Avellino, presa a martellate. Racconto choc: così mi ha colpita

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“Credevo che un’auto mi avesse investita. Ho sentito due colpi fortissimi alla testa. Mi sono girata e l’ho visto: armato di martello. Si è scagliato contro di me”. Si è più volte fermata, sopraffatta dalle emozioni, la 37enne che questa mattina in aula, di fronte al collegio giudicante presieduto al magistrato Luigi Buono (a latere Giulio Argenio e Lorenzo Corona), ha ricostruito l’aggressione subita dall’ex convivente (accusato di tentato omicidio) lo scorso settembre ad Avellino. Quando il centralissimo Corso Europa si è trasformato nella scena di un macabro thriller, lasciando attoniti i passanti. Le urla, lui che colpiva più volte col martello e poi fuggiva via.

Presa a martellate: mi aveva già aggredita

Questa mattina si è tenuta l’udienza per tentato omicidio a carico del 57enne, ex convivente della donna. Una storia durata anni e segnata – questo ha raccontato la vittima in aula – da continue vessazioni fisiche e psicologiche. Come quel giorno che lui l’ha colpita con una bottiglia, provocandole una profonda ferita alla testa. Gli schizzi di sangue, sul muro, erano entrati nelle case di tutti gli italiani quando Giulio Golia, giornalista de “Le Iene“, li aveva mostrati nel suo servizio televisivo. Lei ha temuto di morire. E, così, trovato il coraggio di denunciare tutto, superando la paura che l’aveva sempre frenata.

Ma lui non si era rassegnato. L’amava: questo ha sempre ripetuto. E così ha provato a riavvicinarla in più occasioni. Come quella mattina di settembre. L’uomo ha raccontato di non ricordare nulla. L’aveva vista e nella sua testa si è spenta la luce. L’ha riaccesa lei, la vittima, che questa mattina non ha esitato a ricordare tutti i dettagli di quella mattina, incalzata dalle domande del pm, Domenico Toscano.

Presa a martellate, salvata da Biancolino

“Ho cercato di difendermi con le mani. Lui continuava a infierire col martello. Poi una persona si è messa fra me e lui e mi ha salvata”. Ha raccontato la testimone. A vestire i panni dell’eroe e disarmare l’aggressore è stato Raffale Biancolino, ex bomber di Benevento e Avellino, che ha mantenuto uno stretto legame con la città irpina dove gestisce un negozio di abbigliamento, proprio a Corso Europa. L’ex calciatore sarà ascoltato in aula con altri testimoni presenti il giorno dell’aggressione. Poi toccherà alla difesa, rappresentata da Alberico Villani, provare a smontare quello che oggi appare un castello di accuse granitico, sorretto da certificati medici compatibili con l’ipotesi del tentato omicidio.

L’avvocato che assiste la signora, il penalista Costantino Sabatino, ha focalizzato le sue domande sui giorni immediatamente successivi all’aggressione di Corso Europa. Giorni in cui il 57enne ha contattato ancora la ex. Mentre lei era in ospedale, i suoi sms la imploravano: “Torna da me”. Lei non l’ha fatto. E questa mattina non ha esitato, nonostante lui fosse presente in aula scortato dalla penitenziaria, a ripercorrere il calvario domestico e poi quella drammatica mattina di settembre in cui ha temuto di morire.

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