Reddito di cittadinanza e assegno unico decaduti: cosa fare? Non sono pochi i cittadini che hanno visto decadere l’Rdc e il nuovo assegno per figli. Vediamo perché si sono trovano in questa situazione e cosa si può fare per rimediare. - Scopri le ultime notizie su bonus e agevolazioni Inps. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.
- Reddito di cittadinanza decaduto: cosa significa?
- Reddito di cittadinanza decaduto: nuova domanda
- Assegno unico decaduto: cosa significa?
- Assegno unico decaduto: nuova domanda
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Reddito di cittadinanza decaduto: cosa significa?
Il Reddito di Cittadinanza viene sospeso se non si aggiorna l’Isee entro il 31 gennaio dell’anno. La rata di gennaio sarà comunque regolarmente corrisposta.
Tutto tornerà alla normalità quando presenterete il nuovo Isee nel caso in cui, ovviamente, rispetterete ancora i requisiti necessari.
La revoca del sussidio invece scatta quando uno dei componenti della famiglia:
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- Non effettua la DID (dichiarazione di immediata disponibilità la lavoro);
- Non sottoscrive il Patto per il lavoro o quello per l’inclusione sociale;
- Non partecipa, senza giustificato motivo, alle iniziative di formazione e reinserimento lavorativo;
- Non aderisce a progetti utili alla collettività (in caso il comune di residenza li abbia istituiti);
- Non comunica la variazione occupazionale;
- Dichiari informazioni false per prendere più soldi;
- Non aggiorni l’Isee in caso di variazione del nucleo familiare;
- Venga trovato a svolgere attività lavorativa non dichiarata.
In questa guida trovi la tabella con gli importi del reddito di cittadinanza.
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Reddito di cittadinanza decaduto: nuova domanda
Quando l’Rdc è decaduto, dopo aver presentato l’ISEE corrente e aver verificato di rispettare tutti i requisiti necessari per richiedere il reddito di cittadinanza, si potrà fare nuovamente domanda del sussidio. Poi bisognerà attendere l’esito della procedura che verrà comunicato dall’INPS.
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Assegno unico decaduto: cosa significa?
L’Assegno unico universale è un sostegno economico destinato a tutte le famiglie per ogni figlio a carico dal settimo mese di gravidanza e fino ai 18 anni.
Quando il figlio diventa maggiorenne l’Assegno unico spetta solo ad alcune condizioni e fino a 21 anni.
Nel caso di figli con disabilità l’assegno viene erogato senza limiti d’età finché il figlio resta fiscalmente a carico.
Il contributo economico decade quando non si rispettano più i requisiti fissati dalla norma:
- requisito anagrafico dei figli (compiono 18 anni e non hanno i requisiti per continuare a riceverlo da maggiorenni)
- il figlio non è più fiscalmente a carico: un figlio con meno di 24 anni si considera fiscalmente a carico se ha un reddito annuale inferiore a 4.000 euro. Oltre i 24 anni si applicano le regole degli altri familiari a carico e la soglia di reddito diminuisce fino a 2.840,51 euro.
- il figlio maggiorenne non rispetta uno di questi requisiti
- Frequenta una Scuola pubblica o privata che dopo cinque anni rilasci il diploma di maturità (parliamo dei classici licei, istituti tecnici e professionali).
- Frequenta un percorso di Formazione Professionale Regionale o Centro di Formazione Professionale. In questi centri si accede dopo le scuole medie e si frequenta per tre/quattro anni. Dopo quel periodo viene rilasciato un diploma professionale di tecnico.
- Frequenta un percorso di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (IFTS), sia pubblico che privato. Di solito questi corsi sono annuali e rilasciato un attestato di specializzazione professionale di 4° livello EQF.
- Frequenta un corso di laurea (valgono tutti).
- Ha un contratto di apprendistato o un tirocinio, a patto che il reddito complessivo sia inferiore a 8.000 euro annui.
- Svolge il Servizio Civile Universale;
- É registrato come disoccupato al Centro per l’Impiego, così dimostrando di essere in cerca di lavoro.
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Assegno unico decaduto: nuova domanda
La domanda per l’Assegno unico va presentata se non si riceve il Reddito di cittadinanza. I beneficiari dell’Rdc, invece, ricevono una integrazione automatica sulla Carta Rdc in un giorno diverso rispetto a quello di pagamento del reddito di cittadinanza.
Ricordiamo che si può fare domanda del sussidio anche senza presentare l’Isee. Chi non lo farà avrà diritto all’importo minimo erogabile, ossia quello per le famiglie con più di 40.000 euro di Isee.
Si può fare domanda per l’Assegno unico in tre modi:
- Chiamando il Contact Center dell’Inps al 803 164(gratuito da rete fissa) al numero 06 164 164 (a pagamento da cellulare);
- Facendo fare la procedura a un CAF o a un patronato;
- Inoltrando la richiesta autonomamente sul sito dell’Inps.
Assegno unico, domanda sul sito dell’Inps, procedura guidata
Per richiedere l’assegno unico autonomamente si può visitare questa pagina con identità digitale (SPID, CNS o CIE).
Nell’apposita sezione si dovrà indicare se fare domanda standard, domanda come tutore o domanda come figlio maggiorenne.
A questo punto si aprirà un questionario diviso per schede. Dovrete compilarle tutte. I dati richiesti sono quelli anagrafici e il codice fiscale del figlio a carico.
Il contenuto delle schede da compilare, nel dettaglio, è questo:
- Informazioni sui figli;
- Dati per il pagamento dell’Assegno;
- Dichiarazioni di responsabilità;
- Riepilogo dei dati inseriti;
- Pulsante per l’invio definitivo della domanda.
Chi vuole fare domanda per figli con almeno 7 mesi, quindi con la mamma ancora in stato di gravidanza, dovrà attendere la nascita del bambino o della bambina. La richiesta darà diritto a ottenere due mesi arretrati in un’unica soluzione.
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