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Reddito di cittadinanza: dove esiste in Europa e come va

Dove esiste un Reddito di cittadinanza in Europa? Scopriamo in quali Paesi e come funziona.

di Valerio Pisaniello

Aprile 2023

Dove esiste in Europa un Reddito di cittadinanza o altre misure di contrasto alla povertà? Sono numerosi in Paesi in ambito europeo ma non così tanti nel mondo (Scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sul Reddito di Cittadinanza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

Dove esiste un Reddito di cittadinanza in Europa?

In tema Rdc o, più genericamente, basic income ogni Paese prevede regole – derivanti dall’inclinazione politica dei rispettivi governi – importi e requisiti diversi per sostenere pensionati e giovani disoccupati con l’obiettivo di garantire a tutti una vita dignitosa, integrando il salario percepito ove al di sotto della soglia di povertà.

Tuttavia, il Reddito di cittadinanza (o misure simili) esiste in:

Ecco come funziona, chi può beneficiarne e per quanto tempo.

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Dove esiste un Reddito di cittadinanza in Europa: i Paesi Ue

Ecco la lista dei Paesi dove esiste un reddito di questo tipo:

Germania

La fascia continentale europea è caratterizzata da un sistema di welfare cosiddetto “categoriale”, ossia che le misure di sostegno al reddito sono finanziate dalla categoria lavorativa di appartenenza. 

I cittadini tedeschi in difficoltà economica hanno diritto a tre tipologie di sussidio economico:

Le erogazioni sono assicurate alle fasce bisognose, le quali, tuttavia, ogni 6 mesi devono dimostrare di avere i requisiti previsti dalla legge. In caso di persone disoccupate, l’assegno è subordinato alla frequentazione di programmi di reinserimento nel mondo del lavoro e si perde se non si accetta un lavoro congruo alle proprie aspettative.

Chi ha un salario basso e cerca lavoro può aspettarsi dallo Stato un sostegno economico di 400 euro al mese, che aumenta in presenza di figli.

Danimarca

In Danimarca ci addentriamo in un modello di welfare più universalistico. Qui, infatti, l’assistenza sociale è un nodo centrale dello Stato e per questo vi è una lunga tradizione di assistenza alla popolazione in difficoltà. Esiste anche qui una forma analoga al Reddito di cittadinanza molto generosa: 1.325 euro per un singolo, spese di affitto a parte. Con i figli si arriva fino a 1.760 euro.

Requisito per avere il sussidio è dimostrare di essere alla ricerca di un lavoro, pena la sospensione dell’assegno.

Francia

Il sistema francese è simile a quello italiano e quindi molto più selettivo. Esiste il Revenu de Solidarité Active, introdotto nel 2009, a cui hanno diritto i residenti in Francia da almeno 5 anni. Possono farne domande uomini e donne al di sopra dei 25 anni, single o con famiglia, o le persone più giovani in caso di prole a carico.

Una persona da sola può arrivare a percepire poco meno di 500 euro mentre una coppia quasi 1.000 euro. I controlli sui beneficiari sono molto rigidi tanto che il sussidio vale 3 mesi e poi deve essere rinnovato, previa domanda e controllo dei requisiti.

Non si escludono altre forme di sostegno del reddito in futuro, o il rafforzamento di quelle già esistenti, come annunciato in più occasioni dal Presidente Macron.

Belgio

Tradizionalmente il Belgio è piuttosto generoso riguardo alle politiche di sostegno sociale ed economico dei cittadini. Ad oggi un single in difficoltà e senza lavoro può avere dallo Stato fino a 725 euro, importo che aumenta nel caso in cui abbia figli a carico.

La misura è garantita a chi non ha lavoro, ma non si perde se il beneficiario rifiuta una offerta non congrua al proprio livello di istruzione.

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Paesi Bassi

Nei Paesi Bassi esiste una forma di reddito di cittadinanza per single e famiglie che non raggiungono il salario minimo: oltre 600 euro per i single e 1.200 per coppie, sposate e non. Il governo ha inoltre studiato una misura di sostegno dedicata agli artisti – il Wik – per chi cerca di affermarsi nel mondo delle arti.

Irlanda

In Irlanda esiste il Supplementary Welfare Allowance che ammonta a 800 euro per i single, 1.300 euro per le coppie senza figli e aumenta progressivamente in base al numero della prole a carico. Oltre ai cittadini irlandesi, possono accedervi anche apolidi e rifugiati.

Questa indennità economica è incompatibile con altre garantire dallo Stato (ad esempio la pensione sociale o l’assegno di disoccupazione).

