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Reddito di cittadinanza dopo dicembre: conserva la scheda

L’INPS pubblica un messaggio con tutte le ultime indicazioni per gestire il passaggio dal Reddito di cittadinanza a dicembre 2023 all’Assegno di inclusione, che partirà dal 1° gennaio 2024. Ecco i punti che tutti i percettori di Rdc devono conoscere.

di Romina Cardia

Novembre 2023

In questo approfondimento paliamo di Reddito di cittadinanza a dicembre 2023 (scopri le ultime notizie sul Rdc e sui bonus attivi in Italia. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Reddito di cittadinanza a dicembre 2023: la circolare dell’INPS

Con il messaggio n. numero 4179 del 24-11-2023, l’INPS interviene sul delicato passaggio dal Reddito di cittadinanza a dicembre 2023 all’Assegno di inclusione, la nuova misura anti povertà che di fatto vede già la transazione delle persone considerate “occupabili” e che hanno terminato la settima mensilità, impegnati al momento con il Supporto Formazione e Lavoro.

Il messaggio dell’INPS conferma quindi il termine del Reddito di cittadinanza a dicembre 2023, esattamente domenica 31 dicembre, anche per coloro che non abbiamo finito di fruire delle 18 mensilità.

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Non buttare la scheda Rdc

Il messaggio dell’INPS invita i percettori di Reddito di cittadinanza a non buttare la scheda Rdc, in quanto essa resterà attiva e servirà sia per consentirti di spendere l’eventuale ultima ricarica di dicembre e sia per l’accredito di arretrati, conguagli ed eventuali pagamenti di quanto spettante a titolo di Assegno Unico figli fino a febbraio 2024.

Infatti, per chi dovesse terminare a dicembre 2023 il Rdc e non dovesse fare immediatamente domanda di Assegno Unico su Iban, le rate dell’assegno arriveranno ancora sulla card fino a massimo febbraio 2024.

Assegno di inclusione e lavoro: come funziona la nuova misura post Reddito di Cittadinanza e chi potrà richiederla.

Termine ultimo per presentare domanda del Rdc

Il termine ultimo per presentare domanda per il Reddito di cittadinanza è il 30 novembre 2023. Lo stesso termine vale per la possibilità di essere presi in carico dai servizi sociali.

INPS fa anche sapere che i pagamenti di dicembre 2023 di Rdc arriveranno in data 15 e 27 dicembre, con un anticipo sulla ricarica ordinaria, prima di Natale.

Reddito di cittadinanza e presa in carico dei servizi sociali entro il 30 novembre 2023: buone notizie per chi ha fatto richiesta di supporto ai servizi sociali. Il termine per comunicare l’avvenuta presa in carico è stato prorogato dal 31 ottobre al 30 novembre 2023. Ecco cosa devi fare.

Passaggio all’Assegno di inclusione

In questo caso siamo ancora in attesa della circolare per poter fare domanda, ma il governo sta lavorando per anticipare l’apertura alle domande da metà dicembre, in modo da evitare ritardi che si andrebbero a verificare se la procedura di domanda venisse aperta solo da gennaio 2024.

Ecco il testo completo del messaggio dell’INPS:

“Con riferimento alla misura del Reddito di Cittadinanza (Rdc), la Legge 29 dicembre 2022, n. 197 (Legge di Bilancio 2023), all’articolo 1, comma 318, ne ha disposto la cessazione a far data dal 1° gennaio 2024.

Per coloro che hanno la misura in essere, la fruizione del beneficio terminerà al 31 dicembre 2023, anche nel caso in cui non siano trascorse le diciotto mensilità previste dalla normativa Rdc, fatto salvo il riconoscimento successivo di possibili rate arretrate e la liquidazione di quanto eventualmente spettante a titolo di AUU fino a febbraio 2024, come previsto nel messaggio n.2896 del 7 agosto 2023.

La Carta Rdc resterà, pertanto, operativa nei primi mesi del 2024 per consentire l’utilizzo degli importi accreditati.

Tenuto conto, peraltro, dei termini di erogazione del beneficio dal mese successivo a quello della richiesta, non potranno essere acquisite nuove domande di Reddito di cittadinanza oltre la data del 30 novembre p.v. (prossimo venturo, n.d.r.).

