Chi dovrà restituire i soldi del Reddito di Cittadinanza si domanda come fare. Spesso le cifre richieste dall’INPS sono troppo alte. L’istituto cita genericamente la possibilità di ricorrere a delle rate, ma non chiarisce come procedere. Ne parliamo in questo articolo - Scopri le ultime notizie su bonus e agevolazioni Inps. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.
Reddito di cittadinanza sospeso dall’INPS: chi deve restituirlo?
La sospensione del reddito di cittadinanza scatta, da parte dell’INPS, quando le famiglie che ricevono l’Rdc non aggiornano la dichiarazione sostitutiva unica (DSU). Se i dati anagrafici, reddituali e e patrimoniali sono vecchi, infatti, l’SEE risulta non aggiornato e i pagamenti del sussidio vengono congelati.
Per risolvere la situazione i nuclei familiari devono aggiornare quei dati, rivolgendosi direttamente all’INPS o affidandosi a un CAF (Centro di assistenza fiscale).
Ora l’INPS sta chiedendo indietro i soldi del reddito di cittadinanza, per somme fino a 20mila euro, a quelle famiglie che hanno ricevuto indebitamente il beneficio. In molti casi questi nuclei familiari pagano il fatto di non aver aggiornato dati relativi alla residenza o al patrimonio mobiliare.
Tanti cittadini, che non hanno i soldi chiesti dall’INPS, si chiedono cosa fare. Ne parliamo nel prossimo paragrafo.
Reddito di cittadinanza da restituire: come rateizzare il debito?
Al momento l’INPS non ha fornito indicazioni chiare ai cittadini per restituire i soldi indebitamente percepiti, ha solo parlato genericamente della possibilità di ricorrere a una rateizzazione del debito.
Non ci sono circolari che spiegano come procedere. Inoltre, l’ente ricorda ai beneficiari del reddito di cittadinanza, che i soldi vanno restituiti entro 30 giorni dalla comunicazione ricevuta.
In questi casi preoccuparsi è legittimo. Cosa si può fare? In mancanza di comunicazioni ufficiali, da parte dell’ente, suggeriamo ai cittadini di procedere in questo modo:
- andare presso una sede provinciale INPS e parlare con i funzionari, illustrando la gravità della situazione;
- inviare una segnalazione attraverso il servizio online “INPS risponde” descrivendo il proprio caso e chiedendo spiegazioni;
- rivolgersi a un avvocato esperto di diritto tributario o a un patronato che offre assistenza legale per farsi supportare.
Contattare telefonicamente l’INPS attraverso il call center, come confermato da molti lettori di TheWam.net, si è rivelato inutile. Gli operatori, citando le assenze di comunicazione da parte della sede centrale, di fatto hanno “respinto” le domande dei cittadini o hanno offerto risposte vaghe.
Reddito di Cittadinanza aprile 2022: chi subirà dei tagli dell’INPS
In questo caso, purtroppo, si può solo sperare in un emendamento correttivo da parte del governo per escludere questi aiuti e queste maggiorazioni dal conteggio del reddito familiare: fattore utilizzato per calcolare quanti soldi spettano per il reddito di cittadinanza.
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