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Reddito di cittadinanza 2023 importi: tabella

Ecco una tabella con gli importi del Reddito di cittadinanza 2023 e degli esempi pratici di calcolo.

di Alda Moleti

Agosto 2023

Nell’articolo di oggi illustreremo una tabella con gli importi del Reddito di cittadinanza 2023 e spiegheremo come avviene il calcolo delle cifre spettanti (scopri le ultime notizie sul Rdc e sui bonus attivi in italia. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Come funziona il Reddito di cittadinanza?

Il Reddito di cittadinanza è un sussidio mensile che spetta alle famiglie con ISEE entro i 9.360 euro e che rispettano alcune condizioni, legate al reddito familiare e al patrimonio mobiliare e immobiliare, meglio approfondite nel nostro articolo dedicato ai requisiti del Rdc.

Il Reddito di cittadinanza viene suddiviso in due quote. La quota A del Rdc costituisce un’integrazione al reddito familiare al fine di portarlo a 6.000 euro all’anno (7.560 euro per la Pensione di cittadinanza). La somma spettante è variabile e sale se nel nucleo ci sono altri componenti oltre al richiedente e scende se la famiglia ha un qualche tipo di reddito.

La quota B è destinata a coprire le spese dell’affitto e può raggiungere un massimo di 3.360 euro all’anno per i beneficiari del Reddito di cittadinanza. Tuttavia, per coloro che ricevono la Pensione di cittadinanza, il limite massimo è ridotto a 1.800 euro.

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Come si calcolano gli importi del Reddito di cittadinanza?

Per calcolare gli importi spettanti di Reddito di cittadinanza (quota A) si considera il beneficio massimo assegnabile ad un nucleo composto da un solo individuo a reddito zero, cioè 6.000 euro all’anno (500 euro al mese). Poi si moltiplica questo numero per il parametro della scala di equivalenza, che è un valore che descrive la composizione del nucleo familiare.

Il risultato ottenuto fornisce l’importo massimo di Rdc che il nucleo può percepire. Tuttavia, questo importo massimo spetta al nucleo solo se è a reddito zero. Nel caso il nucleo abbia redditi questi vanno sottratti dalla cifra massima spettante, per ottenere l’importo reale che la famiglia percepirà di Rdc all’anno.

Che cos’è la scala di equivalenza del Rdc?

Il parametro della scala di equivalenza è un numero che descrive la composizione del nucleo familiare. Nel caso del Reddito di cittadinanza si determina assegnando 1 punto al richiedente del Rdc, poi incrementato in questo modo:

In ogni caso, il parametro della scala di equivalenza può arrivare fino ad un massimo di 2,1, elevato a 2,2 in presenza di componenti in condizione di disabilità grave o non autosufficienza.

Tabella con gli importi del Reddito di cittadinanza 2023

La tabella qui sotto mostra quali sono gli importi massimi spettanti di Rdc in base alla composizione del nucleo familiare, secondo gli esempi forniti sul sito ufficiale della misura.

Composizione nucleo familiareScala di equivalenzaBeneficio massimo annualeBeneficio massimo mensile
1 adulto16.000,00 euro500,00 euro
1 adulto e 1 minore1,27.200,00 euro600,00 euro
2 adulti1,48.400,00 euro700,00 euro
2 adulti e 1 minore1,69.600,00 euro800,00 euro
2 adulti e 2 minore1,810.800,00 euro900,00 euro
2 adulti e 3 minore212.000,00 euro1.000,00 euro
3 adulti e 2 minore2,112.600,00 euro1.050,00 euro
4 adulti2,112.600,00 euro1.050,00 euro
4 adulti (o 3 adulti e 2 minori) tra cui una persona in condizione di disabilità grave o non autosufficiente2,213.200,00 euro1.100,00 euro
Tabella con gli importi del Reddito di cittadinanza 2023

Esempio di calcolo degli importi di Rdc per una famiglia a reddito zero

Prendiamo come esempio una famiglia composta da due adulti e due minori senza alcun reddito e calcoliamo quanto spetta di Rdc nel 2023 alla nostra famiglia.

In questo caso, il parametro della scala di equivalenza del nucleo familiare è uguale a 1,8. Questo valore si ottiene assegnando 1 al richiedente della prestazione, a cui si aggiungono: + 0,4 per l’altro genitore e + 0,2 per ciascun figlio minorenne.

