103, quindi, potrebbe essere una misura lampo, della durata di 1 o 2 anni, oppure durare più tempo, beffando Quota 41 per tutti. Tutto è possibile.

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Negli ultimi giorni, infatti, la misura caldeggiata da Matteo Salvini è sempre più distante dall’essere attuata a stretto giro di posta o entro 5 anni: i costi sono troppo elevati, ma chi lo dirà al leader del Carroccio?

Quota 103 o Quota 41: quale conviene di più? Nei prossimi paragrafi andremo a spiegarvi quali sono i requisiti, i punti forti e quelli deboli delle due prestazioni previdenziali.

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Quota 103 o Quota 41: cosa prevede Quota 103?

Abbiamo visto che dal 2023 si andrà in pensione con Quota 103: chi ha maturato 41 anni di contributi e ha 62 anni di età potrà accedere a questa misura. Ma a una condizione.

Chi andrà in pensione con Quota 103 potrà ricevere un assegno non superiore a 2.627 euro lordi, circa 1.980 euro netti al mese, 5 volte il trattamento minimo.

Il paletto economico rimarrebbe attivo per un anno e 10 mesi per gli uomini e per 10 mesi per le donne, fino a quando non verranno raggiunti i requisiti contributivi previsti dalla Legge Fornero per la pensione anticipata ordinaria: 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.

Cosa determinerà questa limitazione? Prima di tutto una diminuzione dei potenziali beneficiari, da 48mila a 42mila. Di conseguenza una riduzione dei costi da affrontare: da 1 miliardo di euro a 500 milioni di euro.

Per uscire con Quota 103 sono previste due finestre mobili: ad aprile 2023 uscirebbero i lavoratori dipendenti del settore privato; da luglio i lavoratori del settore pubblico. Mentre solo chi ha già i requisiti attivi (62 anni e 41 di contributi) può accedervi a gennaio 2023.

Quota 103 o Quota 41: quanto si prende di pensione con Quota 103?

Quanto si prenderà di pensione con Quota 103? Se usassimo come esempio un lavoratore di 62 anni, con 41 anni di contributi, una retribuzione media di circa 28.000 euro e una carriera senza interruzioni iniziata nel 1985, possiamo dire che, sommariamente, maturerebbe una pensione di circa 20.000 euro lordi l’anno, pari a 1.530 euro lordi al mese, sui 1.200 euro netti.

Con una retribuzione inferiore (25.000 euro), maturerebbe una pensione inferiore ai 18.000 euro lordi, circa 1.300 euro lordi al mese, intorno ai 1.000 euro netti al mese. Con uno stipendio più alto (30.000 euro) arriverebbe una pensione superiore ai 21.000 euro lordi l’anno, circa 1.300 euro netti al mese.

Quota 103 o Quota 41
Quota 103 o Quota 41: differenze e requisiti. Quale conviene?

Quota 103 o Quota 41: cosa accadrà a Quota 41?

Avesse deciso soltanto la Lega, si sarebbe optato subito per Quota 41 per tutti, senza paletti di età o di reddito.

Ma la misura avrebbe dissanguato le casse dello Stato: come visto in precedenza, se fosse stata introdotta subito sarebbe costata 5 miliardi di euro, fino ai 10 miliardi di euro nel 2029.

Con Quota 41 per tutti, chiunque, a prescindere dall’età anagrafica, con 41 anni di contributi e con assegni superiori alla soglia fissata dal Governo per Quota 103, avrebbe potuto accedere alla pensione.

Ma quanto varrebbe la pensione con Quota 41? Dipende dall’età anagrafica e dall’anzianità contributiva. Con un’età più elevata, tipo 65 o 66 anni, il coefficiente di trasformazione sarebbe più alto e determinerebbe un assegno di importo superiore rispetto a chi, già a 60 anni, avrebbe avuto accesso a Quota 41.

Ad esempio, con 60 anni di età e una retribuzione di circa 28.000 euro lordi l’anno, maturerebbe una pensione poco più alta di 19.000 euro lordi, circa 1.100 euro netti al mese.

Con 63 anni di età e la stessa retribuzione, maturerebbe una pensione di circa 20.200 euro lordi l’anno, pari a circa 1.200 euro netti al mese. Con 65 anni di età, la pensione lorda annua arriverebbe a quasi 21.000 euro, circa 1.300 euro netti al mese.

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