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Rdc, convocazioni con SMS e Gol: che significa

Scopri le ultime novità sulle convocazioni per il Reddito di cittadinanza e programma Gol.

di Chiara Del Monaco

Aprile 2023

In questi giorni sono arrivati i messaggi per la convocazione dei percettori di Rdc ai Centri per l’Impiego. Vediamo insieme come funzionano le convocazioni per il Reddito di cittadinanza e programma Gol e cosa fare dopo l’SMS (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sul Reddito di Cittadinanza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Diversi beneficiari del Reddito di cittadinanza hanno ricevuto un SMS con la data e l’ora di convocazione presso il Centro per l’Impiego della propria città. A tale proposito, ricordiamo che queste convocazioni sono gestite sia dai CpI sia dai Comuni di residenza per agevolare il reinserimento lavorativo di alcune categorie di cittadini.

Oltre ai percettori di Rdc, infatti, anche i titolari di Naspi o Dis-Coll seguono lo stesso sistema per cercare un nuovo impiego.

Dopo la convocazione, il cittadino viene inserito nel programma Gol, ossia il programma di Garanzia di occupabilità dei lavoratori, gestito da Anpal.

Nei prossimi paragrafi, chiariamo cosa fare con le convocazioni per il Reddito di cittadinanza e programma Gol e come funzionano.

Indice

Convocazioni per il Reddito di cittadinanza e programma Gol: come funziona

Come anticipato in apertura del nostro approfondimento, nelle ultime ore molti cittadini, tra cui i percettori di Reddito di cittadinanza, hanno ricevuto un SMS con data e ora della convocazione presso il Centro dell’Impiego del Comune di residenza.

Le convocazioni sono una parte integrante delle regole previste dalla normativa che ha istituito il Rdc (dl 4/2019) e hanno lo scopo di agevolare i percettori nella ricerca di un nuovo lavoro. Dopo che si riceve il messaggio, è obbligatorio presentarsi al centro dell’Impiego della propria città nel giorno e nell’ora previsti. Chi non si presenta (soprattutto senza una giustificazione o un preavviso) rischia di incorrere in una sanzione.

Una volta che ci si presenta all’appuntamento, il percettore interessato deve firmare il Patto per il Lavoro e sottoscrivere la DID, ossia la Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro. Poi, al termine del colloquio, il cittadino sarà inserito nel programma Gol (Garanzia di occupabilità dei lavoratori).

Questo programma ha l’obiettivo di indirizzare i percettori verso un’occupazione adeguata alla loro formazione e alle loro attitudini, incrociando in questo modo domanda e offerta di lavoro.

Nel prossimo paragrafo vediamo nel dettaglio di cosa si tratta e come funziona.

Scopri la pagina dedicata al Reddito di cittadinanza: pagamenti, diritti e bonus compatibili.

Prima di andare avanti, ecco un video con le ultime novità sul Reddito di cittadinanza e le misure che potrebbero sostituirlo dal 2024.

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Convocazioni per il Reddito di cittadinanza e programma Gol: di cosa si tratta

Il programma Gol rientra nella riforma prevista dal PNRR, ossia il Piano Nazionale di ripresa e Resilienza del nostro Governo, e ha lo scopo di riqualificare e quindi migliorare le politiche attive del lavoro.

Anche se è stato introdotto dal Ministero del Lavoro, il programma è al momento gestito da Anpal ed è strettamente collegato Piano di potenziamento dei centri per l’impiego e al Piano nazionale nuove competenze. In pratica, Anpal tiene sotto controllo gli interventi attuati dalle Regioni per i percorsi previsti dal programma Gol.

Per migliorare l’inserimento lavorativo dei cittadini in difficoltà, il programma prevede una serie di percorsi di accompagnamento al lavoro, di aggiornamento o riqualificazione professionale, ma anche percorsi in rete con altri servizi territoriali (per esempio centri sociali, socio-sanitari, di conciliazione, educativi) per cittadini con situazioni complesse (disabilità o altre fragilità).

Per supportare il reinserimento lavorativo dei cittadini coinvolti, i percorsi del programma Gol sono quanto più possibile personalizzati, quindi adeguati alle attitudini personali e professionali delle persone. Ciò è possibile grazie a una prima fase di orientamento mirato e assessment.

Ma a chi si rivolge questo programma?

Il programma Gol è rivolto a queste categorie di persone:

Convocazioni per il Reddito di cittadinanza e programma Gol: in foto, un impiegato del Centro per l’Impiego durante un colloquio.

Convocazioni per il Reddito di cittadinanza e programma Gol: quanti hanno aderito al programma

Il Ministero del Lavoro ha predisposto 4,4 miliardi di euro per finanziare il programma Gol e supportare i cittadini nel reinserimento lavorativo. L’intenzione è che entro il 2025 saranno coinvolte 3 milioni di persone, di cui 800.000 impegnate in attività formative e 300.000 relative alle competenze digitali.

Nel frattempo, però, è anche bene pensare ai numeri del presente. Secondo l’ultimo report dell’Anpal che risale al 31 gennaio 2023, sono 827mila le persone che hanno aderito al programma Gol.

Questi cittadini hanno presentato una DID presso il CpI del proprio Comune di residenza, hanno poi ricevuto un assessment e un orientamento di base. In seguito alla valutazione, hanno sottoscritto il Patto per un servizio personalizzato, scelto tra uno dei percorsi previsti nel programma Gol, in base alla lontananza dal mercato del lavoro.

Di queste 827mila persone, però, solo il 23% sono beneficiari del Reddito di cittadinanza, di cui il 3,7% è anche percettore di Naspi o Dis-Coll.

In pratica, i beneficiari del Rdc che sono stati effettivamente indirizzati verso percorsi di aggiornamento o riqualificazione professionale nell’ambito della Gol corrispondono a circa 198mila cittadini, mentre sono solo 47mila quelli che hanno individuato un’attività formativa da svolgere.

Insomma, c’è ancora un po’ di strada da fare per inserire i percettori del Reddito di cittadinanza nel mercato lavorativo e il tempo a disposizione non è molto prima che sia abolito il sussidio.

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