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Reddito di cittadinanza e trattamenti assistenziali

Reddito di cittadinanza e trattamenti assistenziali: cosa dice la normativa? Scopriamolo insieme.

di Alda Moleti

Dicembre 2023

In questo articolo parleremo di Reddito di cittadinanza e trattamenti assistenziali, per vedere cosa dice la normativa in merito (scopri le ultime notizie sul Rdc e sui bonus attivi in italia. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Reddito di cittadinanza e trattamenti assistenziali: cosa dice la normativa?

Nel 2022 l’INPS ha fornito importanti chiarimenti sul calcolo delle rate del Reddito di cittadinanza (Rdc) attraverso il comunicato stampa del 2 febbraio.

La determinazione della rata mensile del Rdc si basa sul “reddito familiare“, calcolato in base ai redditi e ai trattamenti esenti da Irpef, riferiti a due anni precedenti la presentazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU). Quindi, per il 2023, vengono considerati i redditi e i trattamenti del 2021.

I trattamenti assistenziali rilevanti per il calcolo includono gli assegni al nucleo familiare, gli assegni familiari dei comuni, l’assegno sociale, la carta acquisti e altri.

Tuttavia, poichè il reddito familiare non sempre coincide con quanto è presente in ISEE, l’articolo 2, comma 6, del DL 4/2019 richiede l’aggiornamento dei trattamenti assistenziali riportati in ISEE, considerando gli importi attualmente percepiti invece di quelli di due anni prima. Questo aggiornamento è cruciale per valutare la situazione attuale del nucleo familiare quando viene calcolata la rata del Rdc.

A partire da gennaio 2022, quindi, l’INPS ha iniziato ad aggiornare non solo i trattamenti precedentemente considerati ma anche altre tipologie di trattamenti assistenziali per determinare il reddito utile all’erogazione del Rdc. Questo include tutte le maggiorazioni sociali e i trattamenti legati alla situazione reddituale del richiedente.

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Impatto dei trattamenti assistenziali sul Reddito di cittadinanza

È importante notare che il Rdc non influisce sul calcolo dell’assegno sociale, delle pensioni di invalidità e delle loro maggiorazioni. Al contrario, questi trattamenti assistenziali influiscono sul calcolo del reddito per il Rdc.

Le variazioni nell’importo della rata di Rdc/Pdc possono verificarsi in seguito all’applicazione di questa nuova disciplina, specialmente se vengono superate le soglie previste dalla norma, causando la decadenza del beneficio o la reiezione della domanda.

Per controllare i dettagli delle rate in pagamento, i beneficiari possono accedere al servizio di consultazione della domanda nella sezione “MyINPS” del portale INPS, utilizzando le proprie credenziali di autenticazione.

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In foto, il sito ufficiale del Rdc.

Quando termina il Reddito di cittadinanza?

Quanto detto a proposito del Reddito di cittadinanza vale anche per le misure che lo sostituiranno nel 2024.

A partire dal 2024, infatti, il Reddito di cittadinanza sarà sostituito da nuovi programmi di supporto, con l’ultima erogazione prevista per dicembre 2023.

Il Decreto Lavoro, recentemente trasformato in legge, stabilisce le nuove normative che prenderanno il posto del Reddito di cittadinanza dal 2024.

In luogo del Reddito di cittadinanza sono state introdotte due nuove misure di supporto, ognuna mirata a specifici gruppi di beneficiari: l’Assegno di inclusione e il Supporto per la formazione e il lavoro.

Tabella di comparazione delle misure che sostituiranno il Rdc

Le caratteristiche principali di queste due nuove prestazioni sono sintetizzate in una tabella riassuntiva, mentre nei paragrafi successivi vengono forniti dettagli più approfonditi.

 Assegno di inclusioneSupporto per la formazione e il lavoro
Beneficiarii nuclei con all’interno almeno un componente minorenne, disabile o over 60I nuclei composti da soli maggiorenni tra 18 e 59 anni e non affetti da disabilità
Requisito ISEE9.360 euro all’anno6.000 euro all’anno
Importocalcolato sul reddito e sulla composizione del nucleo familiare350 euro per richiedente
Data di attivazione1° gennaio 20241° settembre 2023
Durata18 mesi con possibilità di rinnovo per altri 12 mesi12 mesi
Tabella di comparazione delle misure che sostituiranno il Rdc

Come funziona l’Assegno di inclusione?

L’Assegno di inclusione, che a partire dal 2024 sostituirà il Reddito di cittadinanza, è progettato per supportare i nuclei familiari che includono almeno un membro disabile, un minorenne o una persona di età superiore ai sessant’anni.

Con la conversione in Legge del Decreto Lavoro, l’accesso all’Assegno di inclusione è stato esteso anche ai nuclei familiari con individui che vivono in condizioni di disagio sociale, purché siano coinvolti in programmi di assistenza e cura certificati dai servizi socio-sanitari locali e approvati dalle autorità pubbliche.

