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Rdc, nuovo decreto per vecchie sanzioni? Meloni ci pensa

In programma il decreto per ripristinare le sanzioni del Rdc. Scopri quando arriverà e perché è necessario.

di Chiara Del Monaco

Marzo 2023

Dopo lo scivolone dell’esecutivo, che con la legge di bilancio 2023 ha abolito le sanzioni previste dalla legge sul Reddito di cittadinanza per chi non rispetta le regole, sarebbe in programma un decreto per ripristinare le sanzioni del Rdc. In questo approfondimento vediamo tutti i dettagli del caso (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sul Reddito di Cittadinanza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Il Reddito di cittadinanza è stato modificato in maniera significativa per il 2023, mentre dal 1° gennaio 2024 sarà eliminato del tutto.

Eppure, proprio questa parte della legge di bilancio 2023 che stabilisce l’abolizione del Reddito di cittadinanza ha mostrato una falla non indifferente: eliminando alcuni articoli specifici del dl 4/2019 (legge sul Rdc), il Governo Meloni ha cancellato anche le norme che puniscono i cittadini irregolari, cioè chi percepisce il Reddito di cittadinanza indebitamente.

Per sistemare questo errore clamoroso, quindi, l’esecutivo starebbe pensando a qualche soluzione, tra cui ci sarebbe un possibile decreto apposito.

Indice

Decreto per ripristinare le sanzioni del Rdc: le ipotesi

Come anticipato in apertura del nostro approfondimento, con la pubblicazione della legge di bilancio 2023 e in particolare le modifiche effettuate al Reddito di cittadinanza, l’esecutivo non si è reso conto di una lacuna normativa importante: nell’apportare dei cambiamenti al decreto legge 4/2019 che disciplina il Rdc e nel dichiarare l’abrogazione della misura dal 1° gennaio 2024, sono stati cancellati anche gli articoli che puniscono i cosiddetti furbetti del Reddito di cittadinanza.

Visto che queste modifiche potrebbero avere delle conseguenze serie su chi non rispetta gli obblighi e resta impunito, il Governo sta pensando ad alcune ipotesi per “riparare” l’errore commesso in legge di bilancio.

Tra le soluzioni, ci sarebbe la pubblicazione di un decreto per ripristinare le sanzioni del Rdc. Anche se sarebbe la soluzione più immediata, non è detto che questa possa essere messa in pratica, dal momento che solo di recente il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha richiesto espressamente di non abusare della decretazione d’urgenza.

Per questo motivo, un’altra soluzione potrebbe essere sdoppiare il decreto Lavoro e prevederne uno ad hoc per il Reddito di cittadinanza.

In attesa di avere maggiori informazioni in merito, nel prossimo paragrafo facciamo un riepilogo di quello che è successo con le sanzioni per i furbetti del Reddito di cittadinanza.

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Nel video di seguito, spieghiamo dove e come cercare informazioni su Rdc e Assegno Unico.

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Decreto per ripristinare le sanzioni del Rdc: il grave errore dell’esecutivo

Mentre attendiamo aggiornamenti sul decreto per ripristinare le sanzioni del Rdc, potrebbe essere utile ricordare che cosa sta succedendo con il Reddito di cittadinanza e perché serve un decreto apposito per le sanzioni.

Dunque, come saprai, una delle prime intenzioni del Governo Meloni era di modificare drasticamente e poi abolire il Reddito di cittadinanza, una misura che non ha mai suscitato simpatia né alla sua coalizione né alle altre colazioni di centro-destra.

Per questo motivo, con la legge di bilancio 2023, l’esecutivo ha stabilito che dal 1° gennaio 2024 il Reddito di cittadinanza sarà definitivamente abolito, mentre per il 2023 sarà erogato per 12 mesi ai cittadini “fragili” e per 7 mesi ai cosiddetti “occupabili”.

Tuttavia, intervenendo nel decreto legge che ha introdotto il Rdc nel 2019, sono state cancellate le norme che punivano i cittadini “furbetti”, ossia coloro che percepiscono il Rdc senza averne diritto. In particolare, sono stati eliminati gli articoli da 1 a 13 del suddetto decreto legge, tra cui ce n’è uno fondamentale: l’articolo n.7.

Nello specifico, proprio i commi 1 e 2 di questo articolo definiscono il reato di appropriazione indebita del Reddito di cittadinanza: il comma 1 stabilisce che chi “rende o utilizza dichiarazioni o documenti falsi o attestanti cose non vere, ovvero omette informazioni dovute, è punito con la reclusione da due a sei anni“, mentre il comma 2 prevede che “L’omessa comunicazione delle variazioni del reddito o del patrimonio, anche se provenienti da attività irregolari […] è punita con la reclusione da uno a tre anni“.

Quindi, per i furbetti che dichiarano il falso allo scopo di percepire il sussidio è prevista la reclusione in carcere da 2 a 6 anni, mentre per quelli che non dichiarano delle variazioni di reddito perché rischierebbero la decadenza del Rdc è previsto il carcere da uno a tre anni.

E allora cosa succede a chi commette uno di questi reati o non rispetta altri obblighi? Ne parliamo nel prossimo paragrafo.

Decreto per ripristinare le sanzioni del Rdc: in foto, il martelletto di un giudice.

Decreto per ripristinare le sanzioni del Rdc: le conseguenze

Ad aumentare la tensione nei confronti dell’errore del Governo c’è stata l’interpellanza del Partito Democratico nei confronti del Ministro della Giustizia Nordio, in cui vengono sottolineate anche le conseguenze di questa situazione.

In particolare, il Partito democratico ritiene che ci sono gli estremi per l’abolitio criminis regolata dall’articolo 2 del Codice penale, dove si legge:

Nessuno può essere punito per un fatto che, secondo la legge del tempo in cui fu commesso, non costituiva reato. Nessuno può essere punito per un fatto che, secondo una legge posteriore, non costituisce reato; e, se vi e’ stata condanna, ne cessano l’esecuzione e gli effetti penali.

Ciò significa che se il Governo non interviene al più presto con un Decreto o con altre soluzioni, si potrebbero avere due effetti principali:

In poche parole, per eliminare il Reddito di cittadinanza a causa dei furbetti, il Governo li ha inconsapevolmente favoriti, attraverso un vero e proprio “colpo di spugna”.

Di conseguenza, possiamo solo sperare che presto venga pubblicato un decreto per ripristinare le sanzioni del Rdc, ma anche per fornire delle istruzioni sulle questioni lasciate in sospeso del Reddito di cittadinanza nel 2023, come per esempio i corsi di formazione e la quota aggiuntiva dell’affitto.

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