Rdc, pensioni e bonus impignorabili: sei davvero al sicuro?

Il pignoramento può aggredire anche il proprio conto corrente o lo stipendio e la pensione. Ma Rdc, pensioni e bonus impignorabili lo sono per davvero? Scopriamolo insieme.

6' di lettura

Quando non si pagano i propri debiti, si rischia il pignoramento anche del proprio conto corrente o del proprio stipendio. Rdc, pensioni e bonus impignorabili: ma lo sono davvero? Vediamolo in questo approfondimento (scopri le ultime notizie su mutui e prestiti. Leggi su Telegram tutte le news sulla finanza personale. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

INDICE:

Cos’è il pignoramento di somme di denaro?

Rdc, pensioni e bonus impignorabili. Il pignoramento di somme di denaro corrisponde al pignoramento presso terzi.

In questo modo il creditore può espropriare le somme di denaro che un terzo deve al proprio debitore.

L’espropriazione presso terzi può avere come oggetto:

  • crediti che il debitore vanta nei confronti di un terzo;
  • cose mobili di proprietà del debitore, ma in possesso di terzi;
  • anche gli stipendi fanno parte del pignoramento presso terzi.

Il pignoramento dello stipendio è una delle forme di pignoramento prevista dall’articolo 543 del Codice di procedura civile.

In alcuni casi, infatti, il pignoramento può riguardare direttamente le somme spettanti a titolo di stipendio o pensione.

Scopri la pagina dedicata alla gestione dei debiti e a metodi per evitare il pignoramento.

Non tutto l’importo della pensione, però, è pignorabile. Nel 2022 è previsto un limite impignorabile: potrete trovare tutti i dettagli in questo articolo.

Si tratta di una parte di pensione che non può essere assolutamente pignorata perché necessaria alla sopravvivenza del pensionato: si tratta del minimo vitale.

Il minimo vitale sulla pensione per il 2022 è pari a 690,42 euro.

Qual è il minimo vitale per gli stipendi, invece?

Non esiste, il minimo vitale per le retribuzioni non è previsto, ma sono previsti altri tipi di garanzie per garantire la sopravvivenza del pignorato. In questo articolo troverai limiti e importi.

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Quali sono i beni impignorabili?

Rdc, pensioni e bonus impignorabili. Il pignoramento può essere evitato quando riguarda determinati beni che, secondo il nostro ordinamento, sono impignorabili.

Ecco un elenco dettagliato:

  • gli oggetti sacri e di culto;
  • la fede nuziale;
  • la biancheria, armadi, tavoli, sedie, frigo e tutti gli elettrodomestici necessari;
  • oggetti commestibili;
  • armi;
  • le decorazioni al valore, lettere, registri e scritti di famiglia;
  • gli animali da compagnia.

Non possono essere pignorati gli oggetti strumentali al lavoro o al mestiere compiuto dal debitore e che servono alla sua sussistenza.

Quest’ultima regola può essere ovviata solo se il valore di realizzo degli altri beni, non sia sufficiente a soddisfare il creditore.

Rdc, pensioni e bonus impignorabili: siamo certi di questo?

Rdc, pensioni e bonus impignorabili. La pensione di invalidità e l’indennità di accompagnamento non possono mai essere pignorate, perché hanno natura assistenziale.

La pignorabilità è esclusa direttamente dal codice di procedura civile per tutte le somme assistenziali che garantiscono la sussistenza del debitore. Gli altri tipi di pensione possono essere pignorate, ma come abbiamo precisato prima, con il limite da rispettare del minimo vitale.

Una volta sottratta dalla pensione, la somma del minimo vitale, che in questo 2022 è di 690,42, si dovrà calcolare l’1/5 della parte restante e questa sarà la somma pignorabile.

Il reddito di cittadinanza è pignorabile solo in un caso. La legge dice espressamente che non è possibile pignorare sussidi di grazia, di sostentamento ai poveri, di malattia, di maternità e assistenziali.

Il problema giurisprudenziale è che il Reddito di Cittadinanza, da decreto, dovrebbe avere sia carattere di contrasto alla povertà, che di strumento per la ricerca attiva di lavoro.

Insomma, sarebbe pignorabile in quanto strumento non prettamente assistenziale, ma utile al reinserimento lavorativo, ma sarebbe impignorabile in quanto strumento per «il contrasto alla povertà».

La Pensione di Cittadinanza invece, essendo uno strumento di sopravvivenza e assistenziale dedicata agli anziani, non è pignorabile.

Secondo la sentenza di un Tribunale di Trani, il Reddito di Cittadinanza è pignorabile per crediti alimentari (ovvero per permettere il pagamento del mantenimento dei minori).

I soldi vengono sottratti e reindirizzati direttamente alla fonte, dall’Inps.

Da sottolineare che la sentenza determina un pignoramento per un credito di natura alimentare. Per gli altri tipi di crediti non ci sono indicazioni.

Bonus impignorabili, quando?

Rdc, pensioni e bonus impignorabili. Le somme impignorabili sono:

  • Polizze Vita
  • Crediti Alimentari (mantenimento);
  • Sussidi di sostentamento per i poveri (pensione sociale, assegno sociale);
  • Sussidio di maternità (vari bonus di maternità e assegni unici);
  • Sussidi per malattie;
  • Il Bonus 200 euro è impignorabile;
  • Il Superbonus 110% si può pignorare;
  • Il Bonus Renzi rileva ai fini dello stipendio e quindi può essere pignorato;
  • Il Bonus Irpef è impignorabile;
  • Non sono pignorabili gli accantonamenti del Tfr;
  • Sarà tuttavia possibile pignorare il Trattamento di fine rapporto solo nel momento in cui sarà erogato materialmente al dipendente;
  • sono impignorabili anche i rimborsi spese.
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Rdc, pensioni e bonus impignorabili: sei davvero al sicuro?

Come cancellare il pignoramento

Rdc, pensioni e bonus impignorabili. Il pignoramento può essere cancellato del tutto solo quando avviene il pagamento completo del debito insoluto. In questo caso si cancellerà il provvedimento esecutivo dai pubblici registri.

L’atto esecutivo del pignoramento deve contenere l’invito rivolto al debitore di poter sostituire i beni pignorati con una somma di denaro e soddisfare così il creditore.

Fino al momento in cui un atto di precetto non permetterà di vendere all’asta i beni mobili o immobili del debitore e soddisfare così materialmente i crediti non soluti.

Se i beni pignorati dovessero risultare insufficienti a soddisfare i creditori, gli ufficiali giudiziari inviteranno i debitori a indicare altri beni del proprio patrimonio che siano pignorabili.

L’articolo 496 del codice di procedura civile tratta di riduzione del pignoramento. Questo può avvenire nel caso in cui il debitore riesca a dimostrare che il bene pignorato ha un valore superiore al debito insoluto.

In questo modo l’espropriazione di quel bene potrà essere esclusa e non si recherà nocumento al debitore in alcun modo.

L’obbiettivo di questo del nostro ordinamento è tutelare il creditore, ma non creando un danno ingiusto al debitore.

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