Pertanto, per calcolare l’importo annuale spettante di Rdc, è necessario moltiplicare l’importo massimo assegnabile a un individuo a reddito zero (6.000 euro) per il parametro della scala di equivalenza, cioè 1,8.

In questo modo, una famiglia con questa composizione riceverà un totale di 10.800 euro all’anno di Reddito di cittadinanza (= 6.000 euro x 1,8), equivalente a 900 euro al mese (10.800 euro / 12 mesi dell’anno).

Esempio di calcolo degli importi di Rdc per una famiglia che NON è a reddito zero

Prendiamo sempre come esempio una famiglia composta da due adulti e due minori, ma immaginiamo questa volta che la famiglia abbia un reddito di 4.000 euro all’anno.

Prima di tutto, calcoliamo, come sempre, qual è l’ipotetico importo massimo di Rdc che un nucleo così composto potrebbe percepire se fosse a reddito zero.

Poiché abbiamo già effettato il calcolo nel paragrafo precedente, sappiamo che l’importo massimo che un nucleo così composto potrebbe percepire è di 10.800 euro all’anno.

A questi 10.800 euro dobbiamo togliere 4.000 euro, che rappresentano il reddito familiare del nucleo. Otteniamo 6.800 euro (= 10.800 euro – 4.000 euro), che sono la cifra annuale che la nostra famiglia riceverà di Rdc ogni mese, tenuto conto del suo reddito. Si tratta in pratica di circa 566 euro al mese di Rdc (= 6.800 euro / 12).

Come si fa ad avere la quota del Rdc per l’affitto?

Oltre a questi importi, che sono assegnati come integrazione al reddito familiare, è possibile ottenere la quota B del Rdc. Ovvero, un importo extra che copre l’intero costo dell’affitto annuale fino al limite massimo di 3.360 euro.

Per accedere alla quota B del Reddito di cittadinanza è imprescindibile possedere un contratto di affitto regolarmente registrato.

In aggiunta, le spese sostenute per l’affitto devono essere riportate nella Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) e considerate nel calcolo dell’ISEE. In nessun caso, infatti, è possibile ottenere la quota B del Rdc se il nucleo familiare risiede in un immobile affittato senza un contratto regolare, ovvero in “nero”.

In secondo luogo, è essenziale che l’abitazione in questione rappresenti l’abitazione principale del nucleo familiare beneficiario del Reddito di cittadinanza. Nel caso di due individui fidanzati che convivono, poiché esistono legami affettivi, essi sono considerati parte dello stesso nucleo familiare.

Per ottenere questo supporto finanziario, è sufficiente che il richiedente includa i dati del contratto di affitto regolarmente registrato nel calcolo dell’ISEE e compili l’apposito campo relativo all’affitto nel modulo per la richiesta del Reddito di cittadinanza.

Tabella-con-gli-importi-del-Reddito-di-cittadinanza-2023-sito
In foto, il sito ufficiale del Rdc.

Quali sono gli importi dell’Assegno di inclusione che sostituirà il Rdc?

A partire dal 1° gennaio 2024, l’Assegno di inclusione (Ai) entrerà in vigore in sostituzione del Reddito di cittadinanza, con la differenza che sarà destinato esclusivamente ai nuclei familiari che includono almeno un membro disabile, un minore, un individuo ultrasessantenne o una persona sotto la tutela dei servizi sociali.

Per quanto riguarda i requisiti economici, le due misure presentano identiche condizioni. In particolare, l’ISEE deve essere al massimo di 9.360 euro, il reddito familiare non può superare una certa soglia e sono applicate ulteriori condizioni legate al reddito e al patrimonio.

Come cambiano gli importi dell’Assegno di inclusione rispetto al Rdc?

Molte persone si interrogano sulla possibilità che l’Assegno di inclusione comporti una riduzione degli importi rispetto a quelli erogati dal Reddito di cittadinanza. La risposta a questa domanda è: dipende!

La distinzione negli importi delle due misure risiede nel fatto che l’ammontare del Reddito di cittadinanza aumenta se nel nucleo familiare sono presenti componenti oltre al richiedente, indipendentemente dalla loro età o dalle condizioni di salute. Invece, gli importi dell’Assegno di inclusione crescono solo in caso di altri componenti nel nucleo in condizione di fragilità.

In linea generale, il Reddito di cittadinanza è tendenzialmente più generoso rispetto all’Assegno di inclusione, ma ciò è dovuto alla sua portata più ampia di beneficiari.

