Rdc, 3 tecniche per aumentarlo. Controlli a tappeto

Rdc, 3 tecniche per aumentarlo. Controlli a tappeto su false separazioni, cambi di residenza e patrimoni mobiliari.

6' di lettura

Fatta la legge trovato l’inganno, gli italiani, si sa, sono maestri nell’aggirare le leggi. La Guardia di Finanza ogni anno deve far fronte alla creatività di alcuni percettori di Rdc, che ne inventano di tutti i colori per trarre più vantaggi economici possibile (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sul Reddito di Cittadinanza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Ci sono alcuni comportamenti scorretti che consentono di aumentare l’importo percepito del Reddito di cittadinanza. Purtroppo però, spesso, mancano leggi chiare per individuare e punire i trasgressori, che per questo possono contestare le denunce delle autorità.

Queste pratiche scorrette non fanno che alimentare lo scontento e la diffidenza di chi non crede alla bontà della misura, non è un caso che nell’attuale campagna elettorale ci siano partiti politici che vogliono abolire il Reddito di cittadinanza.

In questo articolo passeremo in rassegna le 3 tecniche più usate per aumentare l’importo del Rdc e spiegheremo quali contromisure sono state adottate per contrastare le frodi al meglio possibile.

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Indice

Rdc, uscire dallo stato di famiglia senza cambiare residenza

Il primo metodo utilizzato dai furbetti del Rdc, forse il più spregiudicato, è quello di dividere il nucleo familiare.

Così facendo ci sarebbero più persone potenziali beneficiarie del Reddito di cittadinanza, che se concesso, andrebbe a raddoppiare (se non triplicare) l’importo percepito dalla famiglia.

A questo punto vi chiederete come sia possibile dividere una famiglia senza cambiare la residenza. Ebbene, lo si può fare dividendo l’immobile.

Suddividendo la casa in più unità immobiliari, con tutti i dovuti permessi comunali, sarà possibile creare abitazioni distinte.

A quel punto basterà dichiarare che non si abita più insieme. Uscendo dallo stato di famiglia si potrà quindi richiedere un nuovo ISEE e poi, eventualmente, ottenere un altro Rdc.

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Rdc, stato di famiglia e nucleo familiare: le contromisure

Le contromisure adottate contro questo sistema sono diverse.

La prima parte dal Comune che, ricevendo la domanda di separazione dell’immobile da parte di una famiglia economicamente svantaggiata (almeno in teoria), potrebbe (e dovrebbe) segnalare l’insolita attività alle autorità.

D’altronde sarebbe singolare che una famiglia percettore di Rdc abbia i soldi per poter dividere l’immobile e sostenere i costi della pratica burocratica.

C’è poi anche una contromisura legale, che però viene spesso utilizzata già in fase di contestazione. Si tratta della distinzione fra stato di famiglia e nucleo familiare.

Lo stato di famiglia coincide con la famiglia anagrafica e comprende quindi le persone, unite da legami affettivi o di parentela, che condividono la stessa abitazione.

Il nucleo familiare invece è composto anche dai familiari a carico, a prescindere dalla residenza.

Significa che magari, anche cambiando lo stato di famiglia, se non si dimostra la completa indipendenza dalla famiglia di origine, non è detto che venga concesso un nuovo Rdc.

Rdc, le false separazioni

Una delle prime truffe sul Reddito di cittadinanza, apparsa immediatamente dopo la sua introduzione, è stata quella delle false separazioni.

Una coppia percettrice di Reddito di cittadinanza decide di separarsi, per finta, magari affittando un monolocale a basso prezzo o spostandosi nella seconda casa.

A questo punto ci sono le verifiche della Polizia Municipale, che verificano l’effettiva separazione e il cambio di Residenza.

Uno dei due separati quindi può legittimamente fare nuova domanda di Rdc e magari ottenerlo.

A questo punto, dopo aver finito le pratiche burocratiche, i due separati tornano insieme a convivere, senza comunicarlo a nessuno.

Rdc, 3 tecniche per aumentarlo. Controlli a tappeto
Rdc, 3 tecniche per aumentarlo. Controlli a tappeto su false separazioni, cambi di residenza e patrimoni mobiliari. Immagine di una mano che sottrae soldi a un cittadino.

Cosa di rischia con le false separazioni

Abbiamo parlato altre volte dei rischi delle finte separazioni per aumentare il Rdc. In sintesi, i controlli vengono fatti specialmente in fase di richiesta del nuovo ISEE.

Quando viene inoltrata la nuova DSU il sistema di INPS si accorge che si tratta di una persona fino a poco tempo prima facente parte di un nucleo familiare già percettore di Rdc.

Partono quindi, spesso in automatico, le segnalazioni alle autorità, che procedono ai controlli per verificare possibili attività fraudolente.

Dichiarare il falso e tentare di frodare lo stato può costare caro ai furbetti: si parla di fino a 2 anni di reclusione per falso in atto pubblico e fino a 5 anni per truffa ai danni dello Stato. Ovviamente, l’accusa sarà parametrata alla gravità del fatto e alla quantità di denaro percepita indebitamente.

Rdc, non dichiarare tutto il patrimonio mobiliare

Per percepire il Reddito di cittadinanza è necessario dichiarare il patrimonio immobiliare (come abitazioni), il patrimonio mobiliare (conti e carte) e i redditi percepiti.

I malintenzionati spesso utilizzano servizi finanziari esteri che consentono l’apertura di carte con IBAN.

È molto difficile per il fisco individuare queste carte (specialmente se le banche di origine non sono europee), anche perché possono essere attivate in meno di mezz’ora (e disattivate altrettanto velocemente).

Una volta ottenuto un IBAN sarà possibile far transitare tutti i nuovi redditi su quella carta che, se non dichiarata, non inciderà sul patrimonio mobiliare.

Rdc e lavoro nero

Ovviamente, una tecnica del genere, è molto pericolosa per la ricaduta penale che può avere.

Inoltre, è anche di difficile attuazione, a meno che non si lavori a nero.

Infatti, le aziende dichiarano i soldi versati ai propri dipendenti e nelle transazioni c’è ovviamente segnato l’IBAN dei beneficiari.

Questo, chiaramente, non avviene per chi lavora a nero, che viene pagato in contanti o tramite bonifici/trasferimenti di denaro (anche istantanei e gratuiti) estero – estero (ossia fra due conti stranieri).

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