Reddito di cittadinanza 2023 ridotto, 2024 abolito per loro

Reddito di cittadinanza 2023: in Legge di bilancio 2023 si parla di riduzione del Rdc e successiva abolizione nel 2024.

6' di lettura

Il Reddito di cittadinanza non sarà abolito fin da subito, ma ci saranno dei cambiamenti significativi già a partire dal 2023. Tra i contenuti attesi della Legge di Bilancio 2023, infatti, emergono nuovi dettagli sul futuro del Reddito di cittadinanza (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sul Reddito di Cittadinanza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Ieri, 21 novembre 2022, in occasione del Consiglio dei ministri riunitosi a Palazzo Chigi alle 21:00, sono stati discussi i contenuti attesi nella Legge di Bilancio 2023. In attesa della conferenza stampa che avrà luogo oggi 22 novembre 2022, è possibile avere anticipazioni tramite il comunicato stampa del Consiglio dei ministri n.5, il quale illustra tutti i dettagli discussi ieri e di cui si parlerà nelle prossime ore.

In particolare, noi ci concentriamo su quanto è stato detto per il Reddito di cittadinanza 2023: si parla di “manutenzione straordinaria” che prevede una riduzione del sussidio nel 2023 e una successiva abolizione nel 2024.

Indice

Reddito di cittadinanza 2023: come cambierà il prossimo anno

Come anticipato in apertura dell’articolo, il Consiglio dei ministri che si è svolto ieri, lunedì 21 novembre 2022, ha approvato la manovra finanziaria del 2023, in cui sono inclusi tutti gli interventi proposti dal Governo Meloni in tema di caro energia, famiglia, pensioni, lavoro e riduzione dell’IVA. Tra gli argomenti principali di discussione c’è stato ovviamente il Reddito di cittadinanza 2023.

In particolare, come si legge nel comunicato stampa del Consiglio, si procederà verso una “manutenzione straordinaria” che prevede prima un periodo transitorio nel 2023 e poi cambiamenti definitivi nel 2024, con la possibile abolizione del sussidio per alcune categorie di cittadini.

Per quanto riguarda i cambiamenti previsti già dal 1° gennaio 2023, e quindi tra pochi mesi, la nuova Legge di Bilancio propone una riduzione del Reddito di cittadinanza 2023 a un massimo di 8 mesi, contro le 18 mensilità rinnovabili attive al momento. Questa riduzione, però, non coinvolge tutti i beneficiari del sussidio, ma solo i cosiddetti “occupabili”, ossia coloro che hanno un’età compresa tra i 18 e i 59 anni e che rientrano in queste condizioni:

  • sono abili al lavoro, quindi non hanno disabilità;
  • non hanno in famiglia persone con disabilità;
  • non hanno in famiglia minorenni a carico;
  • non hanno in famiglia persone con più di 60 anni a carico.

Nel comunicato si specifica che nel periodo di fruizione del Reddito di cittadinanza 2023 saranno organizzati corsi di formazione o riqualificazione professionale obbligatori per un periodo di almeno sei mesi. La mancata partecipazione a questi corsi prevede la decadenza del sussidio. Inoltre, il Reddito di cittadinanza 2023 decade anche se si rifiuta la prima offerta di lavoro congrua.

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Reddito di cittadinanza 2023: verso l’abolizione nel 2024, ecco per chi

Nel paragrafo precedente abbiamo illustrato le modifiche che con ogni probabilità saranno applicate al Reddito di cittadinanza 2023 già a partire dal 1° gennaio del prossimo anno. Pur non essendo prevista una cancellazione immediata del contributo per famiglie, la nuova Legge di Bilancio prevede una riduzione del Rdc per coloro che possono lavorare, passando da 18 mesi di erogazione del sussidio a un massimo di 8 mensilità.

Ma le novità sul Reddito di cittadinanza 2023 non finiscono qui. Infatti, oltre ai cambiamenti attesi per il prossimo anno, girano già alcune previsioni relative al Rdc nel 2024. A tal proposito, Ansa ha anticipato una nota del Mef (Ministero dell’Economia e delle Finanze) sul futuro del contributo economico nel 2024. In particolare, nella nota si legge quanto segue:

sarà abrogato il 1 gennaio 24 e sarà sostituito da una nuova riforma. Previsto un risparmio di 734 milioni per il 2023. I risparmi di spesa finanzieranno un apposito fondo che finanzierà la riforma complessiva per il sostegno alla povertà e all’inclusione“.

Come si può notare, per il 2024 possiamo aspettarci l’abolizione del Reddito di cittadinanza, il quale sarà sostituito da una nuova riforma per il sostegno alla povertà, finanziata dai soldi risparmiati nel 2023 con le modifiche apportate al Reddito di cittadinanza 2023. In particolare, si prevede un risparmio di 734 milioni di euro.

Reddito di cittadinanza 2023 e 2024: ecco come cambierà

Reddito di cittadinanza 2023: chi perderà il sussidio?

Se ci hai letto fin qui, avrai scoperto quale futuro attende il Reddito di cittadinanza e le persone che ne beneficiano. Ciò su cui il Governo si è mantento coerente e determinato fin dalla vittoria alle elezioni dell scorso 25 settembre, è la necessità di modificare il sussidio. Dopo l’approvazione della Legge di Bilancio 2023 in Consiglio dei ministri, queste modifiche sembrano prendere una forma concreta, forma che sicuramente non piacerà alla maggior parte dei destinatari.

Nei paragrafi precedenti abbiamo illustrato la previsione del Reddito di cittadinanza 2023 e abbiamo anche visto che per il 2024 è prevista addirittura l’abolizione del contributo, con l’arrivo di un’altra riforma di contrasto alla povertà. Tuttavia, in questo scenario è bene specificare un dettaglio importante: non tutti perderanno il Reddito di cittadinanza.

Infatti, le persone coinvolte dalla riduzione e dalla successiva cancellazione del Rdc sono soprattutto gli “occupabili”, ossia i cittadini in grado di lavorare per età, famiglia e condizioni fisiche. A tal proposito, il Governo fa riferimento alla platea di italiani compresa tra i 18 e i 59 anni di età, senza figli minori, persone con disabilità o familiari con più di 60 anni a carico.

Secondo i dati di ANPAL, gli occupabili corrisponderebbero a circa 660mila persone, mentre secondo l’INPS sono poco più di 300mila. Su TheWam.net abbiamo spiegato che l’INPS è intento a difendere il Reddito di cittadinanza.

Al contrario, non perderanno il sussidio le categorie fragili, ossia le persone non in grado di lavorare per una serie di condizioni personali. Tra queste emergono le persone con disabilità, le famiglie indigenti con figli minori a carico e gli over 60 per cui è molto difficile entrare nel mercato lavorativo.

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