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Reddito alimentare, parte la sperimentazione

Al via il reddito alimentare, la misura prevista dal governo per aiutare le persone che vivono in una situazione di grave povertà. Si inizia in via sperimentale da quattro città. Vediamo come funziona e chi potrebbe avere diritto a questo sostegno.

di The Wam

Gennaio 2024

Per il reddito alimentare, dedicato alle persone in condizione di grave povertà, è finalmente partita la sperimentazione. Si comincia da quattro grandi città. Tra qualche giorno sarà pubblicato l’avviso pubblico per la presentazione dei progetti. Vediamo di cosa si tratta. (scopri le ultime notizie su bonus, Rdc e assegno unico, su Invalidità e Legge 104, sui mutui, sul fisco, sulle offerte di lavoro e i concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Reddito alimentare: si inizia da queste città

Il Reddito alimentare è una significativa misura nella lotta alla povertà in Italia. Questa iniziativa, introdotta nell’ambito della manovra finanziaria del 2023, prende vita con una sperimentazione triennale che coinvolge al momento quattro grandi città italiane: Genova, Firenze, Napoli e Palermo.

La scelta delle città e il loro ruolo

La selezione di queste città non è casuale. Ognuna rappresenta, infatti, un contesto urbano con specifiche criticità socio-economiche, offrendo un terreno fertile per testare l’efficacia del Reddito alimentare. Si parte con la pubblicazione di un avviso pubblico di partecipazione, rivolto ai Comuni capoluogo delle città metropolitane. Questo avviso, come spiegato dalla viceministra per il Lavoro e le Politiche Sociali, Maria Teresa Bellucci, segna ufficialmente l’inizio di un processo che vedrà i comuni presentare progetti mirati a implementare il Reddito alimentare.

In questo post tutti i Comuni dove la sperimentazione dovrebbe presto essere estesa.

I passaggi chiave:

  1. Controllo della Corte dei Conti: un passaggio essenziale per garantire la correttezza e la trasparenza del processo.
  2. Pubblicazione dell’avviso pubblico: l’avviso darà il via alla presentazione dei progetti da parte dei comuni.
  3. Coinvolgimento dei Comuni capoluogo: i comuni delle città metropolitane saranno i protagonisti nella realizzazione dei progetti.

L’impegno delle risorse

Il governo ha stanziato un impegno di risorse significativo per il triennio 2023-2025. Il decreto direttoriale prot. n. 41/468 stabilisce le basi per un’azione coordinata e ben finanziata, che dovrebbe portare miglioramenti nella vita delle persone più vulnerabili.

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Cos’è il reddito alimentare

Il reddito alimentare dovrà dunque fornire supporto alimentare a chi ne ha più bisogno, attraverso un sistema ben organizzato e accessibile.

L’obiettivo del reddito alimentare

L’obiettivo di questa misura è duplice:

  1. Fornire assistenza immediata: offrire un sostegno concreto alle persone che vivono in situazioni di povertà estrema, attraverso la distribuzione di beni alimentari essenziali.
  2. Combattere lo spreco alimentare: utilizzando prodotti alimentari invenduti, il programma aiuta anche a ridurre lo spreco, un problema significativo nel settore della distribuzione alimentare.

Modalità di distribuzione

Il reddito alimentare viene distribuito in modo gratuito e organizzato. I beneficiari sono individuati dagli elenchi forniti dalle Organizzazioni partner Territoriali che fanno parte del programma FEAD. Queste organizzazioni, insieme ai servizi sociali territoriali, identificano le persone che hanno diritto a ricevere l’aiuto. Il supporto arriva sotto forma di pacchi alimentari, composti da prodotti invenduti, che possono essere, ad esempio, con confezioni leggermente danneggiate o vicini alla data di scadenza.

Il contributo dei negozi

Un aspetto fondamentale del programma è il coinvolgimento degli esercizi commerciali. I negozi di distribuzione alimentare e i supermercati giocano un ruolo importante donando i prodotti invenduti.

Distinzione con altre misure

È importante non confondere il reddito alimentare con altre iniziative simili, come la “carta risparmio spesa”. Entrambe le misure puntano a sostenere le persone in difficoltà, ma differiscono nei metodi di assistenza e nel target di beneficiari.

Reddito alimentare: una importante misura di solidarietà

Il governo ha stanziato 1,5 milioni di euro per il 2023, con impegno di 2 milioni annui a partire dal 2024. Questi fondi sono destinati a sostenere le fasi iniziali della sperimentazione e a garantire che il programma raggiunga il suo obiettivo: fornire aiuto concreto alle persone più vulnerabili.

L’obiettivo del programma

Il Reddito alimentare mira a colmare un gap importante nel supporto alle persone in grave difficoltà. Questo programma rappresenta un esempio eccellente di come le politiche pubbliche possano essere orientate alla solidarietà e al sostegno reciproco nella società.

