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Razionamento del gas, consumi ridotti del 7%: che significa?

Razionamento del gas, consumi ridotti del 7%: che significa in concreto per i cittadini, quali sacrifici comporterà?

di The Wam

Luglio 2022

Razionamento del gas, consumi ridotti del 7% rispetto agli ultimi 5 anni: vediamo cosa significa per le famiglie. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

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Razionamento del gas: risparmio Italia

Ieri la Commissione Europa ha stabilito i criteri che consentiranno ai Paesi dell’Ue di non andare in difficoltà nel caso la Russia bloccasse le forniture di metano. E ricordiamo che per molte nazioni del continente l’erogazione già è scesa al 20%, quasi a zero dunque.

Scopri la pagina dedicata alla guerra in Ucraina e alle sue conseguenze economiche.

Per l’Italia significa rinunciare a 5 miliardi di metri cubi di metano, rispetto ai 70 miliardi che si consumano ogni anno. Meno di quanto aveva preventivato il governo Draghi, che nel frattempo ha accresciuto il livello di import energetico da altri Paesi.

Nei mesi scorsi si era parlato di un razionamento molto più consistente, di una vera emergenza del nostro Paese, in particolare in previsione dell’autunno. Nel frattempo si susseguono i consigli per risparmiare energia anche in considerazione di un nuovo consistente aumento dei prezzi del metano (in particolare) e della benzina (probabile). Chi può sta installando i pannelli solari che possono attutire le conseguenze del razionamento.

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Razionamento del gas: l’Italia è pronta

Il nostro Paese è già pronto. Anche perché il piano che è stato predisposto dal governo prevede un risparmio energetico ancora più consistente. Ma non solo: la riduzione dei consumi per molte altre Nazioni dell’Ue è stato fissato al 15%, per l’Italia quel limite è stato dimezzato, anche in conseguenza delle scelte politiche che hanno portato a una differenziazione delle importazioni.

Razionamento del gas: cosa prevede per le famiglie

Sono ovviamente previste le riduzioni dei consumi delle famiglie. E sarebbe inevitabile: un terzo del metano bruciato nella Penisola serve a riscaldare e illuminare le case (con il 50% dell’elettricità prodotta proprio con il gas).

Ma vediamo nel concreto quali sono le misure predisposte dal governo:

Razionamento del gas: scenario estremo

In uno scenario più estremo, quindi di difficoltà conclamata a livello continentale:

Razionamento del gas: imprese

I risparmi energetici non saranno chiesti solo alle famiglie, ma anche alle imprese, dove si agirà in modo più selettivo.

Sarà interrotta l’erogazione di luce e gas, in cambio di un indennizzo, a quelle attività che possono essere più facilmente bloccate in caso di necessità.

L’obiettivo per le imprese è quello di ridurre al minimo gli interventi anche per arginare il più possibile i contraccolpi e una dinamica recessiva sull’economia.

Razionamento del gas: ottimismo

Sulla questione il governo continua a manifestare un certo ottimismo. Si ritiene che entro l’inizio dell’inverno l’Italia sarà indipendente da Mosca (ora importiamo 30 miliardi di metri cubi di gas ogni anno). Ed entro i primi mesi del 2023 la situazione potrebbe essere di sicurezza. Ovvero i tagli all’erogazione del metano non potranno avere più conseguenze sul nostro Paese.

L’importante, come detto, sarà superare l’autunno. Con una piccola riduzione dei consumi l’obiettivo è alla portata. Così almeno sostiene l’esecutivo Draghi. Se è vero sarebbe un piccolo miracolo.

Razionamento del gas: stoccaggi

Non bisogna comunque dimenticare gli stoccaggi di gas, che lentamente stanno crescendo: siamo arrivati poco oltre il 70%. L’obiettivo è quello di arrivare vicini al 90% entro l’autunno. Non sarà semplice, ma neppure impossibile (se la Russia nel frattempo non imporrà ulteriori riduzioni nell’esportazione).

Razionamento del gas: centrali a carbone

Per tutte queste ragioni sembra da escludere la riconversione degli impianti a carbone o a petrolio (altamente inquinanti). L’Italia si limiterà a utilizzare un po’ di più di quanto era stato previsto le centrali a carbone che sono ancora in funzione. Più o meno un anno o due. Poi l’utilizzo dovrebbe essere sospeso anche perché si immagina che nel frattempo sia cresciuta la produzione di energia da impianti rinnovabili.

Razionamento del gas: chi controlla?

Il piano Europeo è stato ritenuto corretto ed equilibrato da tutti gli stati (con l’eccezione prevedibile della sola Ungheria). Ma ha un punto debole: chi controlla che nelle abitazioni con riscaldamento autonomo sia rispettato il limite per la temperature e gli orari di accensione dei termosifoni?

Nessuno ovviamente: non si potrà andare in giro a verificare casa per casa.

Il governo pensa a una campagna di comunicazione per spiegare la ragione di questi “razionamenti”. In pratica si conta sul buon senso dei cittadini.

Molto probabilmente una spinta a limitare l’uso dei riscaldamento più che dalla comunicazione del governo potrebbe essere imposto dall’aumento esponenziale del costo del metano rispetto allo scorso anno.

Comunque vada il risultato sarebbe lo stesso.

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