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Reddito alimentare, novità e tempi raccontati dagli ideatori

Edoardo Manucci, segretario del comitato del Reddito Alimentare, ci spiega tutto sull'iniziativa. Scopi le ultime news.

di Andrea Fantucchio

Aprile 2023

In un Paese dove oltre 5 milioni di famiglie vivono sotto la soglia di povertà assoluta (fonte OCSE, 2021) e dove si sprecano oltre 200.000 tonnellate di generi alimentari ogni anno, il Reddito Alimentare è una soluzione innovativa ed efficace che affronta questi due problemi contemporaneamente.

In questo articolo, esploreremo cos’è il Reddito Alimentare, gli step per vederlo attuato, il suo funzionamento, i dettagli interessanti come il superamento delle barriere psicologiche e la descrizione del comitato che ha ideato questa iniziativa.

Lo faremo grazie al supporto di Edoardo Manucci, segretario del Comitato per il Reddito Alimentare, ente civico presieduto da Leonardo Cecchi che ha raccolto oltre 70mila adesioni intorno al progetto sulla piattaforma Change.org. L’iniziativa è poi diventata un emendamento alla Legge di Bilancio 2023, presentato dal deputato del Partito Democratico, Marco Furfaro.

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Reddito Alimentare: Edoardo Manucci ci spiega tutti i dettagli

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Cos’è il Reddito Alimentare

Il Reddito Alimentare è un provvedimento incluso nella legge di bilancio 2023 che mira a contrastare la povertà assoluta e la lotta allo spreco alimentare in Italia.

L’idea alla base di questa iniziativa è quella di fornire un sostegno economico alle famiglie in difficoltà sotto forma di pacchi alimentari, riducendo allo stesso tempo lo spreco di cibo.

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Edoardo Manucci, segretario del Comitato per il Reddito Alimentare.

Come funziona il Reddito Alimentare?

Il Reddito Alimentare funziona attraverso un’applicazione mobile sviluppata dallo Stato. I beneficiari, una volta registrati e verificati i requisiti, riceveranno un codice univoco che consentirà loro di vedere la quantità di pacchi alimentari che possono ritirare e il luogo in cui farlo.

L’applicazione giocherà un ruolo fondamentale nel facilitare l’accesso al reddito alimentare e nel monitorare il suo impatto.

Manucci, in proposito, spiega: “Abbiamo pensato alla possibilità di delegare una persona per accedere all’applicazione tramite il suo smartphone, per far sì che possa comunicare al beneficiario il luogo e la quantità di pacchi che può ritirare a settimana in base alle proprie esigenze”.

Il progetto prevede di personalizzare i pacchi alimentari in base al numero delle persone che compongono un nucleo familiare e alle eventuali allergie o abitudini alimentare. Questo approccio mira a garantire che il cibo distribuito sia adeguato alle esigenze specifiche di ogni famiglia.

Nelle prossime settimane bisognerà individuare le società che svilupperà la piattaforma e gli enti del terzo settore che coopereranno per rendere possibile l’attuazione del Reddito Alimentare. Fra le aziende in ballo, c’è anche Poste Italiane.

In quali città sarà sperimentato il Reddito Alimentare?

Il Reddito Alimentare sarà sperimentato nelle città metropolitane. In questa categoria, considerando la definizione della Legge 7 Aprile 2014 n.56 (Legge Delrio) e delle città istituite con legge delle Regioni a statuto speciale, rientrano:

  1. Bari
  2. Bologna
  3. Cagliari
  4. Catania
  5. Firenze
  6. Genova
  7. Messina
  8. Milano
  9. Napoli
  10. Palermo
  11. Reggio Calabria
  12. Roma Capitale
  13. Sassari
  14. Torino
  15. Venezia

Il numero delle città, oggetto di sperimentazione, sarà ufficializzato con l’approvazione dei decreti attuativi.

Gli step per vedere attuato il Reddito Alimentare

  1. L’approvazione del provvedimento: Il primo passo per l’attuazione del Reddito Alimentare è stato l’inserimento del provvedimento nella legge di bilancio 2023. Un risultato possibile grazie al lavoro Comitato del Reddito Alimentare e al sostegno di molti cittadini, che hanno firmato una petizione su change.org e votato la proposta sulla piattaforma delle “Agorà democratiche” del Partito Democratico.
  2. La stesura dei decreti attuativi: Dopo l’inserimento del Reddito Alimentare in legge di bilancio, si aspettavano i decreti attuativi entro 60 giorni. Tuttavia, questo processo è stato rallentato poiché è necessario coinvolgere molti attori e discutere i dettagli del funzionamento del Reddito Alimentare. Al momento (14 aprile, quando questo articolo viene pubblicato), il progetto non è ancora partito.
  3. Tavolo istituzionale: Manucci spiega: “Il tavolo di lavoro è il primo passo per poi arrivare alla sperimentazione del reddito alimentare nelle 14 città metropolitane italiane, ma con la speranza, e noi siamo veramente positivi riguardo questo, che questo strumento poi venga allargato anche a realtà nazionali più piccole”
  4. La sperimentazione in città metropolitane italiane: Il prossimo passo sarà la sperimentazione del Reddito Alimentare in alcune città metropolitane italiane (l’elenco nel paragrafo precedente). Se la sperimentazione avrà successo, si spera che il provvedimento possa essere esteso anche ad altre realtà locali più piccole.

Superamento delle barriere psicologiche

Il Reddito Alimentare dovrà superare anche le barriere psicologiche che spesso si creano tra i cittadini e gli interventi di sostegno. La vergogna di dover fare la fila per ricevere un pacco alimentare o un pasto caldo può essere un ostacolo significativo per molte persone in difficoltà.

“Il comitato del Reddito Alimentare – chiarisce Manucci – ha tenuto conto di questa sfida, cercando di creare un effetto di prossimità, in modo che i beneficiari possano recarsi nel centro di distribuzione più vicino a casa, come un supermercato o uno spazio messo a disposizione dal comune. Questo approccio mira a ridurre il disagio psicologico e ad incoraggiare più persone a usufruire dell’aiuto offerto“.

La descrizione del comitato del Reddito Alimentare

Il Comitato del Reddito Alimentare è composto da un gruppo di cittadini che, attraverso il dialogo e l’ascolto delle esigenze delle persone in difficoltà, hanno ideato e promosso questa iniziativa.

Fra le figure chiave dell’ente ci sono:

Il comitato ha lavorato instancabilmente per diffondere la propria proposta, raccogliendo oltre 70.000 firme su change.org e ricevendo il maggior numero di voti sul sito delle “Agorà democratiche” del Partito Democratico.

Grazie al loro impegno e alla collaborazione con la politica, sono riusciti a portare l’iniziativa all’attenzione del Partito Democratico e poi a far approvare il Reddito Alimentare nella legge di bilancio 2023.

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