Per ricevere l’Assegno di inclusione, la richiesta deve essere presentata da un componente della famiglia, ma il beneficio si estende a tutto il nucleo familiare. Di conseguenza, ogni famiglia ha diritto a un solo Assegno di inclusione.

I requisiti per ottenere l’Assegno di inclusione

Per ottenere l’Assegno di inclusione nel 2024 è necessario soddisfare una serie di requisiti specifici. Ecco l’elenco dei criteri richiesti:

Quali sono gli importi dell’Assegno di inclusione?

L’Assegno di inclusione è stato progettato come un supplemento al reddito familiare, offrendo un aiuto finanziario mensile per incrementare il reddito annuo della famiglia fino a 6.000 euro.

Per le famiglie composte esclusivamente da persone di almeno 67 anni, affette da gravi disabilità o in condizioni di non autosufficienza, l’assegno si configura come una sorta di Pensione di cittadinanza, con un limite massimo di reddito annuo di 7.560 euro.

Questo limite massimo è raggiungibile solo per i nuclei familiari senza alcuna fonte di reddito. Per esempio, un individuo che vive da solo senza redditi potrebbe ottenere 6.000 euro all’anno, ovvero 500 euro al mese come Assegno di inclusione. Per le famiglie senza reddito, formate interamente da persone oltre i 67 anni, affette da gravi condizioni di disabilità o non autosufficienza, l’importo massimo annuo si eleva a 7.560 euro.

L’importo dell’assegno varia in base agli altri redditi presenti nel nucleo familiare e aumenta con l’aggiunta di membri vulnerabili. Maggiori informazioni sono contenute nell’articolo sugli importi dell’Assegno di inclusione.

Come funziona il Supporto per la formazione e il lavoro

Il Supporto per la formazione e il lavoro, che è in vigore dal 1° settembre 2023 come sostituto del Rdc, è destinato ai nuclei familiari che, nell’anno in corso, hanno diritto al Reddito di cittadinanza per un massimo di 7 mesi.

A differenza di altre forme di assistenza, questo supporto non è indirizzato all’intero nucleo familiare, ma è specificatamente destinato al singolo richiedente. Questo implica che più membri dello stesso nucleo familiare possono fare domanda per ricevere questo tipo di supporto.

I requisiti del Supporto per la formazione e il lavoro

Per ottenere il Supporto per la formazione e il lavoro è necessario soddisfare alcuni criteri specifici. Questi includono:

Quali sono gli importi del Supporto per la formazione e il lavoro?

Il Supporto per la formazione e il lavoro offre un contributo mensile di 350 euro. Chi beneficia di questo aiuto si impegna a partecipare a corsi di formazione e iniziative mirate al reinserimento nel mercato del lavoro.

Il sostegno viene fornito per tutta la durata del percorso formativo e termina una volta completate le attività. La durata massima del Supporto per la formazione e il lavoro è di 12 mesi e non è prevista la possibilità di estensione o rinnovo.

Per informazioni dettagliate su come presentare la domanda, si può consultare la guida specifica sul Supporto per la formazione e il lavoro.

FAQ: domande frequenti sul Reddito di cittadinanza

Quali sono i requisiti per mantenere il Reddito di cittadinanza?

Per mantenere il Reddito di cittadinanza è necessario rispettare alcuni requisiti. Questi includono la partecipazione a percorsi di inclusione sociale e lavorativa, la ricerca attiva di lavoro e la comunicazione tempestiva di eventuali cambiamenti nella situazione familiare o economica.

Reddito di cittadinanza requisiti per i single: cosa cambia?

I single dovranno rispettare gli stessi requisiti applicati agli altri nuclei familiari per ricevere l’Rdc. Leggi come funziona l’Rdc per i single.

Reddito di cittadinanza requisiti ISEE: quale soglia non superare?

Il tetto ISEE delle famiglie beneficiarie del Reddito di cittadinanza è fissato a 9.360 euro all’anno.

Reddito di cittadinanza spese ammesse 2023: quali sono?

Con i soldi del Reddito di cittadinanza si possono comprare beni di prima necessità, pagare bollette e servizi che non rientrano fra le spese vietate con l’Rdc: per esempio alcolici, tabacco, gioco d’azzardo, articoli di pellicceria e gioielleria, armi, materiale pornografico, servizi assicurativi e di trasferimento di denaro, noleggio, acquisto o leasing di navi e imbarcazioni da di porto nonché servizi portuali.

Posso verificare il saldo della carta Rdc sul sito dell’INPS?

No, sul sito dell’INPS non è possibile controllare il saldo del Redito di cittadinanza, ma solo lo storico dei pagamenti e lo stato della domanda.

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