Nel caso di domande presentate all’Istituto per il tramite di intermediari, verrà consentita, anche attraverso il canale dell’interoperabilità, la trasmissione di tali domande fino alla data del 20 dicembre p.v., purché presentate dagli utenti presso gli intermediari entro la scadenza del 30 novembre p.v.

La data del 30 novembre p.v. rappresenta anche il termine indicato dall’articolo 19, comma 1, lettera a), del decreto-legge 18 ottobre 2023, n. 145, di modifica dell’articolo 13, comma 5, del decreto-legge n. 48/2023, per la comunicazione da parte dei servizi sociali dell’eventuale presa in carico dei nuclei familiari che cessano la fruizione del beneficio alla settima mensilità.

Tenuta presente tale ultima scadenza, i nuclei che hanno fruito della settima mensilità del Reddito di cittadinanza ad ottobre senza avere i requisiti per la prosecuzione della fruizione, potranno ricevere il pagamento della rata di novembre, il 15 dicembre, purché nel frattempo risultino presi in carico dai servizi sociali, mentre la mensilità di dicembre, ove dovuta, verrà corrisposta il giorno 27 dello stesso mese. Nel caso in cui, invece, tali nuclei familiari non risultino presi in carico, cesseranno dalla fruizione della misura.

Alle medesime scadenze del 15 e del 27 dicembre, si procederà a corrispondere gli eventuali pagamenti arretrati nonché quello del corrente mese, ai nuclei già sospesi cui, per effetto della presa in carico da parte dei servizi sociali, sia riconosciuta la prosecuzione del beneficio.”

Reddito di cittadinanza a dicembre 2023
Reddito di cittadinanza a dicembre 2023. Nella foto: calendario di dicembre 2023.

FAQ sull’Assegno di inclusione dopo il Reddito di cittadinanza a dicembre 2023

Che cos’è l’Assegno di inclusione?

L’Assegno di inclusione sarà riconosciuto a decorrere dal primo gennaio 2024 quale misura di sostegno economico e di inclusione sociale e professionale, condizionata al possesso di requisiti di residenza, cittadinanza e soggiorno, alla prova dei mezzi sulla base dell’ISEE, alla situazione reddituale del beneficiario e del suo nucleo familiare e all’adesione a un percorso personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa.

A chi è destinato l’Assegno di inclusione?

L’Assegno di inclusione è riconosciuto ai nuclei familiari che abbiano almeno un componente in una delle seguenti condizioni:

Ai fini della determinazione del beneficio spettante, attraverso una scala di equivalenza si tiene conto dei componenti in una delle condizioni sopra indicate, nonché del componente che svolge funzioni di cura con riferimento alla presenza di minori di 3 anni di età, di 3 o più figli minorenni ovvero di componenti con disabilità o non autosufficienti.

Quale sarà l’importo dell’Assegno di inclusione?

L’importo dell’Assegno di inclusione è composto da una integrazione del reddito familiare fino a euro 6.000 annui, ovvero euro 7.560 annui se il nucleo familiare è composto da persone tutte di età pari o superiore a 67 anni ovvero da persone di età pari o superiore a 67 anni e da altri familiari tutti in condizioni di disabilità grave o di non autosufficienza, moltiplicati per il corrispondente parametro della scala di equivalenza. A tale importo, può essere aggiunto un contributo per l’affitto dell’immobile dove risiede il nucleo per un importo pari all’ammontare del canone annuo previsto nel contratto in locazione (ove regolarmente registrato) fino ad un massimo di euro 3.360 annui, ovvero 1.800 euro annui se il nucleo familiare è composto da persone tutte di età pari o superiore a 67 anni ovvero da persone di età pari o superiore a 67 anni e da altri familiari tutti in condizioni di disabilità grave o di non autosufficienza. Tale integrazione non rileva ai fini del calcolo della soglia di reddito familiare. Il beneficio economico non può essere, comunque, inferiore a 480 euro.

Il beneficio è erogato mensilmente per un periodo continuativo non superiore a 18 mesi e può essere rinnovato, previa sospensione di un mese, per ulteriori 12 mesi. Allo scadere dei periodi di rinnovo è sempre prevista la sospensione di un mese.

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