Razionamento del gas, torna il coprifuoco

Razionamento del gas, torna il coprifuoco: consumi ridotti nelle case, negli uffici, nelle strade e nei negozi. Si sta materializzando lo scenario peggiore e anche prima di quanto si prevedesse. Incide in modo grave il forte aumento dei prezzi dell'energia che si ripercuoterà sulle bollette a partire da settembre. I provvedimenti del governo non sono più sufficienti.

6' di lettura

Razionamento del gas, torna il coprifuoco, anche perché i flussi di metano dalla Russia continuano a diminuire mentre i prezzi dell’energia sono sempre più alti. Il razionamento a famiglie e imprese era stato inserito tra i possibili scenari, forse il peggiore. Ed è proprio quello che si sta concretizzando. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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A proposito di risparmio, leggi quanto risparmiano le famiglie con le bollette bloccate, come risparmiare in cucina facendo attenzione alle utenze, quali sconti sono previsti su luce e gas nel Decreto Aiuti bis, come funziona il nuovo bonus bollette potenziato e come cambiare il gestore delle utenze per risparmiare. Si pensa anche a un razionamento di luce e gas da agosto a marzo 2022.

Razionamento del gas: aumento, il picco in autunno

L’impennata delle quotazioni del gas, oltre 250 euro al chilowattora, sono l’annuncio di nuovi e pesanti aumenti per le bollette di luce e metano.

La situazione che è già al limite dovrebbe solo peggiorare nei prossimi mesi, per raggiungere il suo picco tra l’autunno e l’inverno, proprio il periodo in cui aumenta il consumo, sia di gas, sia di energia elettrica.

Con questo quadro, che non è più solo immaginato ma si è già materializzato, saranno inevitabili i razionamenti per le famiglie e la chiusura di numerose aziende che non possono più sostenere le spese energetiche. Il che significa anche uno stop alla crescita economica del Paese con inevitabili conseguenze.

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Razionamento del gas: conseguenze

Razionamento dei consumi. La decisione è inevitabile: le nostre case saranno un po’ più fredde il prossimo inverno. Da tempo il governo ha preparato un piano per contrastare l’emergenza. Lo ha fatto anche l’Unione Europea. Si immaginava che la crisi arrivasse tra qualche mese, il processo si è accelerato. La Russia ha ridotto di tanto l’erogazione del metano verso l’Europa e questo ha avuto due conseguenze:

  • l’aumento ulteriore del prezzo del metano;
  • l’impossibilità per i Paese dell’Ue di riempire gli stoccaggi, si pensava di arrivare al 90%, la media europea è poco al di sopra del 70.

Il che significa, appunto, razionamento dei consumi inevitabile.

Razionamento del gas: case più fredde

Nel piano si parlava ovviamente anche delle famiglie. L’uso domestico del gas incide per il 30% sui consumi dell’energia. Sarà necessaria una riduzione notevole: bisogna risparmiare quasi 2,7 miliardi di metri cubi. Non sono pochi.

Tra le misure che verranno imposte ci sono queste:

  • i termostati non dovranno superare i 19 gradi (ora il limite è 20), per risparmiare solo sul riscaldamento domestico il 10,7%;
  • l’accensione dei riscaldamenti deve essere limitata, un’ora in meno, e questo consentirà di ridurre i consumi di un altri 3,6%;
  • i giorni di accensione saranno ridotti: 15 in meno.

Tutte queste misure, secondo l’Enea, comportano un risparmio del 17,5%, appunto i 2,7 miliardi di metri cubi che è l’obiettivo.

Razionamento del gas: coprifuoco

Viene anche disposta una misura che somiglia al “coprifuoco”, termine che immaginavamo di aver chiuso nel cassetto dopo la fine dell’emergenza Covid. Questa volta non riguarda le persone, ma l’illuminazione.

Le amministrazioni locali dovranno spegnere il 40% dei lampioni.

Ma si prevede anche, soprattutto se si dovesse concretizzare lo scenario più estremo (stop totale delle forniture di gas dalla Russia):

  • chiusura anticipata degli uffici pubblici (alle 17,30);
  • chiusura anticipata dei negozi (alle 19);
  • chiusura dei locali alle 23.

E questa disposizione è già molto più simile al coprifuoco covid.

Razionamento del gas: imprese

Come abbiamo visto però la parte più consistente dei consumi a livello nazionale è dovuta alle imprese. Saranno inevitabili delle contrazioni all’economia (che ricadranno su tutti). Le aziende che potranno, avvieranno la diminuzione dei consumi, le altre sono destinate a sospendere la produzione. Le prime a chiudere saranno le cosiddette aziende “interrompibili”, avranno in cambio un risarcimento.

Razionamento del gas: servizi essenziali

Nessuna riduzione è prevista per gli ospedali e altri servizi essenziali.

Ma da affrontare ci sarà anche il continuo aumento delle bollette. Un altro nodo essenziale. L’attuale governo ha già preso delle misure che in parte hanno calmierato costi. Ma la situazione è peggiorata e sembra destinata a diventare ancora più grave. Significa che i provvedimenti adottati potrebbero non bastare.

Razionamento del gas: verifica di settembre

E infatti già a settembre potrebbe essere una verifica per capire se le risorse stanziate siano sufficienti ad affrontare l’emergenza. Perché a settembre? Quello è il mese in cui si decideranno le nuove tariffe del gas. L’aggiornamento sarà fatto proprio a cavallo tra le elezioni e l’insediamento del nuovo governo.

Razionamento del gas, torna il coprifuoco

Razionamento del gas: autunno complicato

Sarà dunque un autunno difficile, su questo purtroppo ci sono pochi dubbi. Lo si sapeva da mesi, o meglio tutti gli esperti hanno avvisato che sul fronte energetico la situazione sarebbe peggiorata con l’arrivo della stagione fredda. Forse si sperava che la crisi Ucraina si sarebbe in qualche modo risolta. Così non è stato.

Bisogna farci i conti. E dovranno farli anche i partiti che in queste settimane di campagna elettorale stanno promettendo mari e monti, “dimenticando” che le risorse sono poche e che le condizioni economiche – non solo quella italiana – stanno attraversando un momento assai complesso. Basti pensare all’esplosione dell’inflazione.

Il solo adeguamento delle pensioni con la rivalutazione (che è una scelta necessaria) avrà costi importanti. Se a questo si aggiungono gli interventi per contenere gli effetti dell’aumento del gas e l’aumento esponenziale del debito pubblico (paghiamo ogni anno gli interessi) è facile immaginare come la via per chiunque andrà al governo sarà molto stretta e lastricata di difficoltà.

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