Come si calcolano gli importi dell’Assegno di inclusione

Al pari del Rdc l’Assegno di inclusione prevede una quota A che rappresenta un’integrazione del reddito familiare e una quota B per l’affitto. La quota B copre i costi del canone di locazione ed è esattamente identica negli importi a quella del Rdc, di cui abbiamo parlato in precedenza.

Per quanto riguarda la quota A, la modalità di calcolo degli importi è identica per Assegno di inclusione e per il Rdc. Ovvero, si moltiplica il beneficio massimo destinato ad un individuo a reddito zero, cioè 6.000 euro (7.560 euro se il nucleo ha i requisiti per la Pensione di cittadinanza), per un parametro della scala di equivalenza.

Nonostante questa somiglianza nella modalità di calcolo gli importi dell’Ai sono diversi da quelli del Rdc, perché a cambiare è il modo con cui si determina il parametro della scala di equivalenza.

Assegno di inclusione e reddito di cittadinanza: scala di equivalenza a confronto

Per determinare la scala di equivalenza dell’Assegno di inclusione e del Reddito di cittadinanza si parte dall’assegnare 1 punto al nucleo familiare, al quale si aggiungono incrementi in base alla sua composizione.

Nella tabella sottostante, viene presentato un confronto che illustra come aumenta il parametro della scala di equivalenza delle due misure partendo dal punto iniziale assegnato al nucleo.

Scala di equivalenza dell’Assegno di inclusioneScala del Reddito di cittadinanza
+ 0,50 per ciascun altro componente con disabilità grave o non autosufficiente+ 0,4 per ogni componente maggiorenne oltre al richiedente
+ 0,40 per ciascun altro componente con età pari o superiore a 60 anni+ 0,2 per ogni minorenne presente nel nucleo
+ 0,40 per un componente maggiorenne con carichi di cura verso disabili o figli con meno di 3 anni 
+ 0,30 per ciascun altro componente adulto in condizione di grave disagio bio-psico-sociale e inserito in programmi di cura e di assistenza certificati dalla pubblica amministrazione 
+ di 0,15 per ciascun minore di età, fino a due 
+ di 0,10 per ciascun minore di età, oltre il secondo   
Assegno di inclusione e reddito di cittadinanza: scala di equivalenza a confronto

Esempio di calcolo degli importi dell’Assegno di inclusione

Immaginiamo sempre una famiglia composta da due adulti e due minori (di cui uno con meno di 3 anni) e a reddito zero, ma calcoliamo questa volta quanto le spetterebbe di Assegno di inclusione.

In questa situazione, il parametro della scala di equivalenza dell’Assegno di inclusione è 1,7 (1 per il richiedente + 0,4 poiché c’è un adulto con carichi di cura verso un bambino con meno di 3 anni + 0,15 per il primo figlio minorenne + 0,15 per il secondo figlio minorenne).

Moltiplicando ancora una volta 1,7 per 6.000 euro, otteniamo un importo annuale di Assegno di inclusione di 10.200 euro, equivalente a 850 euro al mese.

In definitiva, considerando questi calcoli, il Reddito di cittadinanza attribuisce importi leggermente superiori in questo scenario, seppur di poco.

FAQ: Domande frequenti sul Reddito di cittadinanza

Gli importi del Reddito di cittadinanza 2023 sono cambiati rispetto agli anni precedenti?

No, gli importi sono gli stessi.

Reddito di cittadinanza requisiti ISEE: quale soglia non superare?

Il tetto ISEE delle famiglie beneficiarie del Reddito di cittadinanza è fissato a 9.360 euro all’anno.

Reddito di cittadinanza spese ammesse 2023: coso posso comprare?

Con il Reddito di cittadinanza è possibile comprare beni di prima necessità, pagare bollette e servizi che non rientrano fra le spese vietate con l’Rdc: come alcolici, tabacco, gioco d’azzardo, articoli di pellicceria e gioielleria, armi, materiale pornografico, servizi assicurativi e di trasferimento di denaro, noleggio, acquisto o leasing di navi e imbarcazioni da di porto nonché servizi portuali.

Reddito di cittadinanza requisiti per i single: cosa cambia?

Leggi come funziona il Rdc per i single.

Reddito di cittadinanza 2023 studenti: quali novità?

Gli studenti percepiranno il Rdc per un massimo di 7 mensilità nel 2023, se rientrano in un nucleo familiare occupabile.

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