Irpinia, racket ai pakistani: liberi i fratelli Di Somma
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Irpinia, racket ai pakistani: liberi i fratelli Di Somma

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Il tribunale di Riesame ha scarcerato Ivan e Alessio Di Somma, i due fratelli di Monteforte Irpino che erano agli arresti domiciliari per la tentata estorsione ai danni dei pakistani titolari di un circolo in paese.

I magistrati napoletani hanno accolto le tesi sostenute dai difensori, gli avvocati Costantino Sabatino (per Ivan Di Somma) e Gerardo Santamaria (per Alessio Di Somma). La posizione più delicata era quella del primo. Secondo l’accusa, infatti, avrebbe accompagnato Giampiero Aufiero (che è ancora i domiciliari), il giorno in cui sarebbe stato eseguito un sequestro di persona (addebitato al solo Aufiero) ai danni di Mohamad Waqas, il cittadino pakistano che ha denunciato la tentata estorsione.

Ha fatto da paciere

Il difensore ha messo in evidenza un aspetto che ha “alleggerito” la posizione dell’indagato. Sarebbe andato con Aufiero, ma la sua sarebbe stata una posizione più di paciere che di estorsore. A testimoniarlo è una telefonata, intercettata, che lo stesso Waqas ha fatto al giovane poche ore dopo quell’incontro. Lo ha ringraziato per essere intervenuto nella discussione e aver calmato Aufiero. La difesa di Alessio Di Somma ha respinto con forza l’accusa che abbia partecipato a un tentativo di estorsione. La scarcerazione dei fratelli Di Somma rappresentano uno “scossone” al castello costruito dall’accusa.

In sei rimessi in libertà

Nell’inchiesta, lo ricordiamo, sono finiti agli arresti sette persone. Sei sono state rimesse in libertà (oltre ai fratelli Di Somma anche Pino Barbaruolo, Ferdinando Bianco, Francesco Coppola e Saverio Valente). Come detto resta ai domiciliari il solo Aufiero. Nei suoi confronti è caduta l’ipotesi di reato che riguardava la detenzione di un’arma, mentre restano la tentata estorsione e il sequestro di persona.

La vicenda – come si ricorderà – ha avuto una certa eco in Irpinia. I fatti contestati sono di assoluta gravità. Waqas, che tenne anche una conferenza stampa, subito dopo gli arresti, ha dichiarato infatti di essere stato torturato davanti alla figlia. Sulla vicenda ci sono anche le versioni degli indagati, che ritengono di essere stati a loro volta aggrediti dai pakistano. E che comunque – questa la tesi sostenuta davanti al gip – non avrebbero avanzato delle richieste di denaro.

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