Italia

L’Italia è quel Paese che può essere annoverato nella categoria di sistemi di welfare cosiddetti “mediterranei” (al riguardo interessanti sono le teorie dello studioso Esping Andersen sulla comparazione dei vari sistemi di welfare europei), cioè caratterizzato da un sistema frammentato, – con forti differenze tra regione e regione soprattutto tra Nord e Sud – e molto “discrezionale”.

Per questo motivo il Reddito di cittadinanza ha sovvertito tali prerogative esistenti in Italia dimostrando un certo grado di avanguardismo in tema di politiche di contrasto alla povertà, nonostante tutti i limiti che il provvedimento che ha dimostrato di avere. Tuttavia, l’Italia, è stato uno degli ultimi Paesi Ue a dotarsi di una tale misura insieme a Grecia e Ungheria. 

Reddito di cittadinanza nel mondo

Dove esiste un Reddito di cittadinanza in Europa? Restando all’interno dei confini geografici europei troviamo il Regno Unito (anche se ormai non fa più parte dell’Ue) che garantisce il reddito minimo alle fasce della popolazione svantaggiate e senza lavoro, analogamente al Reddito di cittadinanza.

Può richiederlo chi vive al di sotto della soglia della povertà, non necessariamente disoccupato. Prende il nome di Income Support, è illimitato quindi dura fino a quando il soggetto beneficiario non esca dalle precarie condizioni nelle quali si trova. 

Altro Paese oltre i confini europei che adotta un sostegno al reddito sulla falsariga del Reddito di cittadinanza è l’Alaska, in cui il sussidio per gli strati più svantaggiati della popolazione oscilla dai 900 ai 2.000 dollari.

Dove esiste un Reddito di cittadinanza in Europa: il nodo reddito minimo garantito

Tutti gli stati Ue hanno, seppure in maniera eterogenea, introdotto misure di sostegno alle famiglie indigenti. Si tratta sempre di schemi di reddito minimo garantito e non di reddito di base. Insieme alla Grecia, l’Italia è stata l’ultima a introdurre questo genere di misure.

3,4% del Pil Ue era speso in misure di sostegno al reddito nel 2018, secondo il Fondo monetario internazionale (Fmi).

In alcuni stati come Svezia, Slovacchia e, recentemente, Spagna, il sistema è centralizzato a livello nazionale, mentre in altri tra cui Austria e Paesi Bassi è gestito localmente.

Ancora non esiste una normativa europea sul reddito minimo garantito e le misure prese dagli stati membri sono eterogenee.

Nella maggior parte dei casi, come a Cipro, in Spagna e in Lussemburgo, c’è un’età minima di accesso, solitamente intorno ai 25 anni. A volte il sistema è unitario, compatto e in grado di raggiungere la maggior parte delle famiglie indigenti.

È questo il caso di paesi come Belgio, Lussemburgo, Slovenia, Svezia, Slovacchia e, dal 2020, Spagna. In altri stati esistono invece una serie di schemi stratificati e spesso indipendenti tra loro.

Malta, per esempio, non dispone di uno schema unico, ma di una rete di protezione sociale ad accesso condizionato, e un sistema simile esiste anche in Irlanda. Solo in alcuni stati poi, tra cui la Germania, le misure raggiungono anche cittadini stranieri e rifugiati, anche se con importi inferiori.

Per quanto tutti gli schemi di reddito minimo garantito siano caratterizzati dalla condizionalità (hanno dei requisiti di accesso), il suo grado è variabile. In Bulgaria, ad esempio, i requisiti di accesso sono particolarmente numerosi e il sistema ne risulta indebolito e incapace di raggiungere numeri consistenti di persone.

A variare è poi anche l’entità dell’erogazione, da considerare in rapporto ai redditi mediani dei paesi di riferimento.

Dove esiste un Reddito di cittadinanza in Europa: nella foto delle sagome colorate

Dove esiste un Reddito di cittadinanza in Europa: il passaggio da Rei a Rdc in Italia

In Italia il primo passo verso l’introduzione di un reddito minimo garantito è stato il decreto legislativo 147/2017, di fatto la prima legge sulla povertà del nostro paese.

Il decreto introduceva il reddito di inclusione (Rei), un benefit economico accordato ai nuclei familiari in difficoltà grazie alle risorse del fondo povertà. Questa misura era pensata per essere non puramente assistenzialistica ma orientata all’inserimento lavorativo e sociale dei beneficiari.

Dal 1 marzo 2019 è poi subentrata una seconda misura, ovvero il Reddito di cittadinanza, determinando la fine del Rei che, come stabilito dal decreto legge 26/2019, non può più essere richiesto.

Fonti e materiale di approfondimento

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