Reddito di cittadinanza: gli esclusi di ottobre. Come averlo

Questo mese non riceveranno i soldi del beneficio quelle famiglie che lo hanno percepito per 18 mesi. Ecco come funziona il rinnovo.

5' di lettura

Reddito di cittadinanza (Rdc): oggi 1 ottobre 2020 scatta lo stop del sussidio per le famiglie che hanno giù ricevuto 18 mesi del beneficio. E che, quindi, avevano presentato domanda ad aprile 2019. Secondo i dati elaborati da Il Sole 24 Ore, si tratta di 410 famiglie.

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Indice:

  1. Rinnovo Rdc

  2. Domanda di reddito di cittadinanza

  3. Il futuro dell’Rdc

Reddito di cittadinanza: rinnovo

Del rinnovo del Rdc abbiamo già parlato, in alcuni articoli, riservati ai lettori di TheWam.net che hanno esaurito i primi diciotto mesi del reddito di cittadinanza. In sostanza la domanda potrà essere presentata questo mese, a ottobre 2020, per ricevere di nuovo i versamenti da novembre, probabilmente a partire dal 15. Di qui alla fine dell’anno l’Rdc sarà sospeso per il 54% degli attuali beneficiari, più della metà (oltre il 60%) concentrati al Sud Italia.

I beneficiari: i dati

Oggi, secondo le ultime stime, il beneficio spetta a 1,3 milioni di famiglie, per una cifra media di 562 euro destinati a ogni nucleo familiare. Un “impennata” di richieste (circa il 23%) si è registrata nei messi post-covid. Una cartina di tornasole della crisi economica che ha investito tutti, in particolar modo le famiglie con basso reddito.

I dati, riferiti a chi non riceverà più il reddito di cittadinanza, sono distribuiti in questo modo fra i “primi posti” della classifica regionale: 114mila famiglie in Sicilia (sui 214mila beneficiari complessivi), 125mila in Campania (su 245mila), 59mila in Puglia (su 108mila).

Reddito di cittadinanza. Esempio sul calcolo degli importi
Reddito di cittadinanza. Esempio sul calcolo degli importi

Domanda di reddito di cittadinanza

La domanda potrà essere ripresentata se si rispettano tutti questi requisiti di reddito e legati al patrimonio, fra i quali un Isee inferiore ai 9360 euro. Inoltre il governo pensa a una riforma: non si potranno più rifiutare fino a due offerte di lavoro se troppo lontane da casa, come era consentito nei primi 18 mesi.

Si dovranno insomma accettare le proposte che arrivano da Anpal e dai Navigator, se lo stipendio garantito dall’offerta sarà superiore al limite indicato (probabilmente intorno agli 858 euro), pena l’esclusione dal reddito di cittadinanza.

Inoltre gli aspiranti beneficiari del sussidio devono rispettare questi requisiti:

  1. ISEE inferiore a 9.360 euro

  2. Patrimonio immobiliare diverso dalla casa di abitazione non superiore ai 30.000 euro

  3. Patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro. La soglia è aumentata di duemila euro per ogni persona nel nucleo familiare fino a 10.000 euro e cresce di altri 1.000 per ogni figlio successivo al secondo e di altri 5.000 euro per ogni persona disabile della famiglia.

  4. Reddito familiare inferiore a 6.000 euro moltiplicato per i valori della scala di equivalenza che trovi in questo elenco:

  • Pari a 1 per il primo componente del nucleo

  • Aumentato di 0,4 per ogni ulteriore componente di età maggiore di 18 anni

  • Aumentato di 0,2 per ogni ulteriore componente minorenne, fino a un massimo di 2,1.

Gli obblighi presso i Comuni

Quando si riceve il reddito di cittadinanza, si accetta anche di lavorare fino a otto ore a settimana nel comune di residenza. Dopo la domanda del sussidio, si rilascia infatti la Did (Dichiarazione di Immediata disponibilità) o si ferma il Patto per il Lavoro.

Quest’anno è previsto un aumento dei PUC (incremento dei progetti utili alla collettività) da parte dei comuni. Alcuni progetti già attivi sono visibili sulla piattaforma GEPI

I lavori di pubblica utilità devono essere coerenti con il profilo professionale di chi riceve il reddito di cittadinanza. Interessi e competenze che sono emerse durante il colloquio presso il Centro per l’Impiego. I progetti dei comuni rientrano in questi settori:

  • culturale;

  • sociale;

  • artistico;

  • ambientale;

  • formativo;

  • tutela dei beni comuni.

La partecipazione ai progetti utili alla collettività è invece facoltativa (possono scegliere se partecipare) per quelle persone escluse o esonerate dagli obblighi previsti per i beneficiari maggiorenni del Reddito di Cittadinanza.

Reddito di cittadinanza: pagamenti in programma

Chi è esonerato dagli obblighi lavorativi

Gli obblighi lavorativi, oggi, non sono previsti per alcune categorie di persone ritenute più fragili e svantaggiate, comunque non compatibili con l’attività lavorativa: si tratta di chi ha più di 65 anni, chi percepisce la pensione di cittadinanza, chi è affetto da una disabilità che impedisce di svolgere un lavoro (a meno che i componenti del nucleo familiare disabili richiedano l’adesione volontaria adesione a un percorso personalizzato di accompagnamento all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale), chi ha a carico persone disabili o non autosufficienti oppure bambini che hanno meno di tre anni, gli occupati a basso reddito e chi frequenta i corsi di formazione

Il futuro del reddito di cittadinanza

Il governo, si interroga sulla necessità di cambiare il reddito di cittadinanza, perché nel prossimo anno (2021) potrebbe costare quasi 10 miliardi, 2 in più rispetto al 2020 secondo le proiezioni del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF). Aumenteranno, come detto, i beneficiari e gli occupabili. Il numero degli occupati è infatti ancora troppo basso.

Di qui la volontà, annunciata dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, di cambiare le modalità di erogazione del reddito di cittadinanza, promuovendo obblighi più stringenti. Il rischio concreto è che, imponendo ai percettori di accettare lavori molto lontano da casa, si finirà per penalizzare tante famiglie indigenti. Oltre a favorire l’applicazione di contratti lavorativi con stipendi molto bassi, che consentiranno ai datori di lavoro di lucrare su lavoratori economicamente più fragili.

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