Reddito di cittadinanza dopo il 2024: cosa succederà

Il Reddito di cittadinanza dopo il 2024 sarà abolito? Cerchiamo di capire cosa aspettarsi dal futuro della misura.

7' di lettura

Cosa ne sarà del Reddito di cittadinanza dopo il 2024? Se lo stanno chiedendo praticamente tutti ormai, anche chi non percepisce la misura. Le ipotesi sul tavolo sono ancora vaghe e incerte. In questo articolo cerchiamo di capire quali cambiamenti aspettarsi nei prossimi anni in base alle ultime dichiarazioni del governo (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sul Reddito di Cittadinanza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Come sappiamo, il Reddito di cittadinanza sarà modificato già a partire dal prossimo anno, con una riduzione delle mensilità percepite e alcuni cambiamenti dal punto di vista delle regole da seguire. Ma cosa succedere al Reddito di cittadinanza dopo il 2024?

Su questi, girano ancora diverse ipotesi da parte del governo, che si sta già muovendo per trovare una soluzione adatta a tutti. Nei prossimi paragrafi discutiamo del possibile futuro della misura anti-povertà proprio sulla base di alcune dichiarazione diffuse finora.

Indice

Reddito di cittadinanza dopo il 2024: le dichiarazioni della ministra Calderone

Ormai quasi tutti ci stiamo facendo delle domande sul futuro del Reddito di cittadinanza a partire dal prossimo anno. Già con l’approvazioe del testo della Legge di Bilancio, che sarà pubblicata a fine dicembre 2022, abbiamo visto un assaggio delle modifiche che saranno applicate sul Rdc.

Per il 2023, infatti, il governo prevede una riduzione delle mensilità del Rdc da 18 a 8, probabilmente senza possibilità di rinnovo (ma su questo non ci sono ancora voci certe). Inoltre, la possibilità di rifiuto dell’offerta di lavoro congrua è pari a zero: chi rifiuta la prima volta si vedrà togliere il sussidio.

Ma attenzione: questi cambiamenti non valgono per tutti, ma solo per i cosiddetti occupabili, cioè coloro che sono nelle condizioni di salute e di età adeguate per lavorare. A confermarlo è stata la ministra del Lavoro Marina Calderone che si è pronunciata non solo sul futuro del Reddito di cittadinanza, ma anche su altre misure come il taglio del cuneo fiscale e le riforme necessarie per il mondo del lavoro.

Sul Reddito di cittadinanza dopo il 2024, la ministra Calderone ha affermato che non ci sarà un’abolizione improvvisa della misura, ma che “si andrà per gradi”. In occasione di un’intervista al Corriere, la ministra del Lavoro ha dichiarato quanto segue:

Il governo non ha intenzione di dimenticare chi ha necessità di un sostegno economico. Lo ha detto anche il presidente del Consiglio presentando la manovra. La scelta di una soluzione ponte sul 2023 va in questa direzione: intervenire subito sugli occupabili per portarli a rientrare nel mondo del lavoro mentre si lavora a una riforma organica delle politiche attive e dei centri per l’impiego, riformulando nel contempo le misure di lotta alla povertà

Da quanto si legge, i cambiamenti del Reddito di cittadinanza introdotti dalla Legge di Bilancio per il 2023 servono per dare tempo all’esecutivo di realizzare una vera e propria riforma delle politiche attive del lavoro e del contrasto alla povertà. Per avviarsi verso questa direzione, il governo metterà già in pratica dei cambiamenti sul Rdc per quanto riguarda gli occupabili, ossia coloro che sono in condizioni di lavorare.

Al di là della riduzione della durata a 8 mensilità, queste persone che al momento percepiscono la misura saranno supportate nella ricerca di un nuovo impiego tramite l’inserimento in corsi di formazione obbligatori della durata di sei mesi. Rifiutare la partecipazione a questi corsi porterà alla decadenza immediata del contributo economico.

Invece, per quanto riguarda gli “inoccupabili”, ossia coloro che si trovano in un nucleo familiare con minori, disabili e persone a carico ultrasessantenni, la ministra Calderone assicura che “non cambierà nulla nel 2023 e si troveranno strumenti idonei nel 2024”.

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Nel video di seguito sono descritti i cambiamenti che molto probabilmente saranno apportati dalla Leggedi Bilancio 2023 sulla base del testo approvato in Consiglio dei Ministri. Tra questi anche il Reddito di cittadinanza.

Oltre alle pensioni da 2100 euro tagliate per 2 anni, sulla Legge di Bilancio 2023 leggi anche:

Reddito di cittadinanza dopo il 2024: le ipotesi del Reddito di sussistenza

Come abbiamo visto nel paragrafo precedente il Reddito di cittadinanza dopo il 2024 ha ancora un futuro molto incerto. In base alle dichiarazioni della ministra del Lavoro Calderoni e ad altre notizie diffuse dalla stessa Presidente Meloni, l’idea è di sostituire il Reddito di cittadinanza come lo conosciamo oggi con un’altra misura a supporto di coloro che ne hanno bisogno.

Finora si è sentito parlare per esempio del reddito di sussistenza, una misura gestita dai Comuni che andrebbe a sostituire il Rdc ma che al momento è ancora da delineare.

Secondo le ipotesi, si tratterebbe di un beneficio economico destinato ai nuclei familiari che si trovano non solo in difficoltà economica, ma anche in una condizione che impedisce loro di andare a lavorare: per esempio persone con disabilità, anziani, figli minori a carico.

Invece, per chi può lavorare, i tanto nominati “occupabili” che rientrano nella fascia d’età 18-59 anni, il governo ha intenzione di introdurre delle misure apposite, fornendo maggiori risorse alle aziende sotto forma di incentivi per l’occupazione.

L’erogazione del reddito di sussistenza per le categorie fragili e non occupabili sarebbe gestita dai Comuni, e non più dall’INPS, poiché sono considerati più efficienti dal punto di vista dei controlli nei confronti dei “furbetti”. Nel video di seguito, “RDC 2023: 8 MESI PER CHI? OBBLIGO SCOLASTICO E… LIVE!“, abbiamo risposto alle domande degli utenti sul futuro del reddito di cittadinanza.

Reddito di cittadinanza dopo il 2024: cosa aspettarsi per il futuro

Se è vero che il reddito di sussisteza era già nei piano delle coalizioni di centrodestra da un po’ di tempo, allora perché non è stato approvato fin da subito?

In realtà il motivo è semplice. Da un lato si tratta di una misura completamente da scrivere, su cui sono state buttate giù delle idee ma che al momento non ha nulla di definito. Dall’altro lato, se anche fosse stata ben delineata, sarebbe stato impossibile adoperare una sostituzione così drastica già dal 2023. Il Reddito di cittadinanza è pur sempre una misura che coinvolge 3,4 milioni di italiani, di cui i due terzi al Sud del nostro Paese.

Ecco perché il governo ha deciso di andare per gradi, partendo dalle modifiche di cui abbiamo parlato nei paragrafi precedenti. Questi cambiamenti, infatti, servono a fare una prima scrematura delle persone che perderanno l’assegno definitivamente nel 2024 e quelle che invece avranno bisogno del reddito di sussistenza o comunque una misura analoga come forma di supporto.

Reddito di cittadinanza dopo il 2024: cosa succederà?

Insomma, il futuro del Reddito di cittadinanza dopo il 2024 è ancora molto incerto e confusionario. Per avere informazioni più chiare non ci resta che aspettare la pubblicazione della Legge di Bilancio a fine anno e ascoltare i piani del nuovo governo per i prossimi anni.

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