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Reddito di cittadinanza 2023 per chi lavora: come funziona

Reddito di cittadinanza 2023 per chi lavora: come funziona, quali sono i requisiti e gli obblighi da rispettare.

di Imma Duni

Febbraio 2023

Reddito di cittadinanza 2023 per chi lavora – Come funziona, quali sono i requisiti e gli obblighi da rispettare per continuare a percepire comunque il sussidio. Scopri i dettagli in questo approfondimento (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sul Reddito di Cittadinanza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

Reddito di cittadinanza 2023 per chi lavora: è possibile?

Come ormai è noto il Reddito di cittadinanza è una misura di sostegno economico per le famiglie in difficoltà, ma anche una politica attiva del lavoro che ha come obbiettivo il ricollocamento degli inoccupati.

Forse anche tu ti sarai chiesto se è possibile lavorare mentre si percepisce il Reddito di cittadinanza. Oggi in questo articolo vedremo quando è possibile e quali sono gli obblighi da rispettare.

La recente circolare INPS n. 43 parla proprio di questo e specifica che il Reddito e la Pensione di cittadinanza “sono compatibili con lo svolgimento di attività lavorativa da parte di uno o più componenti il nucleo familiare, fatto salvo il mantenimento dei requisiti previsti“.

In parole povere ciò vuol dire che se trovi un lavoro che ti permette di continuare a mantenere intatti i requisiti economici che ti hanno portato ad ottenere il sussidio, non lo perderai.

Ai fini del calcolo dell’importo del Redditi di cittadinanza, infatti, il reddito da lavoro dipendente non viene conteggiato completamente, ma solo per l’80% dell’importo.

I redditi derivanti da attività socialmente utili, tirocini, servizio civile, nonché da contratto di prestazione occasionale e libretto di famiglia, invece, non vanno dichiarati e, di conseguenza, non vengono affatto conteggiati.

In questo articolo troverai un elenco esaustivo e dettagliato di tutti i lavori che puoi fare, pur percependo il Reddito di cittadinanza.

Che accade se si trova un lavoro mentre si percepisce il Reddito di cittadinanza?

I dati dell’ultimo rapporto INPS rivelano che i beneficiari del Rdc che hanno un impiego sono lavoratori precari con redditi molto bassi.

Il 30% dei percettori tra i 18 e i 49 anni lavora, una quota che scende al 18 per cento tra i cinquantenni. Ma si tratta di lavori precari, con un massimo di seimila euro annui. La percentuale di lavoratori è molto più alta tra gli extracomunitari rispetto agli italiani.

Il rapporto si sofferma anche su coloro che hanno perso il sussidio tra il 2020 e 2021. La stragrande maggioranza dei casi di decadenza è attribuibile alla perdita dei requisiti economici o al lavoro in nero (piaga del nostro paese).

Non tutti i lavori possono essere svolti da chi percepisce il Reddito di Cittadinanza.

Come spiega il sito ufficiale del Ministero del Lavoro, il Reddito di Cittadinanza (RdC) è compatibile con lo svolgimento di attività lavorativa da parte di uno o più componenti il nucleo familiare, fatto salvo il mantenimento dei requisiti previsti.

L’importo del beneficio sarà successivamente rimodulato in base a quanto si guadagna.

Bisogna ricordare che se si trova lavoro mentre si beneficia della misura, bisogna compilare il modulo “Rdc/Pdc – Com esteso” e inviarlo, all’INPS tramite i CAF o il patronato, attraverso il proprio SPID.

La comunicazione deve essere inviata ll’Inps entro il giorno antecedente all’inizio del lavoro, a pena di decadenza del beneficio.

Non ci sarà bisogno di comunicare i redditi derivanti da attività socialmente utili, tirocini formativi e di orientamento, servizio civile, nonché contratti di prestazione occasionale e libretto di famiglia.

Il lavoro autonomo occasionale, secondo l’articolo 2222 c.c., deve essere comunicato.

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Reddito di cittadinanza 2023 per chi lavora: come funziona?

I percettori del Rdc possono lavorare e continuare a percepire il beneficio: com’è possibile?

Se i beneficiari lavorano meno di 20 ore settimanali e, in questo modo, mantengono lo stato di disoccupazione, non possono essere esclusi dall’indennità del reddito di cittadinanza.

Secondo il DL 4/2019, non si considerano occupati, conservando anch’essi lo stato di disoccupazione, coloro che percepiscono redditi da lavoro netti inferiori o pari a 8.174 euro per il lavoro dipendente e 5.500 euro per il lavoro autonomo.

Quindi i lavoratori che conservano lo stato di disoccupazione dal punto di vista del reddito guadagnato e del monte ore lavorato, sono tenuti alla sottoscrizione del Patto per il lavoro o del Patto per l’inclusione e possono continuare a ricevere l’Rdc.

L’Rdc è compatibile con lo svolgimento di attività lavorativa da parte di uno o più componenti il nucleo familiare, fatto salvo il mantenimento dei requisiti indispensabili per ricevere il beneficio.

Ovviamente, l’indennità sarà ricalcolata in base ai redditi nuovi percepiti.

Quando ci sono variazioni nell’attività lavorativa, il beneficiario dovrà compilare il modello “Rdc/Pdc – Com esteso” e inviarlo, all’INPS tramite i CAF, gli Enti di patronato o direttamente accedendo con SPID.

I percettori dell’Rdc non devono invece dichiarare all’INPS i redditi derivanti da attività socialmente utili, tirocini formativi e di orientamento, servizio civile, nonché contratti di prestazione occasionale e libretto di famiglia.

Si può decadere dal sussidio nei seguenti casi:

Scopri la pagina dedicata al Reddito di cittadinanza: pagamenti, diritti e bonus compatibili.

Reddito di cittadinanza 2023 per chi lavora
Reddito di cittadinanza 2023 per chi lavora: in foto un cuoco sorridente.

Reddito di cittadinanza 2023 per chi lavora: requisiti e obblighi da rispettare

I requisiti indispensabili per ottenere il Reddito di cittadinanza e che bisogna mantenere anche se si trova lavoro, sono i seguenti:

  1. ISEE inferiore a 9.360 euro;
  2. Patrimonio immobiliare, diverso dalla prima casa, non superiore ai 30.000 euro;
  3. Patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro;
  4. Reddito familiare inferiore a 6.000 euro moltiplicato per i valori della scala di equivalenza che trovi in questo elenco:

I patrimoni presi in considerazione sono quelli di due anni prima della data di presentazione della Dsu.

L’obbligo da rispettare è inviare il modello rdc.com all’INPS, dove si dichiara l’inizio del nuovo lavoro e gli introiti percepiti. Questo va fatto entro trenta giorni dall’inizio dell’attività lavorativa.

L’importo del Rdc sarà ricalcolato sulla base dei nuovi redditi.

Abbiamo visto il Reddito di cittadinanza 2023 per chi lavora.

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