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Recuperare i contributi versati all’INPS: è possibile?

Si possono recuperare i contributi versati all'INPS? Ecco quando è consentito e come fare.

di Carmine Roca

Gennaio 2023

Si possono recuperare i contributi versati all’INPS? Vediamo insieme se è davvero possibile (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

Si possono recuperare i contributi versati all’INPS?

Si possono recuperare i contributi versati all’INPS se non si raggiunge il requisito minimo contributivo per la pensione?

Purtroppo l’INPS non restituisce indietro i soldi versati dal lavoratore o dalla lavoratrice se questi non riescono a raggiungere l’anzianità contributiva minima per l’accesso alla pensione.

Esistono però dei casi in cui si possono recuperare i contributi versati all’INPS.

Questo avviene:

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Ma ciò non significa che l’INPS restituirà indietro i soldi versati dal lavoratore o dalla lavoratrice. Anziché rimanere inutilizzati, i contributi possono essere comunque sfruttati, attraverso delle possibilità concesse dall’istituto.

Parliamo del cumulo, della ricongiunzione o della totalizzazione dei contributi versati in differenti gestioni: soluzioni che consentono di recuperare i contributi versati all’INPS.

Ricapitolando: l’INPS non restituisce indietro i contributi che non permettono al lavoratore o alla lavoratrice di arrivare alla pensione (come confermato dalla sentenza numero 3613 del 2002), ma è comunque possibile recuperare i contributi versati e sfruttarli per accedere alla pensione.

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Si possono recuperare i contributi versati all’INPS? Cumulo, ricongiunzione e totalizzazione

Abbiamo visto che l’INPS non restituisce indietro i soldi versati da un lavoratore che non riesce ad accedere alla pensione, perché non in regola con i requisiti contributivi previsti.

Ma anche che si possono recuperare i contributi versati all’INPS. Può accadere, come visto in precedenza, che per un errore nel versamento o per un conteggio sbagliato, viene calcolata una somma superiore a quella dovuta.

In questo caso, l’INPS non annulla i contributi versati erroneamente, ma neppure li restituisce.

Ecco che, attraverso alcuni strumenti, come il cumulo, la totalizzazione e la ricongiunzione dei contributi previdenziali, se questi sono versati in diverse gestioni, è possibile recuperare i contributi versati all’INPS.

Come funzionano? Con il cumulo ogni ente provvede autonomamente alla liquidazione della propria quota di pensione da versare al pensionato. Il cumulo conviene quando non si sono avute progressioni di carriera o nel caso in cui, a fine carriera, si è percepito una retribuzione inferiore rispetto agli anni precedenti.

Invece, con la ricongiunzione, è possibile avere una pensione più alta se negli ultimi anni la retribuzione è aumentata. In questo caso tutti i contributi verranno spostati in un’unica gestione e formeranno una sola pensione.

Attenzione, però, perché il limite della ricongiunzione sta nel fatto che la gestione separata INPS non è compatibile con questo metodo. Quindi, per far valere i contributi della gestione separata sarà necessario optare per il cumulo pensionistico, anche se la ricongiunzione sarebbe stata più conveniente.

La totalizzazione, infine, consente di sommare gratuitamente la contribuzione accreditata su diverse gestioni di previdenza obbligatoria.

Si possono recuperare i contributi versati all'INPS
Si possono recuperare i contributi versati all’INPS? Nella foto una donna pensierosa e dei punti interrogativi.

Si possono recuperare i contributi versati all’INPS? Riscatto e versamenti volontari

Oltre al cumulo, alla ricongiunzione e alla totalizzazione dei contributi recuperati dall’INPS, ci sono altri due metodi per far valere i contributi versati non utili per il raggiungimento della pensione.

Il nostro ordinamento consente di aumentare i contributi attivi versando autonomamente anni di contributi o riscattandone qualcuno.

Il versamento volontario ha un costo abbastanza alto, come è possibile vedere in questo nostro approfondimento sul tema, ed è consentito soltanto se autorizzati dall’INPS dopo 5 anni di contributi versati, di cui almeno 3 anni versati nei 5 anni precedenti alla presentazione della domanda.

Con il riscatto, invece, è possibile recuperare, pagando, periodi scoperti da contribuzione o non lavorati, come:

Nel caso in cui il datore di lavoro non ha versato contributi che si intende riscattare, è possibile attivare la costituzione di una rendita vitalizia.

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