Racket ai pakistani, indagini chiuse: cade l’accusa di pizzo per 6

Racket ai pakistani, indagini chiuse: cade l'accusa di pizzo per 6
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Il procuratore aggiunto presso il tribunale di Avellino, Vincenzo D’Onofrio, ha chiuso le indagini nei confronti di sette persone (sono difese dagli avvocati Michele Scibelli, Loredana De Risi, Gerardo Santamaria, Costantino Sabatino, Gaetano Aufiero, Alberico Villani e Quirino Iorio) accusate, a vario titolo, di tentata estorsione e sequestro di persona ai danni di alcuni pakistani titolari di un circolo a Monteforte Irpino. Accuse riferite al settembre del 2018.

L’indagine

Nel corso delle indagini, condotte dai carabinieri di Monteforte coordinati dalla compagnia di Baiano, sono state arrestate proprio sette persone. Sei sono state rimesse in libertà dai giudici del Riesame (i fratelli Ivan e Alessio di Somma, Pino Barbarulo, Ferdinando Bianco, Francesco Coppola e Saverio Valente). Giampiero Aufiero, per cui il Riesame aveva confermato i domiciliari, è intanto finito in carcere per alcune violazioni che hanno portato all’aggravamento della misura cautelare.

I sette indagati avranno venti giorni per chiedere di essere ascoltati dagli inquirenti, poi toccherà al procuratore aggiunto decidere se chiedere il processo.

Cade il tentativo di estorsione per sei persone

Nell’atto firmato dal magistrato, si legge come per tutti, eccetto che per Aufiero, sia caduta l’accusa più pesante, quella di tentata estorsione, mentre restano le lesioni aggravate in concorso. Gli avvocati difensori, oltre alla scarcerazione, avevano infatti dimostrato davanti al Riesame come proprio l’accusa di tentata estorsione non stesse in piedi, facendo vacillare l’intero impianto accusatorio. Sono ancora numerosi i punti d’ombra intorno all’inchiesta.

Due versioni contrapposte

Da un lato la versione del pakistano, Mohamad Waqas, che ha raccontato di essere stato sequestrato in auto da Aufiero e altre due persone. E ha descritto una spedizione punitiva davanti al suo locale, dove lui e altri amici erano stati pestati e colpiti con delle scariche elettriche. Dall’altro la versione degli indagati che hanno smentito di aver preso parte a una tentata estorsione. Aufiero ha aggiunto di essere stato lui quello sequestrato e pestato da Waqas e un amico.

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