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Reddito di cittadinanza 2024, come sostituirlo? Idee utili

Il governo ha annunciato la cancellazione del Reddito di cittadinanza. Cosa accadrà dopo? Vediamo come sostituire il Reddito di cittadinanza 2024.

di Valerio Pisaniello

Febbraio 2023

Come sostituire il Reddito di cittadinanza 2024. Il Governo ha annunciato per l’anno prossimo la cancellazione del Reddito di cittadinanza. Può essere utile esaminare i punti su cui intervenire, in base all’esperienza accumulata negli ultimi quattro anni (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sul Reddito di Cittadinanza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

INDICE

Come sostituire il Reddito di cittadinanza 2024: strumento di contrasto della povertà

Nel 2024 il Reddito di cittadinanza dovrebbe essere sostituito da due diverse misure, una per le persone più vicine al mercato del lavoro, l’altra per i poveri con minori possibilità occupazionali. Nella prospettiva della riforma, può essere utile mettere a fuoco alcuni punti su cui intervenire in base all’esperienza accumulata negli ultimi quattro anni.

Questo articolo è una sintesi di un contributo apparso nel recente rapporto 2023 di Caritas Italiana “Adeguate ai tempi e ai bisogni” sulle politiche di contrasto alla povertà in Italia, ed è dedicato all’intervento contro la povertà delle persone difficilmente occupabili.

Il Reddito di cittadinanza ha un impatto molto significativo su povertà e diseguaglianza. Ancora più grande è la riduzione dell’intensità della povertà, cioè della distanza media del reddito dei poveri dalla soglia di povertà.

L’importo medio è relativamente maggiore per nuclei di piccola dimensione e risulta adeguato in termini di quota della linea di povertà che riesce a coprire, allineandosi ai più generosi paesi europei (figura 1). Ma la figura si riferisce solo al valore medio del Rdc. Non ci dice se riesce a raggiungere tutti i poveri e se li tratta tutti allo stesso modo.

Una persona che vive da sola avrà fino a 780 al mese di RdC: fino a 500 euro come integrazione al reddito più 280 euro di contributo per l’affitto (oppure 150 euro di contributo per il mutuo).

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Come sostituire il Reddito di cittadinanza 2024: alcuni dati 

Come sostituire il Reddito di cittadinanza 2024. L’insieme dei poveri assoluti coincide infatti solo in parte con quello dei beneficiari della misura.

Secondo l’Istat le famiglie in povertà assoluta nel nostro paese sono 1,9 milioni, mentre i nuclei con Rdc nel mese di settembre 2022 sono stati 1,15 milioni: quindi almeno il 40 per cento dei poveri non lo riceve. In realtà, la percentuale di poveri che non sono percettori del Rdc è superiore perché alcuni beneficiari non sono in povertà.

I dati disponibili dicono che la percentuale di famiglie povere con Rdc è attorno al 50 per cento, per varie ragioni:

Come sostituire il Reddito di cittadinanza 2024: alcuni nodi da sciogliere 

Come sostituire il Reddito di cittadinanza 2024. Per migliorare la capacità del Reddito di cittadinanza di intercettare i poveri approfondiamo il punto sulle regole di selezione dei beneficiari. 

In primo luogo, uno dei problemi del Rdc subito emersi è costituito dalla scala di equivalenza, cioè il fattore moltiplicativo che adatta la soglia al numero e all’età dei componenti della famiglia.

Visto che l’importo per il singolo è piuttosto alto, per motivi di bilancio si è dovuto scegliere una scala molto piatta. Le famiglie povere con molti figli sono quindi penalizzate sia nella probabilità di ottenere il Rdc sia nel suo importo. Il recente assegno unico alle famiglie con figli attenua solo in parte il problema, perché non può rimediare al fatto che per le famiglie numerose è più difficile ottenere il Rdc.

In secondo luogo, la regola per cui per richiedere il Rdc servono almeno dieci anni di residenza in Italia esclude molte famiglie di immigrati, per le quali il rischio di povertà è molto alto ed è cresciuto di più negli ultimi anni rispetto agli italiani. Un requisito di residenza è opportuno, ma dieci anni sono troppi.

Un terzo problema è costituito dal fatto che nel calcolare la povertà assoluta l’Istat tiene conto delle differenze nel costo della vita, mentre le regole di accesso e calcolo del Rdc sono le stesse per tutto il paese.

La conseguenza è che il numero dei nuclei poveri assoluti è simile tra Nord e Mezzogiorno, mentre il rapporto tra numero dei poveri e numero dei beneficiari del Rdc è molto maggiore al Sud. Le famiglie povere residenti al Centro-Nord, a parità di tenore di vita, hanno redditi e patrimonio mediamente superiori a quelli dei poveri che vivono nel resto del paese e dunque sono più spesso escluse dalla misura e, se ammesse, ricevono un trasferimento più basso.

Sono anche penalizzate le famiglie povere residenti nelle grandi aree urbane, anche al Sud, rispetto a quelle che vivono nei piccoli centri con minore livello dei prezzi.

