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Rdc e formazione, si comincia col Gol: ma quante incognite

Rdc e formazione per 47mila percettori. Ma mancano le linee guida del governo.

di Valerio Pisaniello

Febbraio 2023

Rdc e formazione. I dati del ministero del Lavoro: 198mila beneficiari instradati in percorsi di inserimento lavoratori o di aggiornamento delle competenze. Anpal: 827mila coinvolti nel programma Gol al 31 gennaio (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sul Reddito di Cittadinanza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

Rdc e formazione solo per un terzo dei beneficiari

Rdc e formazione. Su 161mila i beneficiari del sussidio da riqualificare con il programma Gol di politiche attive del lavoro, per 47mila è stata individuata l’attività formativa.

Mentre a livello centrale ancora si attende la predisposizione da parte del governo dei piani formativi, 198mila percettori del Reddito di cittadinanza considerati “occupabili” nell’ambito del Programma di politiche attive del lavoro Garanzia Occupabilità dei Lavoratori sono stati presi in carico dai centri per l’impiego.

Di questi 161mila devono essere avviati verso i percorsi di inserimento lavorativo, di aggiornamento o riqualificazione delle competenze (81,3%). Tra loro, per oltre 47mila è stata già individuata e concordata un’attività formativa da svolgere (29,2%).

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Rdc e formazione: 4,4 miliardi per le politiche attive del lavoro

Sono i numeri diffusi dal ministero del Lavoro, in attuazione della legge di Bilancio 2023 che sancisce l’obbligo per i beneficiari del Rdc “occupabili” di partecipare ad iniziative di aggiornamento o di riqualificazione formative per sei mesi, avendo ridotto la durata del sussidio a sette mesi (in vista della cancellazione a partire dal 2024).

Rdc e formazione: il monitoraggio Anpal 

L’ultimo monitoraggio Anpal che risale allo scorso 30 giugno contava in totale 660mila percettori del Rdc “occupabili”, e anche quelli che non rientrano in Gol vanno formati per poter essere occupabili.

Va ricordato, che per questa platea di beneficiari del Rdc l’obbligo di attivarsi in corsi di formazione era già previsto dalla Legge istitutiva del sussidio, la legge n.4 del 2019, ma finora è rimasto solo sulla carta.

I corsi non sono partiti e nessuna segnalazione è arrivata in questi anni all’Anpal che avrebbe dovuto avvisare l’Inps per togliere il sussidio agli inadempienti.

Se il ministero del Lavoro ancora non ha varato i piani formativi, a livello territoriale si sono mosse le regioni per rispettare i target individuati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che destina 4,4 miliardi alle politiche attive del lavoro (4,9 miliardi considerando anche i 500 milioni del programma React Eu).

Rdc e formazione: poco più del 23% aderisce al programma Gol

Rdc e formazione. Quanto al programma Gol, secondo l’ultimo report di Anpal al 31 gennaio scorso ha raggiunto 827 mila persone.

Hanno presentato una Dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro (Did) e alle misure di politica attiva, si sono recati presso i Centri per l’impiego, hanno ricevuto un assessment e un orientamento di base, sottoscrivendo il Patto di servizio personalizzato, con l’individuazione di uno tra i quattro percorsi previsti nel programma Gol a seconda dalla lontananza dal mercato del lavoro.

Tra questi, il 23,6% sono beneficiari di Rdc (tra loro il 3,7% percepisce anche Naspi o DisColl).

Rdc e formazione: nella foto una folla che cammina

Rdc e formazione: le mosse del governo 

Rdc e formazione. In attesa che venga varato un piano che stabilisca linee guida, criteri e indicazioni sui corsi di formazione o percorsi di riqualificazione divenuti obbligatori da frequentare, per un periodo di sei mesi, per non perdere il diritto a ricevere il Reddito di cittadinanza (a metà febbraio ancora non c’è traccia di un testo), come previsto dal governo nell’ultima manovra, il ministero del lavoro comunica un primo bilancio.

Sono 198mila i percettori di Reddito di cittadinanza che nell’ambito del Programma Garanzia Occupazione Lavoro (GOL) sono stati instradati verso i percorsi di inserimento lavorativo e di aggiornamento o riqualificazione delle competenze e sono 47mila, invece, i fruitori del Rdc per cui è stata individuata e concordata un’attività formativa da svolgere.

Il ministero prevede che le iniziative formative (e le adesioni) cresceranno rapidamente nelle prossime settimane: “Oltre 161mila beneficiari, cioè l’81%, infatti, potranno iniziare l’attività formativa nelle prossime settimane perché sono stati aggiudicati, o sono in via di aggiudicazione, gli avvisi per l’attività di formazione che le Regioni hanno pubblicato a valere sulle risorse di Gol”.

Contemporaneamente “il Ministero provvederà ad estendere l’attività obbligatoria prevista per i percettori a tutti gli interventi di inclusione lavorativa e di rafforzamento dell’occupabilità stabiliti dalla legge e proseguirà il lavoro di un tavolo di monitoraggio e valutazione con le Regioni per raggiungere il target previsto dal Pnrr, dando la prevalenza ai beneficiari del reddito di cittadinanza nella presa in carico e nell’avvio a formazione o a percorsi di occupabilità”.

L’Anpal, inoltre, informa che sono 827mila le persone raggiunte fino al 31 gennaio 2023 dal programma Gol. L’Agenzia fa sapere che il 79,9% delle persone raggiunte dal programma è beneficiario di sussidio che pone una condizionalità (il 56,4% disoccupati che hanno fatto domanda di Naspi o DisColl, il 23,6% beneficiari di Reddito di Cittadinanza) mentre il 20,1% rientra in altre categorie di disoccupati non soggetti a condizionalità.

In particolare, oltre la metà dei beneficiari è inserita nel percorso 1, relativo al reinserimento lavorativo delle persone più vicine al mercato del lavoro. Quanto alle caratteristiche dei beneficiari, al momento dell’ingresso nel programma il 42,3% dei beneficiari risulta disoccupato da sei mesi e oltre e il 35,1% da dodici mesi e oltre.

Insomma, anche i dati confermano che la netta maggioranza è formata da disoccupati di lungo corso.

Fonti e materiale di approfondimento

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