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Reddito alimentare 2023, tutti i Comuni esclusi

Scopri cos'è il Reddito alimentare, chi ne avrà diritto e quali sono i comuni esclusi dal Reddito alimentare 2023.

Immacolata Duni è un'avvocato e copywriter, specializzata in welfare.
Conoscila meglio

5' di lettura

Comuni esclusi dal Reddito alimentare 2023 – In questo approfondimento spiegheremo cos’è il Reddito alimentare, chi ne avrà diritto e quali sono i comuni esclusi da questa agevolazione per famiglie in difficoltà economica (scopri le ultime notizie sul bonus 150 euro e poi leggi su Telegram tutte le news sui pagamenti dell’Inps. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp e nel gruppo Facebook. Seguici anche su su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Comuni esclusi dal Reddito alimentare 2023: quali sono i comuni dove si otterrà l’agevolazione

Il Decreto attuativo del 26 maggio afferma che il reddito alimentare sarà attivo solo nei “Comuni capoluogo delle città metropolitane da identificarsi a seguito di accordo in Conferenza unificata ai sensi dell’articolo 9, comma 2, lett. c) del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.281, su proposta del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, tenendo conto anche della concentrazione dei tassi di povertà che insistono sui territori, di un’equa distribuzione sul territorio nazionale e delle risorse disponibili“.

La misura, quindi, sarà attiva nelle città metropolitane, capoluogo, che hanno un elevato tasso di povertà.

Attualmente quelle in cui si sperimenterà la misura di lotta alla povertà sono:

  • Bari
  • Bologna
  • Cagliari
  • Catania
  • Firenze
  • Genova
  • Messina
  • Milano
  • Napoli
  • Palermo
  • Reggio Calabria
  • Roma Capitale
  • Torino
  • Venezia

Questo cosa significa? Che, al momento, tutti gli altri comuni sono esclusi.

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Comuni esclusi dal Reddito alimentare 2023: in cosa consiste questo beneficio

Come spiega sempre il Decreto Attuativo, questo aiuto consiste “nella distribuzione gratuita, anche tramite gli enti del Terzo Settore presenti sui territori, di pacchi alimentari realizzati con l’invenduto della distribuzione alimentare, donati dagli esercizi commerciali che aderiscono volontariamente alla sperimentazione”.

Comuni, quindi, raccoglieranno i prodotti di prima necessità dai supermercati, prepareranno i pacchi e li distribuiranno alle famiglie in situazione di estrema povertà.

Questa misura durerà tre anni (salvo proroghe) e sarà attiva, al momento, solo nei Comuni capoluogo delle città metropolitane.

Facendo alcune ipotesi, probabilmentei Comuni riusciranno ad organizzarsi non prima di settembre/ottobre.

Le date di partenza potrebbero essere diversa a seconda del Comune di appartenenza. Comunque vi terremo aggiornati.

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Reddito alimentare 2023
Reddito alimentare 2023. In foto un ragazzo che sistema dei pacchi di cibo.

Comuni esclusi dal Reddito alimentare 2023: requisiti

requisiti per ottenere il reddito alimentare 2023 sono stabiliti dagli stessi Comuni, i quali selezioneranno le famiglie bisognose in base agli “elenchi detenuti dalle Organizzazioni partner Territoriali (OpT) della distribuzione del programma FEAD, nonché altri soggetti segnalati dai servizi sociali territoriali competenti e/o da altre organizzazioni del Terzo Settore operanti sul territorio” (art. 4).

Il decreto attuativo è entrato in vigore il 9 giugno. Il nostro consiglio è tenere d’occhio i siti ufficiali dei municipi o recarsi di persona in sede.

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Comuni esclusi dal Reddito alimentare 2023: Reddito alimentare compatibile con la Carta acquisti

Il Reddito alimentare 2023 è compatibile con la Carta acquisti.

I requisiti da rispettare per ottenere la Carta acquisti anche quest’anno, sono riportati nel sito del MEF e sono i seguenti:

  • avere non meno di 65 anni di età o dei figli di età inferiore a 3 anni;
  • essere in possesso della cittadinanza italiana; ovvero della cittadinanza di uno Stato appartenente all’Unione Europea;
  • essere iscritti all’Anagrafe comunale;
  • avere trattamenti pensionistici o assistenziali che, cumulati ai relativi redditi propri, sono di importo inferiore a 7.640,18 € all’anno o di importo inferiore a 10.186,91€ all’anno, se di età pari o superiore a 70 anni;
  • avere un ISEE non superiore ai 7.640,18 €;
  • non essere, da solo o insieme al coniuge intestatario/i di più di una utenza elettrica domestica; intestatario/i di più di una utenza del gas; proprietario/i di più di un autoveicolo;
  • non essere proprietari di un numero maggiore ad un immobile ad uso abitativo;
  • non essere titolare di un patrimonio mobiliare superiore a 15.000 euro;
  • non fruire di vitto assicurato dallo Stato o da altre pubbliche amministrazioni.

La carta, emessa da Poste Italiane e finanziata dall’INPS, è gratuita e permette di effettuare acquisti presso negozi convenzionati per spese alimentari, sanitarie e per pagare le bollette.

Disponibile a un importo di 40 euro al mese, rinnovabile ogni due mesi per un totale di 80 euro. Per richiederla è necessario compilare i moduli in pdf scaricabili, presentare la dichiarazione ISEE e dimostrare di soddisfare i requisiti di reddito specificati dal MEF e che vedremo.

Scarica i moduli e i passaggi per compilarli.

Durante l’anno sono previsti sei pagamenti distribuiti nei mesi di gennaio, marzo, maggio, luglio, settembre e novembre.

Funziona come una normale carta di pagamento elettronica e può essere utilizzata solo presso supermercati, negozi alimentari, farmacie e parafarmacie convenzionati con il circuito Mastercard o presso gli uffici postali per pagare le bollette.

ATTENZIONE: la carta è nominativa e può essere utilizzata solo dal titolare, non può essere ceduta.

Per effettuare pagamenti tramite terminali POS negli uffici postali o ATM Postamat è necessario digitare il codice PIN personale, mentre per acquisti presso esercizi commerciali abilitati bisogna firmare una ricevuta. Se il titolare dell’attività dovesse richiederlo, bisognerà mostrare anche un documento d’identità.

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