Monteforte, dopo la bomba: la camorra è dietro l’angolo



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C’è la puzza del racket dietro la bomba che ha distrutto l’ingresso della trattoria ‘O Scialone, a Monteforte Irpino. E dopo la storia dei pakistani (avrebbero subito richieste estorsive), questo episodio riporta al centro della cronaca nera il comune a due passi dal capoluogo.

Katia Renzulli, consigliera d’opposizione, ha subito da amministratore, minacce di morte esplicite (con lettere minatorie). Stava sfiorando interessi intoccabili, evidentemente. Gli autori di quelle minacce sono rimasti ignoti. Ma la consigliera non ha perso il suo spirito battagliero. Anzi.

“Non possiamo ancora dire – dichiara – cosa si nasconda dietro l’attentato della notte scorsa. Di certo, se pure si è trattato di criminalità comune, nulla può escludere che possa tramutarsi in altro. E’ già accaduto. Magari si tratta di criminali che stanno tastando il territorio, verificando fin dove e come possono spingersi. Dire di più è difficile. Saranno le indagini a verificare quello che sta accadendo. Comunque si tratta di episodi da stigmatizzare e con decisione.

Il silenzio del sindaco

“Sorprende – continua la consigliera di minoranza – che il sindaco di Monteforte Irpino, Costantino Giordano, non abbia ancora profferito parola. Niente, silenzio assoluto. Non solo sulla bomba appena esplosa, ma anche sulla tentata estorsione ai pakistani. Quel silenzio pesa, e tanto. Soprattutto quando gli attentati, le minacce, le intimidazioni e le estorsioni diventano ricorrenti. Solo qualche giorno fa c’è stata la manifestazione di Libera, con migliaia di ragazzi provenienti da tutta la Campania che hanno percorso le strade del centro di Avellino. Si è detto che l’Irpinia non può dirsi tranquilla rispetto a certi fenomeni criminali. E il passato recente lo dimostra, purtroppo. Anche per questo il sindaco deve dire e agire. Chiedere in primis più controlli in paese. E invece…”

E invece…

“Si firmano protocolli in prefettura che in pratica incitano alle ronde maroniane, ai cittadini trasformati in sentinelle armate di whatsapp , che dovrebbero avvisare le forze dell’ordine ad ogni minimo segnale sospetto. E’ un sistema che non mi piace e non mi convince. Lasciamo a carabinieri e polizia il compito di tutelare la nostra sicurezza. E mettiamoli nelle condizioni di farlo al meglio. Se proprio vogliamo dirlo, ammettiamolo che l’omertà esiste anche da noi. Quella è un’altra sfida da vincere per difendere la legalità a Monteforte Irpino”.

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