Privacy
×
The wam
×
icona-ricerca
Home / Bonus e Incentivi / Dopo l’Rdc, parla il governo: cosa ha detto e cosa manca

Dopo l’Rdc, parla il governo: cosa ha detto e cosa manca

La ministra Calderone: "Così sostituiremo il Reddito di cittadinanza dal 2024".

di Valerio Pisaniello

Febbraio 2023

In questo articolo vediamo insieme le ultime sul Reddito di cittadinanza dal 2024 (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sul Reddito di Cittadinanza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegrame nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Si parla di 198mila percettori instradati verso l’inserimento lavorativo, la ministra conferma l’addio e parla di cosa succederà dopo. Ma attenzione al presente: più controlli e corsi di formazione pronti a iniziare.

Indice

Reddito di cittadinanza dal 2024: le parole della ministra Calderone

La ministra del Lavoro, Marina Calderone, ha parlato del futuro dopo il Reddito di cittadinanza in un’intervista rilasciata a Libero quotidiano.

Come anticipato, nulla di nuovo con Calderone che non scende nel dettaglio limitandosi ad affermare che al posto del Reddito di cittadinanza ci saranno “politiche attive e di accompagnamento al lavoro più rispondenti alle esigenze del mercato”, confermando di fatto che il governo non è entrato ancora nel merito di quella che dovrà essere la riforma delle misure di contrasto alla povertà attesa per inizio 2024.

In passate interviste la ministra del Lavoro aveva citato al Reddito d’inclusione come misura da prendere come modello per la riforma, spiegando però che requisiti e importi potrebbero essere differenti rispetto al passato quando perlopiù il Rei favoriva le famiglie numerose non tenendo conto dei redditi più bassi.

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=iHT8VWqt6WY&w=560&h=315]

Aggiungiti al gruppo Telegram sul Reddito di Cittadinanza ed entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su WhatsApp, Telegram e Facebook. Scopri le ultime offerte di lavorosempre aggiornate nella tua zona.

Che succede se tolgono il Reddito di cittadinanza?

Ciò significa che anche in caso di eliminazione dell’Rdc chi ne fruisce continuerà ad averne diritto fino alla scadenza prefissata; tuttavia, non ci sarebbe più la possibilità di rinnovare il beneficio.

Reddito di cittadinanza dal 2024: cosa cambia

Reddito di cittadinanza dal 2024. Allo stesso tempo Calderone si è soffermata sul presente, ponendo l’attenzione su cosa è cambiato nel 2023. In particolare sui corsi di formazione: ricordiamo, infatti, che da quest’anno è stato introdotto l’obbligo per gli occupabili di prendere parte a un corso di formazione o riqualificazione professionale di almeno 6 mesi, pena la decadenza immediata del Reddito di cittadinanza.

Come ci ricorda la ministra del Lavoro, però, l’obbligo di formazione per i percettori di Rdc – seppure con modalità differenti – era già stato previsto dalla normativa originaria.

A non funzionare è stata la mancanza d’infrastrutture e il ritardo nel potenziamento dei centri per l’impiego, problemi su cui il governo sta cercando d’intervenire tempestivamente avviando una “revisione della modalità di presa in carico” – per la quale si parla dell’introduzione di un nuovo modello fai da te di patto per il lavoro – e di avviamento alla formazione.

Con il programma Gol (la cui paternità però appartiene al governo Draghi) sono stati presi in carico dai Centri per l’impiego 198 mila percettori di Reddito, per poi essere “instradati” verso percorsi d’inserimento lavorativo o di riqualificazione delle competenze a seconda del profilo emerso nel corso del colloquio con l’operatore. Altre 47 mila persone, invece, sono state avviate verso una vera e propria attività formativa.

Numeri destinati a crescere: altri 161 mila beneficiari potranno presto iniziare un’attività formativa in quanto sono stati aggiudicati – o comunque sono in via di aggiudicazione – gli avvisi per l’attività di formazione pubblicate dalle Regioni grazie alle risorse stanziate per il Gol.

Reddito di cittadinanza dal 2024: più controlli

Allo stesso tempo il governo Meloni ha annunciato una stretta nei confronti dei furbetti dei furbetti del Reddito di cittadinanza potenziando i controlli. Come spiega la ministra, i controlli diventano “costanti” e per questo motivo sarà difficile aggirare la normativa omettendo di dichiarare alcune informazioni: lo dimostrano i numeri di gennaio 2023, quando sono state respinte 46.250 domande, revocate 7.896 prestazioni e poste in decadenza 14.769 pratiche.

