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Rdc 2023, obbligo di formazione: età, regole e divieti

Rdc 2023 e formazione obbligatoria. Scopriamo nell'approfondimento quali sono le nuove regole stabilite dalla Legge di bilancio del Governo Meloni.

di Imma Duni

Gennaio 2023

Rdc 2023 e formazione obbligatoria: quali sono le nuove regole da seguire, riportate nella Legge di bilancio? Scopriamole. (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sul Reddito di Cittadinanza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito). Rdc 2023 e formazione obbligatoria. Scopriamo nell’approfondimento quali sono le nuove regole stabilite dalla Legge di bilancio del Governo Meloni.

Indice

Rdc 2023 e formazione obbligatoria: quali sono le regole?

Sappiamo ormai perfettamente che l’obbiettivo del Governo Meloni è quello di eliminare del tutto la misura del Reddito di cittadinanza nel 2024.

Le modifiche al beneficio sono state inserite nella legge di bilancio 2023 e a quelle si aggiungono le modifiche apportate dagli emendamenti.

Le novità operative già dal primo gennaio sono tante. Ecco un riepilogo:

Sarà necessario un periodo di almeno 6 mesi di partecipazione a un corso di formazione o riqualificazione professionale.

La partecipazione a questi corsi sarà obbligatoria, pena la decadenza dal sussidio. Leggi tutte le novità in breve dell’Rdc nel 2023.

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Rdc 2023 e formazione obbligatoria: fino a che età bisogna partecipare ai corsi?

La legge di bilancio 2023 introduce l’obbligo alla formazione o alla riqualificazione professionale per un periodo di almeno 6 mesi.

Tutti i beneficiari, dai 18 ai 65 anni di età, dovranno partecipare a questi corsi. Questa è una delle novità principali incluse nella legge di Bilancio 2023.

Il cambiamento è già avvenuto e continuerà in questo 2023, fino all’arrivo del 2024, in cui il sussidio sarà completamente abolito.

Quindi non c’è un limite di età per partecipare ai corsi di formazione, ma tutti dovranno partecipare per un minimo di 6 mesi.

Gli unici esclusi sono i nuclei familiari con persone disabili, minorenni o anziane (da sessant’anni in su).

La frequenza dei corsi diventa obbligatorio se si vuole continuare a mantenere il sussidio, in quanto diventa uno strumento di reinserimento lavorativo attraverso la definizione di percorsi personalizzati (Programma GOL, Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori).

Scopri la pagina dedicata al Reddito di cittadinanza: pagamenti, diritti e bonus compatibili.

Rdc 2023 e formazione obbligatoria: quali enti sono preposti a contattare i percettori?

Fermo restando che nulla vieta ai percettori di cercare loro stessi un corso di formazione adeguato a cui iscriversi, la legge di bilancio 2023 attribuisce tale obbligo al centro per l’impiego.

Sarà questo ente che, nello stabilire il programma di ricollocazione nel mondo del lavoro, individuerà il corso di formazione o riqualificazione professionale migliore per il beneficiario del Reddito di cittadinanza.

Saranno le Regioni, poi, che controllano l’operato dei centri per l’impiego, a comunicare all’Anpal i percettori chi non rispetta l’obbligo di partecipazione ai corsi di formazione. L’Anpal a sua volta ne darà comunicazione all’Inps che provvederà a togliere il beneficio a tutto il nucleo familiare.

Scopri la pagina dedicata al Reddito di cittadinanza: pagamenti, diritti e bonus compatibili.

Rdc 2023, obbligo di formazione: età, regole e divieti
Rdc 2023, obbligo di formazione: età, regole e divieti

Rdc 2023 e formazione obbligatoria: quanto durano i corsi?

Nel 2023 i beneficiari saranno tenuti a seguire un corso di formazione di minimo 6 mesi. Questa è una delle novità incluse nella legge di bilancio 2023. Ovviamente il corso non sarà superiore alla durata del beneficio, che da quest’anno sarà di 7 mesi e non più di 18 mesi.

Fino a quando il centro per l’impiego non contatterà il percettore, non ci sarà l’obbligo di prendere parte a un corso di formazione indicato né di cercarne uno autonomamente.

Queste modifiche apportate dalla legge di bilancio 2023 funzionano come uno strumento adatto per trasformare il Reddito di cittadinanza da un mero aiuto assistenziale contro la povertà ad un vero strumento di politica attiva del lavoro.

In questo modo le persone occupabili e abili al lavoro saranno spinte a formarsi e a trovare un lavoro.

Da questo punto di vista un’altra novità per favorire l’inserimento lavorativo è data dal fatto che anche il lavoro stagionale o intermittente non sarà più incompatibile con il beneficio del reddito di cittadinanza, se rientra nel limite di 3.000 euro, in modo da permettere ai percettori di lavorare anche durante i periodi stagionali.

Tutti i percettori dell’Rdc saranno inseriti anche nei vari progetti utili alla collettività e gestiti dai Comuni, come i lavori socialmente utili.

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