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Razionamento del gas: docce fredde e vetrine al buio

Docce fredde e vetrine al buio: è scattato il piano di razionamento energetico deciso dall'Unione Europea.

di The Wam

Agosto 2022

Razionamento del gas, docce fredde e vetrine al buio: scatta il piano con la pubblicazione del regolamento sulla Gazzetta ufficiale Ue. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Si tratta del piano che è stato studiato per ridurre il consumo di gas ed evitare di trovarsi senza riserve di energia nel prossimo inverno. Non tutti i Paesi europei sono però pronti a partire con le misure.

Scopri la pagina dedicata alla guerra in Ucraina e alle sue conseguenze economiche.

Il provvedimento è stato approvato qualche settimana fa dai ministri per l’Energia dell’Unione ottenendo poi il via libera definitivo dai governi. Il voto è stato quasi unanime. Dei 27, si sono opposti solo Ungheria e Polonia.

Per approfondire la questione potrebbe interessarti sapere cosa significa una riduzione dei consumi del 7% in Italia, o come inciderà sulle famiglie e le imprese. Ma anche quali sono i vantaggi previsti a ottobre sulle bollette del gas. Anche perché in autunno è previsto un aumento del 100% dei costi energetici.

Razionamento del gas: da agosto a marzo

Il piano di risparmio energetico (che suona meglio di razionamento), prevede la riduzione del 15% della domanda. In particolare tra agosto a marzo.

Per ora comunque – non siamo ancora in emergenza – l’adesione al piano è solo su base volontaria. Soprattutto perché nel frattempo sono aumentate le scorte di gas stoccato per il prossimo inverno: la media europea è del 70%.

Quando il piano di risparmio energetico diventerà obbligatorio? Scatterà quando almeno 5 Paesi europei si troveranno in difficoltà con il rifornimento di energia e saranno quindi costretti a chiedere l’attivazione dell’allerta Ue.

Attivazione che dovrà comunque essere poi confermata dalla maggioranza del Consiglio.

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Razionamento del gas: taglio del 15%

Ma cosa significa comunque la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Ue del piano per il razionamento del gas?

Ogni Paese dovrà attivarsi per fare il possibile nel contenere immediatamente i consumi del gas entro il 15% rispetto alla media degli ultimi 5 anni. In questo modo tutta l’Unione Europea potrebbe raggiungere un risparmio complessivo tra i 30 e i 45 miliardi di metri cubi. La forbice così ampia dipende solo da una cosa: se l’inverno sarà o meno particolarmente freddo.

Razionamento del gas: deroghe

Il provvedimento è alla base molto rigido, ma sono previste delle deroghe. Ovvero si tiene conto delle situazioni peculiari dei singoli Stati. Soprattutto si considera il numero delle aziende energivore (tipo acciaio e vetro) che sono presenti in ogni Paese. L’obiettivo è anche quello di salvaguardare le imprese: un sostegno che protegge i livelli di occupazione e quindi anche l’economia.

Razionamento del gas: così in Italia

Per l’Italia, dopo una serie di valutazioni, l’obiettivo del 15% è stato dimezzato: dovrà risparmiare “solo” il 7%.

Per due motivi principali:

Razionamento del gas: isole

Sono state tenute fuori dal piano di razionamento energetico le isole (Irlanda, Cipro e Malta), che non sono connesse alla rete di distribuzione del metano. E disposte una serie di misure ulteriori per tutelare le repubbliche baltiche (Lettonia, Estonia, Lituania), perché sono tutte ancora collegate alla rete elettrica russa (e potrebbero dunque avere i problemi maggiori).

Razionamento del gas: nessuna urgenza

Dopo settimane di grande ansia nel velocizzare provvedimenti e misure, gli Stati europei sembrano aver rallentato. Nessuno ha manifestato l’urgenza di adeguare subito i piani nazionali alle linee guida che sono state decise dall’Unione europea.

Per ora molti governi hanno adottato restrizioni nel consumo del gas solo a strutture pubbliche e attività commerciali. Sono state escluse da qualsiasi provvedimento i consumi privati. Forse anche perché è estate: i consumi delle famiglie aumentano in modo considerevole soprattutto in inverno.

Razionamento del gas: la prima è la Spagna

La Spagna è stata la prima nazione ad aver emanato un decreto che impone un tetto massimo e minimo alle temperature dei termostati (caloriferi e condizionatori):

Potrebbe far sorridere, ma i dipendenti pubblici sono stati autorizzati a non indossare le cravatte. Le luci nei vetrine dei negozi – sempre in Spagna – dovranno essere staccate alle 10 di sera.

Razionamento del gas: Francia, misure blande

La Francia presenterà il piano di risparmio energetico subito dopo la fine dell’estate. Le misure disposte, e che l’opposizione ha ritenuto poco più che simboliche, riguardano:

In effetti sembra un po’ poco.

Razionamento del gas: consigli tedeschi

Anche la Germania non si è ancora attivata in modo ufficiale. Eppure è la nazione più esposta in caso di stop all’erogazione di gas da parte della Russia. I tedeschi rischiano di avere una contrazione del prodotto interno lordo notevole e una recessioni senza precedenti dopo la seconda guerra mondiale.

Basterebbe una ulteriore taglio del 20% sull’erogazione di metano da Mosca attraverso il gasdotto Nord Stream (che ora è di nuovo in funzione) per mettere in gravissime difficoltà la locomotiva tedesca.

Al momento da Berlino sono partite solo delle semplici raccomandazioni per i cittadini. Tra queste, spegnimento del condizionatore in alcune aree degli uffici pubblici (come i corridoi o in tutte le zone che sono solo di passaggio). Oltre a consigliare le docce fredde (almeno d’estate).

Altre misure sono state lasciate alle amministrazioni locali e alle città. In alcuni centri è stata tagliata l’acqua calda nelle piscine. A Berlino sono stati spenti gli impianti di illuminazione di 200 tra edifici storici e monumenti.

Razionamento del gas: nuovo aumento dei costi

Ma la pausa sembra solo un passaggio estivo, destinato a terminare con l’arrivo dell’autunno. Per quel periodo e con il ritorno del freddo, soprattutto se la situazione in Ucraina non dovesse modificarsi (una tregua? Trattative per la fine del conflitto?), la possibilità di una sospensione delle erogazioni è più che probabile.

Ma non solo: l’Arera ha già comunicato al governo italiano che dopo l’estate si prevede un aumento del costo del gas del 100%: il prezzo dell’energia diventerà insostenibile per gli Stati, per le famiglie e per le imprese. Un’altra ragione che potrebbe imporre un inverno di razionamenti, anche a prescindere dall’eventuale stop alle forniture.

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