Reddito di cittadinanza 2023 per 7 mesi per questi disabili

Ecco quali persone con disabilità avranno il reddito di cittadinanza per soli 7 mesi dopo la Legge di Bilancio 2023.

6' di lettura

Il reddito di cittadinanza 2023 sarà pagato per soli sette mesi ad alcune persone disabili. Le restrizioni della Legge di Bilancio 2023, infatti, colpiranno chi non è ritenuto disabile ai fini della dichiarazione ISEE che si basa sull’allegato 3 del DPCM 159/2013. Vedremo di chi si tratta in questo approfondimento. (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sul Reddito di Cittadinanza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegrame nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Alla fine di questo articolo ti consigliamo di leggere anche come cambieranno le offerte di lavoro per i percettori di reddito di cittadinanza nel 2023 e consigli su cosa fare se non hai ancora ricevuto il Rdc di novembre 2022.

Indice

Reddito di cittadinanza 2023 per soli 7 mesi per questi disabili

La Legge di Bilancio 2023 prevede l’erogazione di soli 7 mesi di reddito di cittadinanza per chi ha fra i 18 e i 59 anni e non ha in famiglia un figlio minorenne, una persona di almeno 60 anni di età o una persona disabile, la cui condizione è definita dall’allegato 3 del DPCM 159/2013. Nel prossimo paragrafo vedremo di chi si tratta.

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Il reddito di cittadinanza 2023 verrà erogato per soli 7 mesi alle persone non definiti disabili ai fini ISEE dall’allegato 3 del DPCM 159/2013.

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Invalidità nell’ISEE: chi viene definito “disabile”

È disabile ai fini della dichiarazione ISEE chi soddisfa i requisiti indicati nell’Allegato 3 del DPCM 159/2013, che differenzia le persone con disabilità media dalle persone con disabilità grave e da quelle non autosufficienti, indicando le diverse categorie di appartenenza con questa tabella.

CategorieDisabilità MediaDisabilità GraveNon autosufficienza
Invalidi civili di età compresa tra 18 e 67 anniInvalidi 67-99%Inabili totaliCittadini di età compresa tra 18 e 67 anni con diritto all’indennità di accompagnamento
Invalidi civili minori di etàMinori di età con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni propri della loro età (diritto all’indennità di frequenza)Minori di età con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età e in cui ricorrano le condizioni di cui alla L. 449/1997, art. 8 o della L. 388/2000, art. 30Minori di età con diritto all’indennità di accompagnamento
Invalidi civili Over 67Over 67 con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni propri della loro età, invalidi 67-99% Over 67 con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni propri della loro età, inabili 100%Cittadini Over 67 con diritto all’indennità di accompagnamento
Ciechi civiliArt 4 L. 138/2001Ciechi civili parzialiCiechi civili assoluti
Sordi civiliInvalidi Civili con cofosi esclusi dalla fornitura protesicaSordi pre-linguali
InpsInvalidi (L. 222/84, artt. 1 e 6 – D.Lgs. 503/92, art. 1, comma 8)Inabili (L. 222/84, artt. 2, 6 e 8)Inabili con diritto all’assegno per l’assistenza personale e continuativa
InailInvalidi sul lavoro 50-79%- Invalidi sul lavoro 35-59%Invalidi sul lavoro 80-100%- Invalidi sul lavoro -59%Invalidi sul lavoro con diritto all’assegno per l’assistenza personale e continuativa
Inps gestione ex InpdapInabili alle mansioniInabili (L. 274/1991, art. 13 – L. 335/95, art. 2)
Trattamenti di privilegio ordinari e di guerraInvalidi con minorazioni globalmente ascritte alla terza ed alla seconda categoria Tab. A DPR 834/81Invalidi con minorazioni globalmente ascritte alla prima categoria Tab. A DPR 834/81Invalidi con diritto all’assegno di superinvalidità
HandicapArt 3 comma 3 L.104/92: handicap in situazione di gravità

Chi non rientra nei requisiti sanitari indicati nella tabella precedente, quindi, non potrà beneficiare di dodici mesi del reddito di cittadinanza nel 2023, se in famiglia non ci sono figli minorenni a carico, persone con almeno 60 anni di età o altre persone con disabilità che soddisfano i requisiti elencati.

Quanto durerà ancora il reddito di cittadinanza?

Il reddito di cittadinanza durerà fino al 2024, quando sarà abrogato e sostituito da altri strumenti di welfare, non ancora definiti in dettaglio dal governo Meloni.

Negli annunci degli esponenti dell’esecutivo, si è fatto riferimento a un contributo economico come il reddito di sussistenza, che verrebbe garantito a quelle famiglie dove ci sono persone con almeno 60 anni di età, figli minori a carico o persone con disabilità definite ai fini ISEE (vedi la tabella del paragrafo precedente, per capire di chi stiamo parlando).

Il governo non ha, però, fornito istruzioni sugli importi delle nuove misure di sostegno, sulla durata e la possibilità di rinnovo.

Che aiuti ci sono per le persone con disabilità in Legge di Bilancio?

La Legge di Bilancio 2023 non ha previsto aiuti specifici per le persone con disabilità. Come ricordato dal sito invaliditaediritti.it, nell’articolo “Cosa manca per i disabili in Legge di Bilancio 2023“, la bozza approvata dall’esecutivo Meloni non si fa riferimento alle promesse circolate in campagna elettorale, a partire dall’aumento della pensione di invalidità per gli invalidi civili parziali.

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, descrivendo il documento di bilancio, ha parlato di una manovra “Coraggiosa e con scelte politiche“.

Da una prima analisi dei contenuti, viene fuori come le aspettative degli elettori hanno dovuto scontrarsi con un’esiguità di risorse. Proprio la carenza di fondi ha spinto il governo a far cassa con interventi su misure economiche profondamente criticate dall’attuale maggioranza come il reddito di cittadinanza.

Non sono mancate le critiche al documento da parte di diverse parti sociali come le opposizioni politiche pronte a scendere in piazza, i sindacati e Confindustria che, attraverso le parole del presidente Carlo Bonomi, ha definito la Legge di Bilancio 2023 come un documento privo di una visione di lunga durata.

Fonti consultate

  • Bozza Legge di Bilancio 2023
  • allegato 3 del DPCM 159/2013

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