Reddito di cittadinanza, iniziano le convocazioni: cosa fare

Reddito di cittadinanza, iniziano le convocazioni dei percettori presso i Centri per l'Impiego. Che fare.

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Iniziano ufficialmente le convocazioni presso i Centri per l’Impiego per tutti quei cittadini che percepiscono il Reddito di Cittadinanza. Andiamo a scoprire cosa occorre fare e cosa succede in caso di assenza (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sul Reddito di Cittadinanza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

Reddito di cittadinanza, ecco perché è necessario presentarsi ai centri per l’impiego

Chi percepisce il reddito di cittadinanza deve obbligatoriamente presentarsi, a seguito di una convocazione, presso un centro per l’impiego. Proprio in questi giorni, infatti, molti percettori del sostegno di contrasto alla povertà hanno ricevuto un SMS da parte dei CPI.

Ricordiamo, infatti, che il Rdc è un sussidio economico che non dovrebbe essere erogato a vita, ma che ha lo scopo di accompagnare i percettori nella ricerca di un impiego ed è proprio per questo che il titolare della prestazione è obbligato a dare la propria disponibilità immediata a lavorare.

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Ecco perché i centri per l’impiego chiamano i titolari della prestazione dopo 30 giorni dalla percezione del beneficio. Lo scopo, infatti, è quello di attivare tutti i servizi previsti dalla legge e, per farlo, inoltrano un messaggio di testo SMS oppure una mail, agli indirizzi forniti in fase di compilazione della domanda, in cui vengono inseriti la data e il luogo dell’appuntamento.

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Molti percettori della misura di contrasto alla povertà segnalano di aver ricevuto una convocazione per la data di ieri, anche se residenti in province e città differenti. Presso il centro per l’impiego al beneficiario Rdc verrà chiesto di sottoscrivere un Patto per il Lavoro; è bene sottolineare che, se la convocazione arriva dal comune, il cittadino dovrà sottoscrivere un Patto per l’Inclusione Sociale.

Ma è obbligatorio presenziare? La risposta è sì: quando un percettore di reddito di cittadinanza viene convocato presso un centro per l’impiego deve recarsi obbligatoriamente alla data e all’ora prefissati. Andiamo a scoprire insieme cosa accade se questo non si presenta.

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Reddito di cittadinanza, cosa succede se un percettore non si presenta presso un CPI

Come dicevamo poc’anzi, presentarsi presso il centro per l’impiego una volta convocati è obbligatorio. In caso di assenza senza un motivo valido, infatti, si incorre in una decurtazione del beneficio o addirittura nella revoca dello stesso.  

Per i percettori di reddito di cittadinanza, le sanzioni previste si possono trovare dall’art. 7 del D.L. 4/2019. In sostanza, il centro per l’impiego convoca il soggetto che percepisce mensilmente la misura, che è tenuto a presenziare alla data e all’ora indicati nella comunicazione. La chiamata serve per la stipula di un patto di servizio personalizzato, oppure per la realizzazione delle attività previste dallo stesso patto.

Leggi quali sono le somme previste con l’Rdc, i limiti di prelievo in contanti e le spese vietate con i contributi economici, i motivi che causano la sospensione del reddito di cittadinanza e i reati che fanno perdere l’Rdc.

Ma è possibile non presentarsi alla convocazione? La risposta è sì, ma occorrerà, anche a pena di sanzione, giustificare l’assenza. Attraverso la nota del 04/03/2016 n. 39/0003374, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha elencato tutte le motivazioni e le diverse modalità che consentono di giustificare un’assenza.

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Nello specifico, si può considerare “giustificata” un’assenza dovuta ad una delle seguenti motivazioni:

  • malattia o infortunio documentati;
  • servizio civile o di leva, oppure richiamo alle armi;
  • gravidanza per il periodo di astensione che è previsto dalla legge;
  • citazioni in tribunale, per qualsiasi titolo, dietro esibizione dell’ordine di comparire da parte del magistrato;
  • gravi motivazioni familiari, che siano documentate o certificate;
  • casi di limitazione legale della mobilità personale;
  • tutti le altre comprovate motivazioni di impedimento oggettivo, oppure di causa di forza maggiore, che impedisca categoricamente al percettore di reddito di cittadinanza di presentarsi presso il centro per l’impiego, senza possibilità di alcuna valutazione di carattere soggettivo o discrezionale da parte di quest’ultimo.

Inoltre, è necessario comunicare e documentare il motivo dell’assenza entro la data e l’ora stabiliti dal messaggio della convocazione, oppure entro le 24 ore successive alla data e l’ora dell’appuntamento.

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Come fare? Semplice, la comunicazione dovrà essere inoltrata al centro per l’impiego con, in allegato, la documentazione che comprovi e che attesti il motivo dell’assenza alla convocazione.

Per gli appuntamenti presso un soggetto privato accreditato, la documentazione attestante il giustificato motivo di assenza dovrà essere presentata nei medesimi termini e con le stesse modalità, direttamente alla sede del soggetto privato.

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Reddito di cittadinanza, cosa cambia con il Governo Meloni

Sapevamo già che la leader del partito politico Fratelli d’Italia, vincitore delle elezioni del 25 settembre scorso, non fosse un’amante della misura di contrasto alla povertà proposta a suo tempo dal Movimento Cinque Stelle. La presidente in pectore Giorgia Meloni, infatti, ha definito più volte il reddito di cittadinanza come “metadone di Stato, ovvero una prestazione che incentiva la nullafacenza e l’ozio, mediante una sorta di vitalizio.

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I percettori di Rdc, infatti, dopo il risultato delle elezioni che ha visto trionfare il Centrodestra (Meloni – Salvini – Berlusconi) sono abbastanza preoccupati per il futuro della misura. Secondo le ultime notizie, infatti, il reddito di cittadinanza andrà incontro a una profonda rivoluzione, che interesserà anche i rifiuti delle proposte di lavoro.

Dapprima, infatti, con il Governo Conte I, i percettori del sostegno avevano a disposizione tre rifiuti alle proposte di lavoro congrue; con il Governo Draghi, i rifiuti possibili sono scesi a due, con un décalage dell’importo dopo il primo rifiuto. Con Meloni, invece, si parla della revoca della misura già dopo il primo rifiuto dell’offerta di lavoro.

Tra le proposte del partito FdI c’era anche quella dell’abolizione totale del sussidio già dal 2023. Ad oggi, queste due sono solo ipotesi. Non ci resta che attendere ulteriori aggiornamenti dal nuovo esecutivo.

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