Reddito di cittadinanza dal 2024: il tema pensioni rosa 

Reddito di cittadinanza dal 2024. Riguardo le pensioni rosa, per Calderone “comprendo la necessità di ampliare la platea delle destinatarie dell’anticipo pensionistico. Con le rappresentanti di ‘Opzione Donna’ c’è già un confronto”, mentre sul salario minimo conclude: “La soluzione per dare a tutti i lavoratori un’esistenza libera e dignitosa passa per la contrattazione collettiva”.

Reddito di cittadinanza dal 2024: l’avviamento alla formazione 

Come già avanzato, la ministra Calderone punta sulle politiche attive del lavoro: “Il punto vero è cosa sarà dato al posto del Reddito di cittadinanza: politiche attive e di accompagnamento al lavoro più rispondenti alle esigenze del mercato.

L’obbligo di formazione per i percettori di Reddito di cittadinanza era già previsto dalla legge, ma si era incagliato nella mancanza di infrastrutture e nel ritardo nel potenziamento dei centri per l’impiego. Noi abbiamo avviato una revisione della modalità di presa in carico e avviamento alla formazione. Ora i controlli sono continui e costanti.

Il risultato è che nel mese di gennaio sono state respinte 46.250 domande, revocate 7.986 prestazioni, poste in decadenza 14.769 pratiche”.

Reddito di cittadinanza dal 2024: nella foto la ministra del lavoro Marina Calderone

Reddito di cittadinanza dal 2024: il programma Gol

Rdc e formazione. In attesa che venga varato un piano che stabilisca linee guida, criteri e indicazioni sui corsi di formazione o percorsi di riqualificazione divenuti obbligatori da frequentare, per un periodo di sei mesi, per non perdere il diritto a ricevere il Reddito di cittadinanza (a metà febbraio ancora non c’è traccia di un testo), come previsto dal governo nell’ultima manovra, il ministero del lavoro comunica un primo bilancio.

Sono 198mila i percettori di Reddito di cittadinanza che nell’ambito del Programma Garanzia Occupazione Lavoro (Gol) sono stati instradati verso i percorsi di inserimento lavorativo e di aggiornamento o riqualificazione delle competenze e sono 47mila, invece, i fruitori del Rdc per cui è stata individuata e concordata un’attività formativa da svolgere.

Il ministero prevede che le iniziative formative (e le adesioni) cresceranno rapidamente nelle prossime settimane: “Oltre 161mila beneficiari, cioè l’81%, infatti, potranno iniziare l’attività formativa nelle prossime settimane perché sono stati aggiudicati, o sono in via di aggiudicazione, gli avvisi per l’attività di formazione che le Regioni hanno pubblicato a valere sulle risorse di Gol”.

Contemporaneamente “il Ministero provvederà ad estendere l’attività obbligatoria prevista per i percettori a tutti gli interventi di inclusione lavorativa e di rafforzamento dell’occupabilità stabiliti dalla legge e proseguirà il lavoro di un tavolo di monitoraggio e valutazione con le Regioni per raggiungere il target previsto dal Pnrr, dando la prevalenza ai beneficiari del reddito di cittadinanza nella presa in carico e nell’avvio a formazione o a percorsi di occupabilità”.

L’Anpal, inoltre, informa che sono 827mila le persone raggiunte fino al 31 gennaio 2023 dal programma Gol. L’Agenzia fa sapere che il 79,9% delle persone raggiunte dal programma è beneficiario di sussidio che pone una condizionalità (il 56,4% disoccupati che hanno fatto domanda di Naspi o DisColl, il 23,6% beneficiari di Reddito di Cittadinanza) mentre il 20,1% rientra in altre categorie di disoccupati non soggetti a condizionalità.

In particolare, oltre la metà dei beneficiari è inserita nel percorso 1, relativo al reinserimento lavorativo delle persone più vicine al mercato del lavoro. Quanto alle caratteristiche dei beneficiari, al momento dell’ingresso nel programma il 42,3% dei beneficiari risulta disoccupato da sei mesi e oltre e il 35,1% da dodici mesi e oltre. 

Fonti e materiale di approfondimento

Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sul Reddito di cittadinanza:

Entra nel gruppo WhatsApp e Telegram

Canale Telegram

Gruppo WhatsApp