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Home / Bonus e Incentivi » Contributi per famiglie » Reddito di cittadinanza / Rdc bloccato per controlli: il dramma dei 60 giorni scaduti

Rdc bloccato per controlli: il dramma dei 60 giorni scaduti

Ancora molti cittadini hanno il Reddito di cittadinanza bloccato dai controlli. Scopri cosa succede e come comportarsi.

di Chiara Del Monaco

Aprile 2023

Sono passati quasi due mesi da quanto il Rdc è stato sospeso ad alcuni cittadini per verifiche in corso. In questo approfondimento vediamo cosa fare con il Reddito di cittadinanza bloccato dai controlli (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sul Reddito di Cittadinanza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

In questi giorni si sta diffondendo un’atmosfera di grande tensione tra i destinatari del Reddito di cittadinanza. Ciò è dovuto a una situazione spiacevole che riguarda una parte di loro, ossia la sospensione del contributo economico una tantum a causa di controlli preliminari.

Visto che per molti cittadini si è quasi raggiunto un tempo limite senza questo sussidio per famiglie, nei prossimi paragrafi descriviamo la situazione attuale, e cioè la natura di questi contolli, e mostriamo allo stesso tempo la testimonianza di un utente in attesa.

Indice

Reddito di cittadinanza bloccato dai controlli: il dramma dei cittadini

A partire da febbraio, e per qualcuno anche prima, alcuni cittadini hanno segnalato di avere il Reddito di cittadinanza bloccato dai controlli. In pratica, il contributo anti-povertà è stato sospeso dai Comuni per effettuare delle verifiche sull’ISEE e sulla sussistenza dei requisiti per accedere al Rdc.

Visto che questa situazione sta andando avanti da ormai quasi due mesi, abbiamo raccolto la testimonianza di un’utente che ha scritto alla nostra redazione, preoccupato e frustrato allo stesso tempo:

Ciao TheWam, qui si parla di tutto, ma le domande sospese da febbraio su rdc riguardo alle verifiche del nucleo familiare che fine hanno fatto? Quando si saprà qualcosa, visto che a luglio lo toglieranno di mezzo? Sapreste darmi qualche novità? Il 15 aprile saranno passati 60 giorni. Grazie per la risposta.

Come si può notare dal messaggio qui sopra, il cittadino in questione è giustamente alterato perché da febbraio non riceve più il Reddito di cittadinanza a causa della sospensione per controlli e non sa cosa fare.

Poiché non è l’unica persona che si trova in questa spiacevole situazione, nel prossimo paragrafo chiariamo di che controlli si tratta e quali sono le tempistiche attese.

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Reddito di cittadinanza bloccato dai controlli: come funzionano

Tra i beneficiari del Reddito di cittadinanza, molti si trovano attualmente nella stessa situazione dell’utente che abbiamo citato poco fa.

Ma a cosa si deve il Reddito di cittadinanza bloccato dai controlli?

Innanzitutto, chiariamo che la responsabilità di questi controlli è dei Comuni di appartenenza. Alcuni mesi fa, infatti, i vari Comuni hanno iniziato a effettuare delle verifiche dei requisiti anagrafici per accertare il diritto al Reddito di cittadinanza.

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In particolare, ogni Comune si occupa di effettuare i dovuti controlli, basandosi anche sui dati degli Uffici Anagrafe, per poi inviarli all’INPS. Per portare a termine i controlli, hanno fino a 45 giorni di tempo, escluse le situazioni particolari, per esempio il coinvolgimento di altri enti pubblici.

Se l’esito dei controlli è positivo, il Comune invia il risultato all’INPS, il quale sbloccherà in tempi brevi il contributo economico, erogando anche la differenza degli arretrati.

Invece, in caso di esito negativo, il Comune procede a una prima convocazione del richiedente interessato per avere chiarimenti. Se il cittadino in questione non fornisce spiegazioni adeguate a giustificare eventuali controlli incoerenti o sospetti, si procede con una segnalazione all’INPS. A questo punto, l’INPS revoca immediatamnete il sussidio e richiede anche le somme erogate indebitamente.

Scopri i principali motivi della perdita del Reddito di cittadinanza.

Tuttavia, 60 giorni di attesa vanno ben oltre le tempistiche previste. Per questo motivo, l’ideale sarebbe contattare direttamente l’INPS. Nel prossimo paragrafo vediamo come procedere in questi casi.

Leggi quali sono le somme previste con l’Rdc, i limiti di prelievo in contanti e le spese vietate con i contributi economici, i motivi che causano la sospensione del reddito di cittadinanza e i reati che fanno perdere l’Rdc.

Reddito di cittadinanza bloccato dai controlli: in foto, la scritta “STOP” in maiuscolo rosso.

Reddito di cittadinanza bloccato dai controlli: cosa fare

Come abbiamo visto nel paragrafo precedente, il Reddito di cittadinanza bloccato dai controlli dei Comuni sta generando una situazione di malcontento, poiché molti cittadini non ricevono il sussidio da quasi due mesi.

In questi casi, la prima cosa da fare per avere spiegazioni o novità sull’esito dei controlli è contattare l’Istituto. Per farlo, esistono diverse modalità, tra cui:

L’opzione che consigliamo sempre, per chi ne ha la possibilità, è di recarsi di persona presso una sede territoriale dell’INPS.

In alternativa, se non si hanno ancora risultati soddisfacenti né con l’INPS né con i Comuni, si potrebbe valutare di procedere in via legale. In questo caso, il consiglio è rivolgersi a un patronato per farsi assistere e per avere maggiori dettagli sui costi.

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