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Reddito di cittadinanza e lavoro: entrate da non comunicare

Si possono far convivere reddito di cittadinanza e lavoro? E quali sono le attività lavorative che non vanno comunicate all’Inps? Vediamolo in questo articolo.

di The Wam

Marzo 2022

Reddito di cittadinanza e lavoro: per continuare a beneficiare dell’RdC è necessario rispettare alcuni requisiti, ma non è tassativo che si debba essere disoccupati. In più non tutte le entrate sono da considerarsi come reddito attivo (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sul Reddito di Cittadinanza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Come funziona il reddito di cittadinanza

Per ricevere il reddito di cittadinanza è importante rispettare alcuni requisiti economici e in più è necessario dimostrare un’immediata disponibilità al lavoro, accettando un patto di adesione a un percorso specifico che favorisce le assunzioni.

In sostanza, dopo la richiesta di RdC ed entro 30 giorni da questa, si viene convocati dai centri per l’impiego per stipulare il cosiddetto “patto per il lavoro” e si ottiene il beneficio se almeno uno dei membri della famiglia:

Ma che succede se si viene assunti? Si possono far convivere reddito di cittadinanza e lavoro?

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Reddito di cittadinanza e lavoro: si può?

Reddito di cittadinanza e lavoro: come abbiamo visto tra i requisiti per presentare richiesta dell’RdC c’è la disoccupazione da meno di due anni. Questo però non vuol dire che se uno dei membri della famiglia trova lavoro il beneficio decade automaticamente.

Se dopo la presentazione della domanda dovessero avvenire variazioni nell’attività lavorativa di un componente della famiglia, basterà compilare il modello “Rdc/Pdc – Com esteso” e inviarlo all’INPS tramite i CAF, o direttamente accedendo al sito dell’INPS

La notizia dell’assunzione deve essere comunicata all’Inps entro 30 giorni dall’evento, se non vogliamo che ci venga revocato il beneficio.

Fatto questo, l’Inps provvederà al ricalcolo della cifra che ci spetta sulla base dei nuovi redditi percepiti.

In più, c’è da considerare che alcune attività non prevedono neppure questo obbligo di comunicazione. Vediamo quali sono:

Reddito di cittadinanza e lavoro
Reddito di cittadinanza e lavoro: entrate da non comunicare.

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