Razionamento gas, è sempre meno: cosa cambia per le famiglie

Razionamento gas, è sempre meno: cosa cambia per le famiglie e le imprese con il piano che nei prossimi giorni sarà varato dall'Unione Europea. La strategia è quella di aiutare le nazioni più esposte, come l'Italia, la Germania e i Paesi dell'Est non hanno uno sbocco a mare per ricevere il metano liquido. Cosa verrà chiesto alle famiglie e quali potrebbero essere le conseguenze per il settore industriale

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Razionamento gas, è sempre meno: l’Europa e l’Italia si preparano all’inevitabile, Gazprom potrebbe ridurre di un terzo le forniture dopo l’annuncio dei giorni scorsi. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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È stato bloccato uno dei gasdotti che attraversa l’Ucraina, chiusa anche la parte polacca del gasdotto Yamal. Ma siamo solo all’inizio. L’Ue sta lavorando agli ultimi dettagli per il pacchetto RePower, il piano della Commissione Europea per far raggiungere al vecchio continente l’autonomia dalle fonti energetiche del Cremlino.

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Razionamento gas: autunno freddo

Non sarà semplice e le conseguenze per famiglie e imprese saranno inevitabili. In particolare a partire dal prossimo autunno. Al momento la speranza che il conflitto si sia risolto per quel periodo è ridotta al minimo. Tutto lascerebbe supporre il contrario, con il timore non infondato che la guerra si estenda anche ad altre zone dell’Europa, a cominciare dalla Moldavia.

Razionamento gas: parziale o totale

La bozza che sta circolando in queste ore a Bruxelles include due possibilità, ovvero l’interruzione parziale e quella totale delle forniture energetiche . Il piano prevede un razionamento coordinato tra tutti gli Stati dell’Ue, che viene ispirato alla solidarietà tra nazioni.

Razionamento gas: Paesi a rischio

E la solidarietà sarebbe appunto a vantaggio di Italia e Germania che più di ogni altra nazione europea sono dipendenti dal gas russo. E insieme a loro anche i Paesi dell’Europa dell’Est, in particolare quelli che che non hanno uno sbocco a mare e non possono quindi far attraccare le navi che trasportano gas liquefatto sulle metaniere.

Scopri la pagina dedicata alla guerra in Ucraina e alle sue conseguenze economiche.

Razionamento gas: sospensioni già iniziate

Se fino a qualche settimana fa parlare della riduzione dei consumi industriali e privati significava elaborare una ipotesi (che si sperava di poter scongiurare o allontanare il più possibile), ora la situazione è decisamente deteriorata: lo dimostrano, oltretutto, le sospensione di erogazione del gas a Polonia, Bulgaria e ora anche Finlandia.

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Razionamento gas: maggio decisivo

Ma ulteriore incertezza è alimentata anche da quello che potrebbe accadere nelle prossime settimane, con il pagamento delle forniture: la Russia lo pretende con il sistema del doppio conto (così da convertire subito i versamenti miliardari in rubli e sostenere la moneta di Stato), per l’Europa questo sistema di pagamento è una palese violazioni delle sanzioni.

L’Italia dovrà pagare la sua quota entro la fine di maggio. Pochi giorni e sapremo se il nostro Paese, come già accaduto per Polonia e Bulgaria, andrà incontro a una chiusura del rubinetto energetico russo.

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Razionamento gas: alto rischio

Una situazione ad altissimo rischio che ha accelerato la decisione europea di varare un piano per proteggere gli stati membri, soprattutto quelli più esposti, da una inevitabile crisi che oltre a lasciare le famiglie al freddo (nel prossimo inverno) potrebbe causare la chiusura di numerose aziende e aggravare una crisi che già fa sentire i suoi effetti su tutto il continente (basti pensare al clamoroso calo della produzione industriale tedesca, aggravata a dire il vero anche dal lockdown totale che da mesi blocca Shanghai, il più grande porto del mondo).

Razionamento gas: come funziona

Ma vediamo come si articola questo razionamento che verrà attivato nel tentativo di ridurre il consumo di gas e nel contempo contenere le conseguenze negative per la popolazione e il settore industriale.

Una prima parte di queste misure sono già state introdotte (in parte) proprio dai Paesi più esposti, appunto Italia e Germania:

  • riduzione dell’illuminazione pubblica (dai monumenti, ai lampioni, agli uffici delle amministrazioni:
  • riduzione della climatizzazione estiva, per contenere gli sprechi e non disperdere le scorte che si stanno accumulando per affrontare il prossimo inverno.

Questo dovrebbe consentire di avere l’energia disponibile per continuare ad alimentare ospedali e infrastrutture fondamentali, come gli aeroporti e le stazioni ferroviarie.

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Razionamento gas: industrie chiuse?

Per le industrie, in particolare quelle ad alto consumo energetico come le acciaierie, si immagina di ripensare e rimodulare le attività di alcune filiere a ciclo continuo. Ovvero di consentire il funzionamento solo in determinati periodi dell’anno (magari escludendo l’inverno, quando è più alto il consumo di gas privato).

In caso di sospensione completa e a breve delle forniture, la Germania ha già immaginato una misura ben più radicale che prevede la chiusura di alcuni settori industriali ad alto consumo. Le conseguenze per l’economia del Paese sarebbero comunque significative (la recessione diventerebbe realtà e non solo un rischio, almeno fino a quando non si sarà trovata una strada alternativa per la produzione e l’importazione di fonti energetiche (la Germania si sta pentendo di aver chiuso qualche anno fa tutte le sue centrali nucleari).

Razionamento gas: decalogo per cittadini

In attesa che il Piano europeo diventi ufficiale ed esecutivo, la commissione ha preparato un decalogo per gli utenti. Consigli per una riduzione responsabile dei consumi:

  • usare meno le auto (a vantaggio del trasporto pubblico);
  • ridurre la velocità in autostrada;
  • ampliare e diffondere lo smart working;
  • preferire i treni agli aerei (quando è possibile).

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