I due pilastri del reddito alimentare

Il ruolo degli enti del Terzo Settore

È importante il coinvolgimento degli enti del Terzo settore. Queste organizzazioni, che spesso hanno già un forte legame con le comunità locali, avranno ruolo fondamentale nella distribuzione degli aiuti alimentari. La loro esperienza e la loro rete di contatti permettono di identificare efficacemente i beneficiari e di distribuire gli aiuti in modo efficiente.

Nel Programma nazionale di inclusione 830 Milioni

Il reddito alimentare si inserisce in un contesto più ampio, quello del Programma Nazionale Inclusione. Questo programma, nell’ambito del nuovo ciclo di programmazione europea 2021-27, ha destinato una somma considerevole, 830 milioni di euro, per combattere la deprivazione materiale. Questi fondi sono vitali per adottare interventi efficaci a favore di persone e famiglie che vivono in condizioni di povertà assoluta.

Ruolo del Programma nazionale inclusione

  1. Sostegno alle persone in difficoltà: il programma fornisce un aiuto concreto a chi vive in povertà, offrendo non solo assistenza alimentare ma anche supporto per migliorare la qualità della vita.
  2. Contrasto alla povertà e deprivazione materiale: gli interventi mirano a ridurre significativamente la povertà e la deprivazione materiale in Italia.

Per andare oltre l’assistenzialismo

La strategia del governo va oltre la distribuzione di beni alimentari, mirando a un cambiamento più profondo e sostenibile nella società. Le misure di accompagnamento sociale e la capacità di rafforzare le organizzazioni del Terzo Settore sono elementi chiave.

Strategie per un cambiamento sostenibile

Una nuova visione di solidarietà

Questo approccio rappresenta una nuova visione di solidarietà e inclusione sociale. Non solo fornisce aiuti immediati, ma lavora anche per creare condizioni che permettano alle persone di migliorare la propria vita e di uscire dalla condizione di povertà.

Reddito alimentare, parte la sperimentazione
Nell’immagine la distribuzione di pacchi con il reddito alimentare.

FAQ (domande e risposte)

Cosa è il reddito alimentare e a chi è destinato?

Il reddito alimentare è un’iniziativa per aiutare le persone in condizione di grave povertà. Consiste nella distribuzione gratuita di prodotti alimentari invenduti dai negozi di distribuzione alimentare. È rivolto a cittadini e cittadine che si trovano in condizioni di povertà assoluta, identificati dalle Organizzazioni partner Territoriali del programma FEAD e segnalati dai servizi sociali territoriali o da altre organizzazioni del terzo settore.

Quali città hanno iniziato la sperimentazione del reddito alimentare?

La sperimentazione del reddito alimentare è partita in quattro grandi città italiane: Genova, Firenze, Napoli e Palermo. Queste città sono state scelte per avviare il progetto, che rappresenta un importante passo nel contrasto alla povertà alimentare in ambito urbano.

Come verranno distribuiti i prodotti del reddito alimentare?

I prodotti del reddito alimentare verranno distribuiti gratuitamente ai beneficiari identificati. I pacchi alimentari, contenenti prodotti invenduti dai supermercati e negozi di distribuzione alimentare, saranno assegnati alle persone in condizioni di povertà assoluta segnalate dalle Organizzazioni partner Territoriali e dai servizi sociali. Questo processo aiuta anche a ridurre lo spreco di cibo.

Qual è il contributo del governo Meloni al reddito alimentare?

Il governo Meloni ha finanziato il Fondo per la sperimentazione del reddito alimentare con 1,5 milioni di euro per il 2023, e successivamente con 2 milioni annui a decorrere dal 2024. Questo finanziamento dimostra l’impegno del governo nel sostenere questa misura sperimentale di solidarietà e nel combattere la povertà e lo spreco alimentare.

Come si inserisce il reddito alimentare nel Programma nazionale Inclusione?

Il reddito alimentare fa parte del più ampio Programma nazionale Inclusione e lotta alla povertà. Questo programma, che ha ricevuto un finanziamento complessivo di 830 milioni di euro per il periodo 2021-27, mira a contrastare la deprivazione materiale e a sostenere persone e famiglie in condizioni di povertà assoluta e grave deprivazione materiale.

Quali sono le misure di accompagnamento sociale del governo?

Oltre alla distribuzione di aiuti alimentari, il governo ha implementato misure di accompagnamento sociale e ha potenziato la capacità delle organizzazioni del Terzo Settore. Queste iniziative non si limitano al contrasto attivo alla povertà alimentare, ma includono anche programmi di supporto per migliorare le condizioni di vita delle persone più indigenti e fragili, promuovendo una visione che va oltre l’assistenzialismo tradizionale.

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