Reddito di cittadinanza, 5 fake news da non credere

Reddito di cittadinanza, 5 fake news da non credere, a partire dalla mancanza di lavoratori nel settore turistico.

3' di lettura

Purtroppo, come ogni anno, il periodo estivo porta con sé le solite polemiche sul Reddito di cittadinanza che, secondo i detrattori, spinge le persone a non lavorare (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sul Reddito di Cittadinanza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Le lamentele stavolta sono nate dal settore turistico che, proponendo contratti sottopagati, dà la colpa ai «cittadini fannulloni», che non accettano più di essere sfruttati e preferiscono continuare a percepire l’importo erogato dal Reddito di cittadinanza.

Sono 5 le fake news ricorrenti sul Reddito di cittadinanza, che circolano periodicamente e che tentano di minare la credibilità del sussidio e di chi lo riceve.

Oggi le analizzeremo una ad una spiegando perché sono affermazioni infondate.

Reddito di cittadinanza, non incide sul lavoro stagionale turistico

L’Osservatorio sul precariato di INPS afferma che l’anno scorso sono state fatte 920.685 assunzioni stagionali, ossia 26.940 in più del 2020, 187.702 in più del 2019 e 260.100 in più del 2018, quando il Reddito di cittadinanza ancora doveva essere introdotto.

Le assunzioni hanno seguito lo stesso trend anche nei primi due mesi del 2022 rispetto ai primi due mesi del 2021 (+19.521 assunti).

Scopri la pagina dedicata al Reddito di cittadinanza: pagamenti, diritti e bonus compatibili.

La correlazione quindi tra mancanza di lavoratori stagionali e Reddito di cittadinanza non esiste. Si tratta di affermazioni strumentali e propagandistiche, che tornano in voga soprattutto a ridosso delle campagne elettorali.

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Reddito di cittadinanza, altro che fannulloni

Circa il 46% dei percettori del RdC lavora, ma ha uno stipendio talmente basso da dover ricorrere al Reddito per integrarlo al minimo vitale.

Inoltre, due terzi dei percettori sono anziani, invalidi e minori, ossia persone con un’occupabilità molto scarsa.

Quindi affermare che chi percepisce il RdC lo fa per non lavorare è un’altra bufala.

Sai quanti soldi puoi ritirare dalla card del Reddito di cittadinanza? Ecco una mini-guida sull’argomento.

Il Reddito di cittadinanza non è un regalo

I soldi caricati sulla card vanno spesi entro la fine di ogni mese, inoltre se non vengono spesi tutti ci sono dei tagli sull’importo.

La durata è limitata a 18 mesi e il Reddito decade se si rifiutano due offerte lavorative.

Inoltre, i soldi caricati vengono spesi per beni di prima necessità, non per divertirsi (ci sono infatti spese vietate).

Quei soldi, infine, vanno anche nelle casse dei rivenditori locali, facendo muovere l’economia.

Reddito di cittadinanza non aumenta il lavoro nero

La correlazione tra RdC e lavoro nero è plausibile, ma i numeri la minimizzano.

Nel 2019, secondo l’ISTAT, il lavoro nero è calato rispetto al 2018, quando il Reddito di cittadinanza non esisteva.

Reddito di cittadinanza, 5 fake news da non credere
Reddito di cittadinanza, 5 fake news da non credere

Il Rdc non aumenta le truffe

Le truffe sul RdC, secondo la Guardia di finanza, incidono sullo 0.8% del totale.

Le truffe più diffuse sono ben altre e vanno dagli illeciti sugli appalti pubblici ai falsi invalidi.

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