Come sostituire il Reddito di cittadinanza 2024: il rapporto con il lavoro

Come sostituire il Reddito di cittadinanza 2024. Infine, va ripensato il rapporto tra Rdc e lavoro. Se chi lo riceve inizia un’attività come dipendente, il trasferimento diminuisce di 80 centesimi per ogni euro guadagnato lavorando, che diventano 100 dopo il rinnovo della dichiarazione Isee.

Di fatto, è come se vi fosse un’imposta sul reddito da lavoro con aliquota effettiva molto alta. Sono previste forme di compatibilità con lavori occasionali o saltuari, ma non fanno parte di un disegno organico e strutturale della misura. In Italia vi sono tantissimi posti di lavoro con salari bassi e in molti nuclei che ricevono il Rdc vi sono persone che lavorano, evidentemente in occupazioni poco remunerate o svolte in modo saltuario.

Un sussidio ben disegnato dovrebbe premiare chi svolge un’attività lavorativa, non penalizzarlo, e potrebbe essere – assieme al salario minimo – uno strumento attraverso cui, al di là della retorica sulla dignità del lavoro, la collettività garantisce a tutti i lavoratori un reddito dignitoso.

Come sostituire il Reddito di cittadinanza 2024: nella foto delle mani unite

Come sostituire il Reddito di cittadinanza 2024: migliorare nelle politiche attive 

Come sostituire il Reddito di cittadinanza 2024. Ridefinire il Reddito di cittadinanza come strumento di inclusione sociale e potenziare i meccanismi di attivazione e inserimento lavorativo

Il Reddito di Cittadinanza si è rivelato uno strumento efficace nel contrasto alla povertà, ma permangono degli ambiti di ottimizzazione in termini di “precisione”: il 56% delle persone povere non ha effettivamente accesso al sussidio e 1 percettore su 3 in realtà non è povero.

È invece meno efficace il funzionamento della componente relativa all’attivazione e all’inserimento lavorativo, oltre che per la ridotta capacità di presa in carico dei servizi sociali e dei centri per l’impiego, anche per il meccanismo che prevede che tutto il reddito da lavoro aggiuntivo guadagnato sia compensato da una riduzione di pari ammontare del Rdc, lasciando reddito disponibile netto invariato rispetto al caso di assenza di lavoro (disincentivandone la ricerca).

Gli indirizzi suggeriti dal Think Tank pertanto raccomandano di valorizzare il ruolo di inclusione sociale (riduzione del requisito dei 10 anni di residenza in Italia, revisione della scala di equivalenza, differenziazione dell’importo del sussidio in base al costo della vita e adeguamento all’inflazione) e di potenziare i meccanismi di attivazione e inserimento lavorativo (revisione degli importi al variare dei redditi da lavoro e vincolo del sussidio alla partecipazione ai percorsi di formazione e attivazione).

Come sostituire il Reddito di cittadinanza 2024: l’opinione

Come sostituire il Reddito di cittadinanza 2024. Come già avanzato in diversi articoli pubblicati sul nostro sito, il Reddito di cittadinanza viene chiamato impropriamente così.

Per Reddito di cittadinanza, infatti, s’intende un sussidio che spetta di diritto ai cittadini in quanto cittadini. In quanto in possesso di cittadinanza a uno determinato stato. Ora, è chiaro che un tale strumento – oltre a non essere mai stato realizzato (al netto di alcune sperimentazioni) – comporterebbe un carico di spesa per lo stato molto gravoso. Quasi impossibile. 

Lo strumento introdotto in Italia, ma presente ormai in tutta Europa – come le annesse varianti – è uno strumento di contrasto alla povertà condizionato ad alcuni requisiti. In primis quello della povertà. 

In poche parole, per usufruire dell’Rdc bisogna avere un reddito familiare non superiore a una certa soglia (che corrisponde a quella della povertà) e bisogna essere disoccupati oppure inoccupati. 

Fatta questa premessa è chiaro che con l’abolizione di un tale strumento di porterà l’Italia a una retrocessione che già da prima destava scalpore. Infatti, prima del 2019, l’Italia era l’unico paese europeo a non avere uno strumento di contrasto alla povertà (insieme alla Grecia). 

Chiaramente il governo ha contezza di ciò e mira – anche se ancora non si hanno notizie – ad istituire un altro strumento di contrasto alla povertà in sostituzione dell’Rdc. Sarebbe da folli non farlo oltre che essere responsabili di una vera e propria manovra di macelleria sociale. 

Ma in che modo si vuole sostituirlo? La linea dell’esecutivo sembra essere quella dell’austerità e quindi si immagina uno strumento con criteri molto più stringenti e che orienti maggiori risorse nelle politiche attive e di inserimento lavorativo, visto che in questo l’Rdc è stato latente. 

Ma siamo sicuri che tagliando il sostegno diretto – cioè di sostegno monetario – si riesca ad incentivare il lavoro? 

Non basta ridurre i costi del welfare per incentivare il lavoro. Occorrono investimenti e piani industriali e sostegno alle imprese.

Fonti e materiale di approfondimento

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