Il reddito di base europeo non sostituirà il Rem: la verità

Il reddito di base europeo sostituirà il reddito di emergenza? Scopri perché notizie simili sono solo fake news.

4' di lettura

Un reddito di base europeo garantito a tutti i cittadini. L’argomento è tornato d’attualità in questi giorni. In Italia, intanto, la proroga del reddito di emergenza è sparita dal dibattito pubblico. Quanto è concreta l’ipotesi di questo nuovo reddito? (Scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unicoLeggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Reddito di base europeo: cos’è e come funziona?

Il reddito di base è uno strumento di sostegno garantito a tutti i cittadini, indipendentemente dalla condizione economica e lavorativa, per il solo fatto di vivere all’interno di un determinato contesto territoriale (in questo caso l’Europa).

L’idea, che ritorna ciclicamente nel dibattito pubblico, affonda le sue radici nel 16esimo secolo. Quando l’umanista inglese Thomas More, italianizzato in “Tommaso Moro”, nella sua Utopia immaginava un mondo nel quale a tutti fossero garantiti i mezzi di sussistenza.

Uno strumento rivoluzionario che oggi torna d’attualità. Per quale ragione? Lo sviluppo tecnologico dirompente espone tutti i Paesi del mondo a ripensare il tessuto lavorativo.

L’elevata specializzazione, sempre più richiesta, finisce per rendere obsolete vecchie attività e l’intelligenza artificiale favorisce lo sviluppo di un contesto dove serviranno sempre meno persone per far funzionare interi settori produttivi.

Una premessa che lascia spazio a numerose considerazioni. Eccolo alcune:

  • nasceranno nuove figure lavorative sempre più specializzate;
  • non tutta l’attuale forza lavoro sarà riconvertita;
  • molti mestiere tradizionali si ridurranno fino a sparire;
  • molti Stati sono sprovvisti dei percorsi e degli apparati per immaginare una riconversione;
  • gli attuali strumenti di sostegno al reddito non sono sufficienti a reggere un impatto così radicale sul tessuto produttivo e sociale.

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Reddito di base europeo: cosa accade oggi?

Dal 1992 l’Unione Europea invita gli Stati membri a ridurre l’emarginazione sociale. Così molti Paesi hanno attivato degli strumenti per combattere la povertà.

In Lussemburgo, per esempio, è presente un reddito di inclusione sociale, riservato alle fasce più vulnerabili della popolazione.

Uno strumento simile esiste anche in Francia, dove si prevede una forma di “reddito di cittadinanza” per i disoccupati e per persone in difficoltà economiche.

In Germania è ancora in corso una sperimentazione di durata triennale, che prevede uno stipendio di 1.200€ al mese per un gruppo di persone, promosso dall’ “Istituto Tedesco per la Ricerca Economica”.

Il reddito di cittadinanza italiano non è una forma di “reddito minimo garantito a tutti”. La sua erogazione, infatti, è vincolata ad alcuni requisiti patrimoniali, di residenza e di reddito.

Lo stesso discorso reddito di emergenza, contributo economico nato durante la pandemia da Covid-19, vincolato a specifiche condizioni.

Dalla Finlandia è arrivato un interessante esperimento sociale. I partecipanti erano stati divisi in due gruppi: un gruppo avrebbe ricevuto il reddito di base, l’altro no (gruppo di controllo).

La possibilità di avere un reddito garantito ha avuto un impatto positivo sulle persone. Le conseguenze positive erano molteplici, incluso lo stimolo alla ricerca del lavoro.

Un report della società di consulenza McKinsey ritiene che questo esperimento non sia sufficiente a dimostrare che un reddito di base europeo incentiverebbe l’occupazione.

Reddito di base europeo: la petizione

Oggi è attiva una petizione online, che si concluderà il 25 giugno 2022, per promuovere l’introduzione di redditi di base incondizionati in tutta l’Unione Europea.

Lo scopo dell’iniziativa è quello di assicurare a tutti i cittadini, “la sussistenza e la possibilità di partecipare alla società nel quadro della sua politica economica. L’obiettivo sarà raggiunto restando nell’ambito delle competenze conferite all’UE dai trattati”.

Reddito di base europeo: quando sarà introdotto e ci sarà davvero?

Questa petizione, non la prima del suo genere, è molto interessante. Per ottenere risvolti concreti, però, ci vorrà tempo oltre che una grande partecipazione. Bisogna poi ricordare che ogni Stato dovrà essere favorevole all’iniziativa per immaginare una introduzione del reddito di base europeo su così vasta scala.

Insomma, le notizie che oggi danno il reddito di base europeo come imminente sono per lo più tendenziose e di certo troppo ottimistiche. L’introduzione di questo strumento rivoluzionario non è infatti così vicina e scontata. Parlare di tempistiche, perciò, è un esercizio fuorviante e privo di fondamenti concreti.

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