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Il reddito di cittadinanza è un diritto acquisito per 18 mesi

Scopri cosa significa che il reddito di cittadinanza è un diritto acquisto e fino a quando sarà garantito.

di The Wam

Novembre 2022

Il reddito di cittadinanza è un diritto acquisito fino alla scadenza dei diciotto mesi? Le cose possono cambiare con una riforma del governo Meloni sull’Rdc? In questo approfondimento spiegheremo come stanno le cose e tranquillizzeremo i tanti utenti che ci hanno fatto questa domanda. (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sul Reddito di Cittadinanza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

Il reddito di cittadinanza è un diritto acquisito?

Il reddito di cittadinanza è un diritto acquisito fino alla scadenza prevista dalla norma che ne ha regolato il pagamento per tutte quelle persone che ne stanno attualmente beneficiando. Questo significa che nessuno può togliere il reddito di cittadinanza prima che siano scaduti i 18 mesi previsti dal decreto Legge n.4 del 28 gennaio 2019, norma che regola l’erogazione del sussidio.

In Italia, infatti, è possibile abrogare una legge, apportando dei cambiamenti. L’annullamento di una legge, invece, è una procedura più complessa che richiede, spesso, l’intervento di organi come la Corte Costituzionale. Guarda il video L’Rdc è un diritto acquisito per 18 mesi. La Naspi?

Per approfondire questo argomento leggi la guida “In quanto tempo possono cancellare il reddito di cittadinanza“. Nel prossimo paragrafo vedremo cosa sono i diritti acquisiti.

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Il reddito di cittadinanza è un diritto acquisito che non può essere cancellato prima della scadenza.

Cosa sono i diritti acquisiti?

I diritti acquisiti, conosciuti anche come “diritti quesiti“, sono una categoria di diritti che non può essere modificata, per questo si dice che sono immutabili, una volta entrati nella sfera giuridica di una persona (quando gli sono riconosciuti). Questi diritti, fino alla loro scadenza, sopravvivono perciò anche a cambiamenti dell’ordinamento giuridico.

Da questa definizione è facile intuire come il reddito di cittadinanza sarà pagato a chi già ne beneficia fino alla sua attuale scadenza, fissata proprio a 18 mesi. Quindi: cosa può fare davvero il governo Meloni per cambiare il sussidio?

Ne parliamo nel prossimo paragrafo, prima introduciamo l’argomento con questo video: “Meloni: così cambiamo Rdc, pensioni, tasse e lavoro“.

Come cambierà il reddito di cittadinanza con il governo Meloni?

Il governo Meloni ha annunciato di voler cambiare il reddito di cittadinanza, già a partire dai prossimi mesi, anche se ci sono idee contrastanti all’interno dell’esecutivo. Vediamo quali sono le ipotesi in campo:

Nel video di seguito, “Chi non perderà il reddito di cittadinanza: gli inoccupabili“, viene spiegato chi sono gli inoccupabili che potrebbero conservare il diritto a ricevere l’Rdc.

Nel prossimo paragrafo vedremo in quanto tempo sono attese le modifiche annunciate dal centrodestra.

Quando cambierà il reddito di cittadinanza con il governo Meloni?

Le novità sul reddito di cittadinanza potrebbero essere introdotte dalla nuova Legge di Bilancio che il centrodestra dovrà approvare prima della fine del 2022.

In questo documento saranno contenute le linee guida economiche che il governo seguirà nei prossimi mesi.

Al momento, stando agli annunci, grande attenzione verrà data al tema delle pensioni. La volontà sembra quella di confermare alcune misure di flessibilità, che garantiscono un’uscita anticipata dal lavoro, come Opzione Donna e Ape Sociale.

Il governo ha anche avanzato l’ipotesi di approvare un bonus per chi resterà a lavoro dopo una certa età, mentre la Lega spinge per l’entrata in vigore di una “Quota 102 modificata“.

Questa soluzione, detta anche “Quota 41“, permetterebbe di andare in pensione con 61 anni di età, 41 di contributi e senza vedersi ridurre l’importo, che sarà proporzionato ai contributi versati.

Gli altri grandi temi riguardano l’introduzione di una flat tax fino a 100mila euro per le Partite Iva forfettarie e misure fiscali che vadano ad abbassare la tassazione per le aziende che assumono nuovi lavoratori.

Parte dei fondi, necessari a finanziare queste misure, potrebbero arrivare dalla modifica di contributi economici quali il reddito di cittadinanza e la Naspi. Proprio l’indennità di disoccupazione, infatti, potrebbe veder ridurre la propria durata.

Fonti e materiale di approfondimento

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